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Responsabile: Maurizio Bossi

La fototeca di Fosco Maraini

L’archivio fotografico di Fosco Maraini si compone di circa 42.000 fotografie, tra negativi in bianco e nero e diapositive a colore, realizzate nel corso della sua intensa vita e dei suoi molteplici viaggi.

Le immagini sono pervenute al Gabinetto Vieusseux nell’ordinamento e nella sistemazione prevista originariamente dallo stesso Maraini, e cioè nelle seguenti sezioni principali:


1. Paleo. Contiene le immagini giovanili realizzate da Maraini, che scopre infatti la fotografia assai precocemente, in quel clima culturale allo stesso tempo internazionale e provinciale che è il futurismo fiorentino. Espone infatti per la prima volta a soli 18 anni alla Mostra Nazionale di Fotografia Futurista del 1930. Di quella esperienza, intrapresa anche per emulare il padre scultore, rimane una costante ricerca formale, che lo porterà in seguito ad aderire al gruppo fotografico “La Bussola”.

2. Tibet. Le due spedizioni a seguito dell’orientalista marchigiano Giuseppe Tucci in Tibet, quella del 1937 e quella del 1948, rappresentano per Maraini una specie di iniziazione alla vita e ai misteri dell’Oriente, che segneranno per sempre la sua visione del mondo. Il contatto con una civiltà così lontana e al contempo così affine, si riverbera sulla sua produzione fotografica, che senza rinunciare alle sperimentazioni formaliste si riempie di autentica scoperta ed emozione. La stessa scoperta e la stessa emozione che si ritrovano nel libro che Maraini scrisse a conclusione di queste esperienze, Segreto Tibet (1951)

3. Nostro Sud. Nei progetti dell’allora giovane editore barese De Donato, Nostro Sud avrebbe dovuto condensare in un solo libro fotografico un reportage vastissimo che documentasse ogni angolo del Meridione d’Italia, ancora radicalmente contadino ma che i primi segni della ricostruzione postbellica avrebbero presto profondamente modificato. Si rivolse a Fosco Maraini per via di una consolidata amicizia. Insieme, per interi mesi esplorarono il paesaggio, i costumi, la gente del Sud, raccogliendo un imponente materiale fotografico di oltre 3000 immagini che rappresenta forse uno dei momenti più alti della produzione fotografica di Maraini. Il progetto non ebbe esito in una pubblicazione; oggi una significativa selezione è proposta nel volume titolo Nostro Sud di Fosco Maraini. Un progetto incompiuto del Meridione italiano (Firenze, Alinari 2009), promosso dal Gabinetto Vieussux e dal Centro per il catalogo e la documentazione della Regione Siciliana, a cura di Cosimo Chiarelli e Elisa Ciani, con il coordinamento scientifico di Maurizio Bossi e Francesco Vergara Caffarelli.

4. Karakorum e Hindu-Kush. Come fotografo di montagna e appassionato scalatore, Maraini ha avuto il privilegio di partecipare ad alcune importantissime spedizioni, come quella organizzata dal Club Alpino Italiano al Gasherbrum IV (7980 m.) nel Karakorum e quella al Saraghrar Peak (7349 m.) nell’Hindu-Kush, in un periodo in cui l’alpinismo era ancora considerato un’impresa eroica. Ma la sua attenzione fotografica, a differenza della maggior parte degli autori che lo avevano preceduto, trascura questa dimensione eroica per soffermarsi invece su elementi più umani, drammatici, più legati al rapporto con la Natura che alla sfida con essa. Sono allora di grande interesse il gioco di una nuvola bizzarra sulla cima di un monte, oppure i forti contrasti dei bianchi e dei neri e le infinite gradazioni del grigio sulla neve, sulla pietra e nel cielo.

5. Giappone. La fascinazione di Maraini per il Giappone dura da una vita intera e si rigenera ad ogni ritorno. La cultura giapponese, il suo paesaggio, la sua gente, così lontani dalla civiltà occidentale, attraversano le immagini di Maraini in tutti i loro aspetti, meravigliosi o sgraditi alla nostra sensibilità, e nei cambiamenti radicali che lo sviluppo economico e tecnologico ha portato negli ultimi cinquant’anni, intrecciandosi con tradizioni e identità millenarie. Le fotografie giapponesi di Maraini, anche le più antiche, ben lungi da un esotismo di maniera e da una rappresentazione stereotipata cara a molti altri fotografi, sono profondamente partecipi dei cambiamenti della cultura, sempre pronte a captarne i segnali inquietanti o a documentare, con colori talvolta anche aggressivi, le ultime testimonianze rituali e le cerimonie sopravvissute dell’antica civiltà nipponica.

6. Asia minore e maggiore. Turchia, Israele, Pakistan, India, Nepal, Thai, Cambogia, Cina e Corea. Realtà diverse del grande continente asiatico. Maraini le osserva, le studia, le fotografa scoprendone da antropologo le caratteristiche vitali e da poeta le tante analogie.

Il Gabinetto Vieusseux è dal 1997 proprietario della Fototeca di Fosco Maraini assieme alla sua Biblioteca Orientale, di recente, a seguito della sua morte, trasferite in Palazzo Strozzi dove sono ora consultabili dal pubblico.

La Fratelli Alinari ha assunto dal 31 marzo 2004 l’incarico in esclusiva mondiale per la gestione dei diritti sull’opera fotografica di Fosco Maraini  e ha realizzato la digitalizzazione e catalogazione di oltre 2.000 immagini che sono consultabili sul sito professionale di Alinari www.alinariarchives.it.

Gabinetto Vieusseux 1995 - 2010