Enzo Agostino (Gioiosa Jonica 1937 - Roma 2003)
Contenuto del Fondo: testi autografi con note e varianti, carteggi che documentano la genesi dei versi e, dopo l’uscita allo scoperto, i commenti di vari interlocutori alla poesia di Agostino (corrispondenze raccolte insieme alla copia delle proprie risposte da Giovanna Fozzer, alla quale sono indirizzati la maggior parte degli scambi epistolari, provenienti da vari mittenti e dallo stesso Agostino, di quest’ultimo si conservano più spesso in copia alcune lettere da lui inoltrate o ricevute da conoscenti e amici), una raccolta bibliografica con i volumetti delle poesie e una rassegna stampa della critica sulla scarna opera del poeta calabrese, una scelta di fotografie personali.
Strumenti di ricerca: elenco sommario disponibile in sala consultazione.
Ettore Allodoli (Firenze 1882 - 1960)
Contenuto del Fondo: corrispondenze indirizzate a Ettore Allodoli (sia da mittenti personali che da enti e associazioni, a cui si aggiungono carteggi organizzati in fascicoli tematici dallo stesso destinatario). Manoscritti di racconti e romanzi, in parte incompleti e non datati, tra cui testimoni di opere legate al filone dell’Allodoli memorialista e novelliere come Il domatore di pulci (1920), Novelle morali (1923), Amici di casa (1923), La lunga giornata (1957); o romanzi di pura fantasia (Il ragazzo risuscitato, 1923; Cuor di sorella, 1927) o di impianto storico (Giovanni dalle Bande Nere, 1927; Ferruccio, 1928; L’assedio di Firenze, 1930; Savonarola, 1952). Una miscellanea di fascicoli comprende poi componimenti giovanili, come le riviste degli anni ’90 compilate insieme a Papini, i saggi, le edizioni critiche, le trascrizioni dai classici, traduzioni, la Storia della letteratura (1953), antologie scolastiche, fino al Vocabolario della lingua italiana. A questa serie appartengono anche i numerosissimi articoli, trovati talora fascicolati, oppure sciolti, spesso non datati, pubblicati nei principali fogli periodici, le testimonianze delle conferenze pronunciate dall’Allodoli nel corso della sua attività, legate, per lo più, a illustri personaggi toscani di ogni tempo e una copiosa messe di zibaldoni e di appunti di grammatica e di letteratura. In una serie di “carte varie” troviamo documenti relativi all’attività didattica, ai rapporti con il Centro di studi sul Rinascimento, con le case editrici e con i premi letterari delle cui giurie fu membro; comprende anche agende e rubriche dei corrispondenti e delle collaborazioni periodiche, fino ai disegni a carboncino pubblicati nella terza edizione (1926) del Domatore di pulci, di mano di Giovanni Costetti. Le carte biografiche e personali sono ancora da riordinare. Come deve ancora ricevere una sistemazione la parte del Fondo relativa al figlio Enzo, dove si trovano documenti dell’archivio familiare. Alle carte d’archivio si aggiunge la biblioteca personale, conservata a Palazzo Strozzi.
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto scaricabile in formato pdf, comprende un indice dei mittenti della corrispondenza e la descrizione dei manoscritti e delle carte varie. Biblioteca personale (si veda la pagina descrittiva) schedata come Fondo speciale nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux. Descrizione dei disegni (pubblicati ne Il domatore di pulci) nel data base del Servizio Conservazione.
Luigi Amaducci (Verona 1932 - Firenze 1998)
Contenuto del Fondo: corrispondenza di lavoro, materiale a stampa (pubblicazioni, ritagli di giornale, programmi di convegni e simposi), dattiloscritti e fotocopie di articoli a carattere scientifico e testi di conferenze, documentazioni personali.
Strumenti di ricerca: elenco di consistenza.
“L’Antico Fattore”
Contenuto del Fondo: elenchi di firme di letterati, artisti e varie personalità, relativi agli anni ’30.
Strumenti di ricerca: scheda descrittiva.
Franco Antonicelli (Voghera 1902 - Torino 1974)
Contenuto del Fondo: Il fondo Antonicelli è formato da due nuclei: documentazione relativa alla Scuola di San Gersolé e materiali eterogenei (corrispondenza, materiale bibliografico, fotografie e tre bobine) pertinenti alla Comunità Giurisdavidica fondata da David Lazzaretti. Per quanto riguarda il primo nucleo del Fondo si conservano 17 quaderni provenienti dalla scuola elementare guidata da Maria Maltoni. Due dei quaderni sono i veri e propri diari redatti da Fernanda Caroli, alunna che frequentò la IV elementare nel 1938, gli altri sono trascrizioni realizzate dalla maestra di brani dai diari di altri alunni relativi agli anni 1937-39. Relativamente alla sezione David Lazzaretti - Chiesa Giurisdavidica i conservano 12 lettere attinenti alle vicende delle Carte Lazzaretti per gli anni 1954-1971. Il nucleo più consistente è costituito dalle lettere inviate dal VII Capo della Chiesa Giurisdavidica, Nazzareno Bargagli ad Antonicelli. Seguono 13 pubblicazioni riguardanti sia la storia di David Lazzaretti Profeta di Arcidosso che il programma ed il culto professato dalla comunità; inoltre in fotocopia tre documenti a stampa di carattere omogeneo. 17 fotografie: copie dalle fotografie conservate nell’ “Album 1908”, compilato da Filippo Imperiuzzi e revisionato da Nazzareno Bargagli (si conserva anche copia fotostatica dell’intero album). Tre bobine realizzate dalla società COMES per conto di Antonicelli (che sono state riversate anche su microfilm dal Servizio Conservazione del Gabinetto Vieusseux) contenenti la documentazione relativa a David Lazzaretti, ricordiamo che gli originali sono stati restituiti alla Comunità Giurisdavidica nel 1985. I documenti microfilmati consistono in fotografie e ritagli di giornale conservati in un album realizzato da Filippo Imperiuzzi, alcuni scritti di David Lazzaretti quali la “Lettera anonima di profetici avvenimenti diretta a tutti i miei fratelli in Cristo”, alcuni scritti di Filippo Imperiuzzi e Giuseppe Corsinianni; per un arco cronologico relativo agli anni 1865 - 1908.
Strumenti di ricerca: elenco dei materiali.
Giacomo Antonini (Venezia 1901 - Parigi 1983)
Contenuto del Fondo: corrispondenza, di natura privata, indirizzata a Giacomo Antonini, alla quale si aggiungono i carteggi di lavoro scambiati con le case editrici per le quali ha lavorato (in particolare lunga e ben documentata è stata la collaborazione con Bompiani, editore per il quale è stato il “plenipotenziario” parigino; oltre che con la casa editrice milanese si trovano nel fondo fascicoli di corrispondenza con Dall’Oglio e Sansoni) e la corrispondenza relativa all’attività che, tramite la rivista “Sipario” e l’Agenzia Ulisse, ha svolto la Bompiani nel mondo del teatro. Completano il fondo un gruppo di minute di Giacomo Antonini e una piccola appendice di documenti con estratti e ritagli di giornale a firma di Antonini e alcuni suoi testi (tra cui un curriculum vitae e copia di una sceneggiatura).
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto scaricabile in formato pdf e sotto forma di data base interrogabile on line.
Domenico Baranelli (Bonefro, Campobasso 1895 - Siena 1987)
Contenuto del Fondo: corrispondenza indirizzata a Domenico Baranelli; completano il Fondo alcuni documenti biografici, materiali preparatori per studi dedicati all’artista, cataloghi di mostre e monografie sulla sua opera.
Strumenti di ricerca: descrizione dell’intero Fondo ricercabile tra gli inventari on line, un elenco dattiloscritto dei mittenti è scaricabile in formato pdf.
Ubaldo Bardi (Firenze 1921)
Contenuto del Fondo: corrispondenza indirizzata a Ubaldo Bardi (interessante soprattutto per le testimonianze epistolari di mittenti che scrivono dalla Spagna e dal mondo della cultura ispanica in generale); scritti, in forma manoscritta o dattiloscritta, con testi delle prove narrative di Bardi, i suoi saggi critici, le traduzioni; materiale bibliografico: collezione di riviste, estratti, opuscoli, alcune monografie, ritagli di giornale (sparsi tra tutti questi formati si trovano i testi di Bardi, pubblicati in varie sedi, i saggi dedicati alla sua figura e la documentazione bibliografica che rappresenta una testimonianza dei suoi interessi culturali). A questi materiali vanno aggiunti i libri (integrati anche da alcuni esemplari di riviste) della biblioteca personale conservata nella sede di Palazzo Strozzi. Si tratta di un Fondo ‘aperto’ soggetto a periodici accrescimenti.
Strumenti di ricerca: schedario cartaceo dei corrispondenti disponibile in sala consultazione, elenco dattiloscritto, scaricabile in formato pdf, dei manoscritti e della documentazione bibliografica (testi di Bardi apparsi in varie sedi, rassegna stampa varia, collezione di riviste). Biblioteca personale parzialmente schedata come Fondo speciale nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux.
Alessandro Baumgartner (Caserta 1906 - Roma 1977)
Contenuto del Fondo: disegni vergati con varie tecniche (a inchiostro, matita, carboncino, pastello) da Alessandro Baumgartner, un magistrato che si è dilettato per tutta la vita nelle arti grafiche; la sua collezione rappresenta, per la costanza con cui è stata incrementata (conta un numero complessivo di disegni che supera le 1350 unità, datati dal 1920 al 1966), un curioso caso di testimonianza, seppure presa con l’occhio di un dilettante, dell’evoluzione dei soggetti rappresentati: sfondi urbani (è documentata, per esempio, l’espansione della periferia romana negli anni del “boom”), centri minori (Narni, Pitigliano, Soriano, Tuscania, Assisi, Viterbo ecc.), scorci paesaggistici, con escursioni in alcuni scenari della seconda guerra mondiale; gli schizzi sono conservati in fogli sciolti e in una trentina di album.
Strumenti di ricerca: una scheda riassuntiva del Fondo, ricercabile nel data base del Servizio Conservazione; in sede disponibile un elenco dattiloscritto.
Carlo Betocchi (Torino 1899 - Bordighera 1986)
Contenuto del fondo: Circa 12.500 lettere relative a 1800 mittenti, ricevute dal poeta dalla fine degli anni Venti alla morte (1986), suddivise alfabeticamente. Le minute di Betocchi (circa 2000 pezzi) si trovano in parte allegate alla corrispondenza dei rispettivi mittenti, in parte riunite in una serie ed in parte nei 60 copialettere che vanno dal 15 agosto 1975 al 3 marzo 1983. Infine, le minute che erano originariamente conservate nei volumi della biblioteca di Betocchi sono state a suo tempo estratte e successivamente catalogate nella serie principale della corrispondenza, segnalando caso per caso l’originaria collocazione. Tra i corrispondenti risultano nomi di particolare rilievo per la cultura italiana del Novecento: tra questi si ricordano Carlo Bo, Giorgio Caproni, Emilio Cecchi, Alfonso Gatto, Mario Luzi, Oreste Macrí, Eugenio Montale, Marino Moretti, Aldo Palazzeschi, Giuseppe Prezzolini, Umberto Saba, Vittorio Sereni, Andrea Zanzotto; ma anche molti lettori comuni, cui il poeta soleva rispondere. Numerosi anche i carteggi legati al lavoro editoriale svolto per la rivista «Frontespizio». Alcune migliaia di originali dei manoscritti poetici e non della produzione letteraria di Carlo Betocchi, complessivamente compresi dal 1924 al 1986, parzialmente schedati e comprensivi di bozze ed esemplari corretti, suddivisi tra prose, poesie, antologie e traduzioni, documentazione relativa alla curatela delle antologie di “Festa d’amore”. Sono presenti anche manoscritti di altri autori, tra cui Hermet, Tobino, Bugiani e documentazione varia in corso di schedatura. Alcuni taccuini manoscritti di pensieri e ricordi, 1926-1928 conservati in 6 scatole insieme alla documentazione personale. Ritratti fotografici del poeta anche con amici letterati tra cui Luzi, Ungaretti, Lisi. Raccolta di materiale a stampa che riunisce riviste e ritagli con articoli di e su Betocchi, per lo più conservati e raccolti dallo stesso poeta. La biblioteca comprende circa 5.500 volumi ed una ricca raccolta di periodici. 24 tra schizzi e disegni quasi esclusivamente di mano di Betocchi, relativi agli anni dal 1917 al 1983, fotografati, digitalizzati e descritti a cura del servizio conservazione del Gabinetto G.P. Vieusseux
Strumenti di ricerca: schedario cartaceo e elenco dattiloscritto dei corrispondenti (la descrizione dei carteggi è in corso di riconversione tra gli inventari on line); descrizione parziale dei manoscritti dei testi del poeta ricercabile tra gli inventari on line. Le monografie della biblioteca personale (si veda la pagina descrittiva per una introduzione generale) schedate come Fondo speciale nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux, mentre in sala consultazione è disponibile un indice delle riviste e dei periodici. Descrizione di disegni e schizzi conservati tra i documenti di archivio, quasi esclusivamente di mano dello stesso Betocchi, nel data base del Servizio Conservazione.
Renato Birolli (Verona 1905 - Milano 1959) e Rosa Birolli (Milano 1917 - 1997)
Contenuto del Fondo: la corrispondenza, prima Serie del fondo, conta poco più di 450 mittenti per un totale di oltre 3300 documenti: tra i corrispondenti si trovano naturalmente amici e colleghi (italiani e stranieri) del pittore insieme ai nomi di alcuni critici con cui Birolli ha intrecciato un vivace dibattito, altri carteggi significativi sono quelli scambiati da Birolli con i suoi collezionisti, ma il mondo dell’arte non ha certo l’esclusiva degli scambi epistolari birolliani e alcuni importanti corrispondenze sono relative a scrittori e intellettuali in genere. In virtù di un lavoro di rastrellamento documentario portato avanti dagli eredi all’indomani della prematura scomparsa del pittore, alcuni carteggi sono stati integrati con le lettere, in originale o più frequentemente in copia, scritte da Renato che si affiancano così ai documenti epistolari ricevuti da Birolli. Nella Serie dei “manoscritti” si trovano tracce dei tentativi per niente improvvisati di scrittura birolliana. Del “diario” pubblico del pittore, pubblicato per la prima volta nei Sedici taccuini usciti presso i tipi di Posizione di Novara nel 1943, mancano (salvo alcune trascrizioni) però gli autografi, mentre sparsi in più fascicoli si trovano i testimoni a cui Enrico Emanuelli ha dato forma nel testo da lui curato nel 1960 da Einaudi (Taccuini 1936-1959). Tra le carte si trovano poi altri esemplari di ‘taccuini’, con appunti personali o riflessioni teoriche, come per esempio un quaderno di Scritti 1932 (in realtà alcuni passi riportano in calce anche l’anno 1933, altri sono riferibili agli anni immediatamente precedenti, sulla copertina del quaderno una scritta rimanda invece al “MCMXXIV”, una data non necessariamente anacronistica: probabilmente gli appunti più antichi sono stati eliminati, visto che dal quaderno risultano asportate le pagine iniziali) ancora in parte da indagare ma che è già stato esplorato in più occasioni (a partire dalla monografia uscita da Feltrinelli nel 1978). Sono presenti ulteriori testimoni (più o meno frammentari) di questa familiarità con la parola, mentre altri documenti di uno zibaldone che doveva essere stato, se non sistematico sicuramente più fitto, sono probabilmente andati perduti. Le versioni di altri scritti di Birolli presenti in questa Serie del fondo documentano una partecipazione costante al dibattito critico e alla vita civile del tempo, una volontà di intervenire nelle questioni dell’arte o della politica all’insegna di un identico sforzo di autenticità, di estrema adesione a una condotta programmatica intransigente. Il tentativo di assicurare una cornice adeguata ai testimoni del suo impegno civile lo si legge nello schema di una antologia pensata per dare ospitalità agli scritti politici, il cui ‘scheletro’ è rintracciabile in diversi fascicoli, con tanto di indici e montaggio di testi, ma di questo progetto è rimasto in piedi soltanto un abbozzo di architettura editoriale (un testo di Fortini, conservato in vari esemplari, anche se non era nato come introduzione a questa antologia, ne avrebbe potuto fare da apertura ideale). Tra le carte non stupisce nemmeno la presenza di manoscritti di altri autori: non solo recensioni o saggi di critica d’arte ma poesie dedicate a Birolli o testi per i quali il pittore ha realizzato le illustrazioni. Sparsi in vari raccoglitori ci sono poi autografi con una storia curiosa: sono quelli provenienti dalla tipografia dell’“Ambrosiano” dove Birolli ha esercitato a lungo il mestiere di correttore di bozze. Tra la “rassegna stampa” un primo nucleo della fortuna critica del pittore fa parte di una raccolta che Birolli ha personalmente conservato raccogliendo un gruppo di articoli di giornale con notizie che lo riguardavano direttamente o, più in generale, sull’ambiente artistico milanese, ritagli incollati poi su fogli sciolti dove di suo pugno ha riportato, in alto a destra, l’indicazione della data. Questa sequenza di articoli (sono però incollati, in una sorta di collage d’autore, anche altri tipi di documenti: come pieghevoli e cataloghi di mostre o cedole di vendita di pubblicazioni) si inaugura con il 1929 e viene abbandonata alla fine degli anni Trenta. La rassegna stampa non si arresta certo a questa raccolta parziale in cui è riconoscibile la mano dell’autore e ne supera i limiti temporali comprendendo documenti che coprono la bibliografia critica di tutta la carriera artistica di Birolli, estendendosi dunque dagli anni ’30, con qualche anticipo agli anni precedenti, fino alla fine degli anni ’80 (la documentazione degli ultimi decenni è stata evidentemente recuperata dagli eredi del pittore). Fanno parte della Serie della rassegna stampa anche gli articoli scritti da Birolli pubblicati in vari periodici e la cui raccolta documenta un aspetto dell’artista a tutto tondo. Alcuni dei più remoti articoli critici di Birolli sono assenti, lacuna dovuta alle difficoltà di reperimento che lo stesso autore doveva affrontare o a una volontaria azione di oblio per dimenticare i primi acerbi tentativi di critica d’arte. Il fondo è stato integrato anche con una parte iconografica: la raccolta depositata in archivio (si tratta complessivamente di oltre 90 disegni datati tra il 1935 e il 1936) corrisponde principalmente alle illustrazioni riunite nell’edizione torinese delle Metamorfosi (1976), che comprende la serie eponima pubblicata per la prima volta nel 1937 (una volta appartenuta a Alberto Della Ragione) alla quale sono state aggiunte la Metamorfosi quinta e sesta (seguite da altri due cicli di disegni denominati Significati ritmici del vento e Il ritmo in Delacroix). Oltre a questa raccolta più o meno omogenea sono presenti disegni sparsi, magari vergati su documenti d’archivio, di mano di Birolli o di altri autori. I libri della biblioteca personale ammontano a circa 1600 titoli catalogati e suddivisi in varie sezioni: letteratura, poesia, teatro, critica letteraria, filosofia, storia e naturalmente l’estetica e la storia dell’arte; i cataloghi di mostre personale e collettive a cui Birolli ha partecipato, le monografie che gli sono state dedicate (compresi molti opuscoli miscellanei) sono ovviamente rappresentati in maniera massiccia.
Strumenti di ricerca: indice alfabetico dei corrispondenti scaricabile in formato pdf, un inventario dei manoscritti e della rassegna stampa disponibile in sala consultazione. I libri della biblioteca personale (si veda la pagina descrittiva) schedati (ad eccezione della raccolta dei periodici) come Fondo speciale nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux. Descrizione del materiale iconografico nel data base del Servizio Conservazione.
Emma Boghen Conigliani (Venezia 1868 - Roma 1956)
Contenuto del Fondo: il fondo è costituito da documentazione relativa a Emma Boghen Conigliani (oltre a quella avvicinabile alle figlie Nerina e Guglielmina) e da una biblioteca personale che conta circa 2000 titoli di vario argomento; insieme alle carte donato anche un pastello, di mano del pittore Rizzini, che ritrae Emma colta mentre è immersa nella lettura di un libro.
Strumenti di ricerca: manca una catalogazione dei libri e le carte d’archivio sono prive di ordinamento e descrizione, mentre il quadro con il ritratto di Emma, preso in consegna dal Servizio Conservazione, è censito (con una descrizione e la possibilità di visualizzare l’immagine) nel data base del Servizio Conservazione.
Anna Bonetti (Firenze 1925)
Contenuto del Fondo: corrispondenza indirizzata ad Anna Bonetti da Aldo Capitini negli anni compresi tra il 1956 e il 1959 e da Fausto Pirandello tra il 1954 e il 1966. La corrispondenza indirizzata da Cristina Campo ad Anna Bonetti è stata donata dalla destinataria a integrazione del Fondo che si conserva in questo stesso Archivio intitolato alla scrittrice bolognese.
Strumenti di ricerca: elenco di consistenza.
Lorenzo Bracaloni (Firenze 1901 - 1982)
Contenuto del Fondo: Raccolta omogenea degli articoli pubblicati su «L’Osservatore Romano» dal 1944 al 1977. Suddivisi dall’autore per soggetto e conservati in più di quaranta buste ognuna delle quali ha intestazione manoscritta e rimandi ad altre sezioni dell’archivio. Spesso vicino al il ritaglio è presente il relativo manoscritto. I ritagli degli articoli scritti per la rubrica "stati d'animo" (pubblicati sempre su «L’Osservatore Romano») sono stati incollati su 8 piccoli quaderni numerati. Raccolta omogenea degli articoli pubblicati su altre riviste («Augustea», «L’Avvenire d’Italia», «Il Bargello», «L’Araldo Fiorentino», «Il Selvaggio», «Frontespizio», «La Rivista dei Giovani») dal 1928 al 1938, conservati sciolti in una cartella rigida. Quaderni e taccuini con note di diario e appunti di varia natura, spesso con titolo proprio e riferimenti ad un determinato argomento (“Dindo”, “Lunario campagnolo”, “Spunti e appunti”) oltre alle note diaristiche riportano abbozzi di testi letterari, perfezionati poi in una forma definita o rimasti allo stato di appunto. Manoscritti di alcune delle opere pubblicate in volume ed altri inediti (“Baldoria a Sant’Ilario”, “Francesco Maria da Camporosso”, “Riposiamoci un poco”, “Genova sotto le bombe”), conservati in cartelle con titolo ed eventuali rimandi ad altre sezioni del fondo. Corrispondenza di lavoro e privata si conserva trasversalmente tra le carte del fondo, sia all’interno delle buste con la raccolta degli articoli, sia nei quaderni ad uso diario, che nei fascicoli dei manoscritti.
Strumenti di ricerca: elenco sommario.
Irma Brandeis (New York 1905 - 1990)
Contenuto del Fondo: corrispondenza indirizzata da Eugenio Montale a Irma Brandeis, più una minuta di quest’ultima, databile al 1935, di una lettera destinata al poeta e mai spedita (mentre le risposte della studiosa americana a Montale sono state forse distrutte dal destinatario) e una avvertenza dal titolo Al lettore da I.B., in cui Irma riassume, siamo nel 1979, la storia del suo legame con Montale e il valore che va attribuito all’epistolario di cui aveva gelosamente conservato il segreto. Il carteggio è stato donato nel 1983 dalla stessa Brandeis e per volontà della donatrice è stato conservato sigillato per 20 anni; nel 1990 Jean T. Cook, cara amica di Irma, ha consegnato altri documenti che integrano il Fondo: due biglietti a firma di Montale che si aggiungono al resto del carteggio (uno datato 1937 e l’ultimo, isolato dopo un silenzio durato più di quarantanni, risalente al 1981), un codice cifrato attribuibile a Montale con un elenco di parole e a fianco il reale significato assegnato a questi termini nel corso dello scambio epistolare, alcuni brani trascritti dalla Cook da un diario dell’amica, un gruppo di 21 fotografie del periodo 1934-1938 che ritraggono la coppia e i loro amici, un opuscolo commemorativo del Bard College di Annandale-on-Hudson, New York (che ne ricorda la memoria di donna e di studiosa) e 3 libri di Eugenio Montale con dedica del poeta a Irma (si tratta di una edizione di Ossi di seppia pubblicata nel 1931 da Carabba e di copie de La casa dei doganieri e altri versi, Firenze, Vallecchi, 1932 e de Le Occasioni, Torino, Einaudi, 1939). Le lettere, i biglietti e le cartoline scritte da Montale (per complessivi 156 documenti, datati tra il 1933 e il 1939 con un epilogo nel 1981), la minuta di Irma e la sua avvertenza al lettore, il glossario “segreto”, le fotografie e i disegni (che Montale aveva l’abitudine di aggiungere a margine delle missive) sono pubblicati in Eugenio Montale, Lettere a Clizia, a cura di Rosanna Bettarini, Gloria Manghetti e Franco Zabagli, Milano, Mondadori, 2006.
Strumenti di ricerca: la descrizione del carteggio (insieme a quella delle altre tipologie documentarie) ricercabile tra gli inventari on line, i 3 libri con le raccolte di poesie montaliane sono schedati nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux, la descrizione dei disegni si trova nel data base del Servizio Conservazione.
Silvio Branzi (Vermiglio 1899 - Trento 1976)
Contenuto del Fondo: rassegna stampa e documentazione varia: il materiale è conservato in 126 grandi cassetti estraibili, incastrati in un imponente “mobile-archivio” costruito appositamente per dare ospitalità alla raccolta. All’interno dei cassetti si trovano centinaia di buste contenenti documentazione eterogenea: in particolare si tratta di materiale a stampa (ritagli di giornale, estratti da riviste specializzate, pieghevoli e piccoli cataloghi di mostre) che Branzi ha raccolto nel corso, è proprio il caso di dirlo, di una vita dedicata all’arte, e dove si possono leggere saggi critici scritti da vari autori su quell’artista o quel dato argomento; accanto al corpus maggioritario si trovano anche altre tipologie di documenti, come dattiloscritti e manoscritti con bozze e appunti di testi scritti da Branzi stesso, qualche raro campione di corrispondenza, altra documentazione “grigia”. La sequenza principale dei materiali è organizzata sulle buste dedicate ai singoli artisti, nella successione monografica si inseriscono però anche altri blocchi tematici, come quelli relativi alle “collezioni” cioè ai musei e alle gallerie, distinte per la città di conservazione , alle “mostre” sull’arte antica o moderna allestite nelle varie città italiane e straniere , ai “movimenti artistici”.
Strumenti di ricerca: schedario cartaceo allestito dallo stesso Silvio Branzi e elenco dattiloscritto.
Giulio Bucciolini (Firenze 1887 - 1974)
Contenuto del Fondo: corrispondenza, manoscritti teatrali, raccolte di ritagli di giornale e di altre documentazioni relative al teatro in vernacolo in Italia. È stata inoltre lasciata la biblioteca del commediografo, e una ricca collezione di riviste, in parte teatrali.
Strumenti di ricerca: elenchi dattiloscritti dei corrispondenti; elenco delle commedie. Biblioteca personale (si veda la pagina descrittiva) non catalogata, elenco sommario delle riviste.
Arrigo Bugiani (Grosseto 1897 - Figline Valdarno 1994)
Contenuto del Fondo: le corrispondenze che si conservano nel fondo consistono innanzitutto nei carteggi indirizzati a Bugiani: si tratta di un consistente corpus epistolare, costituito dalle missive di oltre 800 mittenti al momento identificati (una piccola parte dei carteggi resta da decifrare o ordinare), che fa da controcanto alle relazioni personali coltivate da Bugiani. I documenti più antichi sono stralci da brevi corrispondenze di conoscenti locali, comunicazioni al soldato di stanza sul fronte della Grande Guerra o impegnato dopo il conflitto nelle associazioni dei combattenti e reduci, o provenienti da corrispondenze intrattenute da Bugiani nell’ambito dell’associazionismo cattolico, tra le cui file militò a partire dalla fine della guerra. Il primo nucleo di scambi epistolari significativo è però quello che testimonia, agli inizi degli anni ’30, l’accoglienza ricevuta dagli scrittori del mondo cattolico fiorentino riuniti sotto l’insegna del “Frontespizio”; spostandosi più avanti in coincidenza con il duplice trasferimento in Liguria si segnala l’apertura delle corrispondenze a un raggio non più circoscritto alla Toscana. Oltre a una “linea” ligure, dall’elenco dei mittenti si possono ricavare altri filoni omogenei (ma i raggruppamenti potrebbero essere diversi e, tutti, incrociarsi tra loro), come quello degli esponenti della cultura cattolica o quello che può essere ricondotto all’attenzione di Bugiani per l’arte e la grafica. Non passa certo inosservata, nei carteggi ricevuti da Bugiani, la storia di “Mal’Aria” e della lunga appendice dei libretti (nati come ideale continuazione della rivista), la cui genesi si dipana anche attraverso gli scambi epistolari; le fasi dell’elaborazione dei fascicoli di “Mal’Aria” e dei libretti sono naturalmente documentate dalla Serie che conserva tutta una sequenza di fascicoli preparatori: inserti dove Bugiani ha inserito bozze, cliché ma anche lettere e sue minute (a riprova di un mutuo scambio di generi e di motivazioni). Nella tipologia epistolare rientra anche un gruppo compatto di “copialettere” formato da 16 tra quaderni e bloc notes in cui si conservano, sistematicamente, tracce della corrispondenza spedita da Bugiani a vari destinatari: i singoli pezzi (sotto forma di minute o di copie) sono ordinati cronologicamente dal 1972 al 1988; alcune delle copie ottenute battendo a macchina con carta carbone o carta copiativa e rilegate in questi quaderni si ritrovano poi distribuite negli inserti dei relativi corrispondenti o in quelli monografici dedicati ai libretti. Molto consistente è la documentazione preparatoria ai fascicoli di “Mal’Aria” e ai successivi libretti: della rivista “maremmana” si conservano dossier di tutti i fascicoli usciti ad eccezione del n° 4 (quello dedicato a Lorenzo Viani; gli altri numeri monografici furono dedicati a Pietro Parigi, Luigi Bartolini e Domenico Giuliotti), negli incartamenti sono presenti manoscritti e dattiloscritti con i testi destinati all’impaginazione, bozze di stampa, articoli di giornale con recensioni al numero appena uscito, comunicazioni epistolari di congratulazioni e commento al fascicolo dato alle stampe ecc.; imponente il materiale che testimonia la genesi e la stampa dei libretti: a quasi ogni numero uscito corrisponde un inserto in cui Bugiani ha raccolto le lettere a lui spedite o sue minute (gli interlocutori chiamati in causa sono i personaggi coinvolti nel progetto: che nella sua ossatura minimale sta in piedi su un testo di un dato autore accompagnato da un contributo di un illustratore, e parole e immagini si integrano e si commentano vicendevolmente), articoli di giornale, documenti da cui è stata presa in prestito l’ispirazione, scritture e ripensamenti successivi, bozze e prove di impaginazione, cliché, cioè tutto quell’apparato di sedimentazioni stratificatosi prima dell’uscita del libretto. Oltre al materiale preparatorio a quasi tutti i libretti effettivamente dati alla luce, esiste una controserie che raccoglie documentazione dei progetti rimasti solo sulla carta. A dispetto del notevole materiale sul suo lavoro di editore sono più scarne le presenze di testimoni dei libri scritti da Bugiani: gli unici titoli di cui si conserva qualche forma di documentazione sono quelli di Annata felice (con bozze e recensioni su questo libro pubblicato nel 1958) e di Questo e altro (testi e bozze dell’edizione datata 1985). Tra il materiale bibliografico di varia natura si conserva una collezione rilegata della rivista “Mal’Aria” e la raccolta completa (di ciascun esemplare se ne conservano più copie) della serie dei libretti, con le prime 5 centurie e i 70 numeri (tranne due che non furono portati a termine) che hanno proseguito (con una cifra “negativa”) la numerazione fino a 500 “meno” 70. Si conservano anche recensioni ai libretti e altro materiale bibliografico sciolto. Bugiani si è autocostruito anche una specie di inventario iconografico con illustrazioni di disegni e stampe (fregi anonimi, disegni di mano di artisti contemporanei, incisioni antiche, un repertorio di immagini dedicate per soggetto a vari personaggi) ritagliate da libri, giornali ecc.. All’archivio è aggregata anche la biblioteca privata di Bugiani, che ne testimonia le letture e gli interessi personali: ben rappresentata è la letteratura degli autori legati al “Frontespizio” (molti i libri con dedica firmata dagli amici di Bugiani), i titoli di alcune case editrici (per esempio libri Vallecchi e quelli delle Edizioni di Storia e Letteratura) o quelli che rientrano nell’ambito della letteratura religiosa; vi si possono riconoscere varie sezioni più o meno omogenee (all’interno di una libreria ancora da riordinare): i libri degli amici letterati (Giuliotti, Bargellini, Betocchi, Lisi, Papini, Bartolini, Sbarbaro ecc.), libri antichi, libri d’arte, letteratura sulla storia e la cultura locale (in particolare quella toscana e quella ligure), collezioni speciali (come quelle Scheiwiller o alcuni esempi di opuscoletti che in qualche modo emulano l’esempio dei libretti), per finire con alcune raccolte di periodici (del “Frontespizio” è presente la raccolta quasi completa).
Strumenti di ricerca: disponibili in sala consultazione l’indice dei corrispondenti del carteggio e un elenco della serie dei Libretti, insieme ad altri elenchi di consistenza.
Egidio Calzini (Ascoli Piceno 1857 - Firenze 1928), Giuseppe Mazzatinti (Gubbio 1855 - Forlì 1906)
Di formazione umanistica, ma fortificata da ardore patriottico, Giuseppe Mazzatinti è stato un insegnante e bibliotecario animato da grande spirito di servizio e un filologo dalla scrupolosa attenzione per la ricerca documentaria. Si era laureato con Alessandro D’Ancona all’Università di Pisa e aveva iniziato a insegnare nel ginnasio di Gubbio, la sua città natale, per poi trasferirsi in altre sedi fino all’approdo al liceo Morgagni di Forlì, città nella quale ha vissuto dal 1887 fino alla morte e dove ha diretto la locale biblioteca comunale. Proprio la sua esperienza bibliotecaria è alla base dell’erudita vocazione per lo studio e il censimento di fonti custodite in biblioteche e archivi, soprattutto quelle funzionali a dare smalto alla storia del Paese da poco unito in uno stato nazionale (nella vita e nelle pagine di Mazzatinti, che in coerenza con questo anelito fu iniziato alla massoneria, si sente infatti ancora palpitare l’eco del Risorgimento). Nel solco di questo fervore patriottico e archivistico si inseriscono alcune sue iniziative editoriali, come i tre volumi, che hanno visto la luce tra il 1886 e il 1888, dell’Inventario dei manoscritti italiani delle biblioteche di Francia, o la fondazione di alcune riviste, come l’“Archivio storico per le Marche e l’Umbria” e l’“Archivio storico del Risorgimento umbro”, per finire con l’ideazione della collana “Gli archivi della storia d’Italia”. Il progetto più impegnativo, che lo vide mettere in campo tutta la sua sapienza di studioso accompagnata dal rigore documentaristico del ricercatore seguace del “metodo storico”, resta però l’avvio della collana degli “Inventari dei manoscritti delle biblioteche d’Italia”, di cui Mazzatinti ha personalmente curato l’uscita dei primi 13 volumi. Oltre agli inventari la sua passione per la storia e per i censimenti compilatori si applicò con grande attivismo (nonostante le condizioni di una salute sempre precaria che lo condussero a una morte prematura) al reperimento dei carteggi di alcuni grandi personaggi della storia italiana e alla pubblicazione di una parte delle loro corrispondenze: a sua cura uscirono infatti edizioni di lettere di Vincenzo Monti, Vittorio Alfieri, Gioacchino Rossini, quelle di alcuni “padri della patria”, come Garibaldi, Verdi e Mazzini, rimasero invece incompiute.
Contenuto del Fondo: la raccolta è formata da documenti epistolari estratti dai carteggi indirizzati a Egidio Calzini e Giuseppe Mazzatinti: le due corrispondenze si intersecano per ragioni biografiche (sia Calzini che Mazzatinti hanno vissuto e insegnato a Forlì e questo può spiegare per esempio perché alcuni documenti delle carte Mazzatinti siano indirizzati o parlino anche di Egidio Calzini) e per motivi geografico-culturali: in entrambi gli epistolari il filo conduttore si può ricondurre a vicende che hanno Umbria, Marche e Romagna come epicentro di interesse. Dei carteggi a Egidio Calzini fanno parte 36 documenti epistolari (compresi tra il 1891 e il 1910) attribuiti a una ventina di corrispondenti (mentre un mittente resta non identificato), tra cui si segnalano Domenico Gnoli e Igino Benvenuto Supino. Le corrispondenze a Giuseppe Mazzatinti sono costituite da 28 documenti epistolari, datati tra il 1890 e il 1901, per un totale di 22 mittenti identificati (di 4 pezzi resta da sciogliere la responsabilità), tra cui Camillo Boito, Alessandro D’Ancona, Guido Mazzoni, Francesco Torraca.
Strumenti di ricerca: disponibile in sala consultazione uno schedario cartaceo con l’inventariazione analitica dei carteggi, un indice dei mittenti è invece scaricabile dalla rete in formato pdf.
Cristina Campo (Vittoria Guerrini, Bologna 1923 - Roma 1977)
Per documenti e altre informazioni sulla figura di Cristina Campo si rimanda al sito che gli è stato dedicato da alcuni appassionati.
Contenuto del Fondo: la documentazione raccolta su Cristina Campo è costituita innanzitutto dai carteggi indirizzati dalla scrittrice a Alessandro Spina e a Anna Bonetti, donati dai rispettivi destinatari; del primo nucleo fanno parte poco più di una settantina di documenti (tra le carte depositate manca una lettera andata smarrita, quella numerata nella prima edizione a stampa con il numero di LIV) pubblicati per la prima volta in Lettere a un amico lontano, Milano, Libri Scheiwiller, 1989 (una 2ª ed. accresciuta uscita nel 1998; l’intero epistolario comprese le lettere di risposta di Spina dato alle stampe in C. Campo, A. Spina, Carteggio, Brescia, Morcelliana, 2007). Oltre alla corrispondenza a lui destinata, Alessandro Spina ha aggiunto copia di 2 lettere scritte dalla Campo a Margherita Pieracci Harwell e documentazione preparatoria a Il fiore è il nostro segno. Carteggio e poesie di Cristina Campo, Vanni Scheiwiller e William Carlos Williams (Milano, Libri Scheiwiller, 2001). Spina ha consegnato anche (incrementi che continua periodicamente ad arricchire) altre tipologie di materiale: una raccolta di testi (che si presentano sotto forma di dattiloscritto o di estratto a stampa, in fotocopia o in originale) con articoli, saggi, traduzioni e poesie a firma della Campo; una rassegna stampa (ritagli di giornale, estratti, fotocopie di articoli) con saggi e recensioni sulla Campo (la raccolta è costituita da poco più di un centinaio di documenti, quasi tutti usciti dopo la morte della scrittrice: quelli a partire dalla fine degli anni ’80 ne documentano in qualche modo la fortuna postuma, non solo italiana), insieme a documenti sulla Campo è conservato anche materiale relativo a personaggi a lei vicini, come Elémire Zolla e Margherita Dalmati; fuori da questa sezione, ma in qualche modo rappresentano un’appendice all’apparato critico, sono una videocassetta con un documentario sulla Campo girato da Andrea Scorzoni e Luigi Boneschi e una musicassetta con la registrazione di una conferenza tenuta in memoria della scrittrice; 8 fotografie con ritratti (stampe originali o copie) di Cristina Campo e una fotografia della sua abitazione fiorentina; e, infine, una piccola sezione bibliografica con libri e riviste con testi (alcuni rari) della scrittrice, traduzioni di suoi libri, monografie recenti sulla sua opera. Della donazione di Anna Bonetti fanno parte 27 tra lettere, cartoline e biglietti, datati tra la metà degli anni ’50 e il 1965 e indirizzati da Cristina Campo a Anna Bonetti; a questa sezione va aggiunto un altro documento epistolare (una lettera di Margherita Dalmati scritta nel 1969 a Anna Bonetti in cui si accenna alla comune amica) e il testo autografo di alcune poesie della Campo. I carteggi indirizzati a Anna Bonetti da Aldo Capitini e Fausto Pirandello sono conservati in questo stesso Archivio in una raccolta separata intestata personalmente al nome della pittrice.
Strumenti di ricerca: descrizione del Fondo ricercabile tra gli inventari on line, un inventario dattiloscritto è disponibile in sala consultazione; la sezione bibliografica schedata nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux.
Aldemiro Campodonico (Filottrano, Ancona 1880 - Firenze 1956)
Contenuto del Fondo: corrispondenza personale, documenti e carteggi testimonianti l’attività giornalistica e politica, manoscritti di memorie e di opere giuridiche e politiche; sezione bibliografica con, tra gli altri documenti, rare collezioni di alcuni periodici come “Avanti Savoia!-Il Rinnovamento” e “L’azione liberale”.
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto dei documenti di vario genere e dei manoscritti, schedario cartaceo della corrispondenza e indice dattiloscritto dei mittenti.
Giorgio Caproni (Livorno 1912 - Roma 1990)
Contenuto del Fondo: carteggi indirizzati al poeta ma anche un consistente nucleo di copie o minute di sue lettere; testi autografi di Caproni che, sotto varie forme (manoscritti, testi a stampa magari fittamente annotati ecc.), documentano la sua produzione, innanzitutto poetica (comprese le traduzioni da altri autori), ma anche narrativa e saggistica; materiale a stampa: ritagli estratti da giornali e riviste con i testi di poesie di Caproni, rassegna stampa con la letteratura critica su di lui, miscellanee varie; documenti personali e amministrativi, altri generi di documenti come disegni e fotografie.
Strumenti di ricerca: descrizione di tutte le serie del Fondo ricercabile tra gli inventari on line; scaricabili in formato pdf due inventari della corrispondenza (ma le descrizioni ricercabili nella banca dati sono più aggiornate), in uno le descrizioni sono organizzate in ordine alfabetico per corrispondente, nell’altro secondo la sequenza cronologica dei documenti. Descrizione di disegni e schizzi conservati tra i documenti di archivio, quasi esclusivamente di mano dello stesso Caproni, nel data base del Servizio Conservazione.
Lucio Settimio Caruso (Napoli 1931)
Contenuto del Fondo: carteggio scambiato tra Pier Paolo Pasolini e alcuni membri della “Pro Civitate Christiana” (a cui si aggiungono i pareri di altri teologi e biblisti, come il cardinale Giuseppe Siri, don Francesco Angelicchio e lo scrittore tedesco Stefan Andres): i documenti epistolari di Pasolini e le risposte (presenti in forma di copia o di minuta) dei suoi interlocutori (a cominciare da quelle di don Giovanni Rossi, don Andrea Carraro e Lucio Settimio Caruso) gravitano intorno alla scrittura delle sceneggiature del Vangelo secondo Matteo (le date in questo caso sono comprese tra il 1962 e il 1964, durante questi anni si fanno anche alcuni accenni all’elaborazione di Comizi d’amore) e di Uccellacci e uccellini (siamo tra il 1965 e il 1966); quasi naturale epilogo al dialogo epistolare è la presenza di una copia della sceneggiatura del Vangelo secondo Matteo: la versione dattiloscritta che i padri della Cittadella avevano ricevuto come base per le loro osservazioni è arricchita con le annotazioni manoscritte (datate maggio 1963) trascritte da Lucio Settimio Caruso e don Andrea Carraro (di sua mano sono anche gli interventi suggeriti dal biblista don Angelo Penna e dal padre gesuita dell’Università Gregoriana Domenico Grasso). Completa il fondo una rassegna stampa che copre gli anni 1962-1965 e documenta la genesi “assisiate” del Vangelo secondo Matteo, la stesura della sceneggiatura, i “sopraluoghi” in Palestina, la presentazione della pellicola al Festival del cinema di Venezia nel settembre 1964 e l’accoglienza avuta dal film sui quotidiani e sui periodici dell’epoca.
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto scaricabile dalla rete in formato pdf.
Emilio Cecchi (Firenze 1884 - Roma 1966)
Contenuto del Fondo: corrispondenza indirizzata a Cecchi e alla moglie Leonetta Cecchi Pieraccini, carteggio scambiato tra Emilio e Leonetta, altre corrispondenze familiari; di Emilio si conservano i diari, stesi nei celebri “taccuini”, mentre sono sparute le presenze di autografi di suoi scritti (vista l’abitudine di disfarsi, una volta licenziata alle stampe la versione definitiva, degli abbozzi preliminari dei propri testi), è invece molto fornita (seppure non esaustiva) la rassegna degli articoli apparsi a propria firma su giornali e periodici, come pure si conservano ordinati anche loro cronologicamente saggi e recensioni sulla sua figura e sulla sua opera; molto interessante anche la raccolta di fotografie: poche sono le stampe ma molto numerosi i negativi e i fotogrammi estratti da pellicole cinematografiche (entrambi sono stati digitalizzati) che illustrano scenari di viaggio (dall’America ai paesi della campagna italiana) e i set dei film a cui Cecchi ha assistito o ritraggono, in ambienti familiari, parenti e amici. Oltre ai carteggi scambiati con il marito e alla corrispondenza a lei indirizzata, di Leonetta si conservano i “quaderni” personali, e di sua mano sono numerosi ritratti di amici e conoscenti (che costituiscono una bella galleria di intellettuali “visti da vicino”) conservati nella raccolta d’arte del Fondo (in cui si trovano disegni e dipinti anche di altri artisti). Il Fondo comprende la biblioteca personale di Emilio, dove sono riccamente rappresentate la letteratura italiana e straniera (soprattutto angloamericana) ma anche altre discipline testimonianti gli interessi del suo creatore, tra tutte naturalmente la storia dell’arte.
Strumenti di ricerca: corrispondenze indirizzate a Emilio (sia i carteggi provenienti dai corrispondenti “privati” che quelli che possiamo definire di “lavoro”) e a Leonetta descritte tra gli inventari on line (disponibili, in formato pdf, anche due elenchi con i mittenti della corrispondenza indirizzata a Emilio, uno per i carteggi privati e un altro per la corrispondenza di lavoro aziende, enti, istituzioni , e un elenco con i mittenti della corrispondenza indirizzata a Leonetta), il carteggio tra Emilio e Leonetta e altre corrispondenze familiari descritti in schedari cartacei (da integrare con inventari dattiloscritti); sono inoltre disponibili, in formato pdf, inventari che descrivono i “taccuini” e i pochi testi di Emilio presenti in forma di manoscritto o dattiloscritto o bozze di stampa, i “quaderni” di Leonetta; in sala consultazione consultabile gli inventari dattiloscritti dei negativi di scatti fotografici di Emilio e dei fotogrammi di alcune pellicole cinematografiche; le monografie della biblioteca personale (si veda la pagina descrittiva per una introduzione generale) schedate come Fondo speciale nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux, mentre un indice delle riviste e dei periodici è presente in sala consultazione. Descrizione del materiale iconografico nel data base del Servizio Conservazione.
Angiola Centaro Albergotti (Arezzo 1898 - Firenze 1994)
Contenuto del Fondo: carteggi indirizzati a Angiola Centaro Albergotti da sorelle della Croce rossa e da altri mittenti: praticamente quasi tutto il piccolo epistolario copre vicende della CRI e del servizio offerto dalle volontarie che prestarono la loro opera all’ospedale di Santa Maria Nuova negli anni 1940-1945; il carteggio più rilevante (inizia nel 1940 e si spinge fino al 1958) è quello scambiato con Fernanda Ojetti capogruppo di Angiola e delle altre crocerossine; oltre a missive spedite a Angiola si conservano anche appunti e minute di lettere a sua firma, indirizzate sempre a sorelle della CRI. Tra le carte miscellanee si trovano invece tessere, distintivi, permessi, lasciapassare: documenti tutti relativi all’attività di volontaria svolta da Angiola nella CRI, in particolare è conservata documentazione della seconda guerra mondiale, proveniente dalle autorità italiane (tra cui il diploma di infermiera volontaria rilasciato dalla Croce rossa italiana), da quelle di occupazione e dagli alleati; si conservano anche fotografie di sorelle, ricevute, elenchi, inventari, comunicazioni relative alla vita della CRI; a riprova del rapporto contrastato con Fernanda Ojetti (fatto di devozione e di incomprensioni) sono presenti testimonianze sulla figura di “donna Fernanda”: 3 diverse versioni di un testo scritto da Angiola negli anni ‘70 a ricordo della sua vecchia superiora, un dattiloscritto di Piero Chiara che rievoca una visita alla Ojetti e un articolo di Piero Bargellini sul Salviatino; oltre a documenti appartenenti a Angiola Centaro Albergotti si trova tra le carte anche un dattiloscritto di un romanzo autobiografico scritto da sua figlia, Antonella Centaro Pease, intitolato La croce.
Strumenti di ricerca: elenco di consistenza disponibile in sala consultazione.
Arnaldo Cervesato (Torino 1872 - Roma 1944)
Contenuto del Fondo: corrispondenza indirizzata a Arnaldo Cervesato, a cui si aggiungono pochi altri documenti di natura eterogenea.
Strumenti di ricerca: inventario scaricabile in formato pdf (corredato da una introduzione, una bibliografia e un indice dei corrispondenti) e sotto forma di data base interrogabile on line.
Giovanni Colacicchi (Anagni 1900 - Firenze 1992) e Flavia Arlotta (Sorrento 1913 - Firenze 2010)
Contenuto del fondo: La corrispondenza rappresenta la tipologia documentaria maggiormente rappresentata all’interno del fondo, con carteggi che testimoniano l’intensa attività del pittore: dalla partecipazione al concorso Ussi nel 1938, agli incarichi per l’Accademia delle Belle Arti, all’adesione al Partito d’Azione fino alla redazione del manifesto del Nuovo Umanesimo. Possiamo distinguere i carteggi indirizzati a Giovanni da quelli destinati a Flavia relativi agli anni 1940-1988; tra i corrispondenti segnaliamo gli amici intellettuali (Arturo Loria, Libero de Libero) e pittori (Onofrio Martinelli, E. Cavalli, Guttuso). In molti casi sono presenti anche le minute. Manoscritti relativi all’attività di critico d’arte svolta da Colacicchi principalmente per il quotidiano fiorentino «La Nazione», dal 1954, progetti e curatele di mostre, poesie, appunti e scritti vari anche di Flavia e di altri intellettuali, relativamente alle esposizioni dei due artisti. Documentazione che riguarda la partecipazione alla vita politica fiorentina della coppia, con particolate attenzione verso la tutela del patrimonio ambientale e numerosi taccuini di appunti di Giovanni. Raccolta di ritagli riguardanti l’attività pittorica di Giovanni Colacicchi e Flavia Arlotta. Monografie su Giovanni Colacicchi, cataloghi di alcune personali, opuscoli e presentazioni (1930-2005), volumi curati da Colacicchi dedicati ad Antonio del Pollaiuolo e Francesco Franchetti, cataloghi relativi a Flavia Arlotta (1979-1998). Raccolta di fotografie della coppia, sia familiari che ritratti insieme ad esponenti della cultura fiorentina, con amici, durante le mostre, relativamente al viaggio di Giovanni in Sudafrica, durante i periodi di vacanza ad Anagni, Sorrento e sulla costiera amalfitana.
All’interno del fondo sono conservati due nuclei di carte relativi a Carlo Levi e Vasco Pratolini. Il nucleo Levi è composto da circa 500 tra lettere, cartoline e telegrammi ricevuti dall’artista durante il suo soggiorno fiorentino (1941-1945) presenti inoltre minute, tessere, ricevute, fatture e una sezione di lettere inviate alla «Nazione del Popolo» con allegati manoscritti degli articoli pubblicati; piccola collezione di cataloghi e inviti a mostre relativamente al periodo trascorso dal pittore a Firenze. Il nucleo Pratolini consta di una scatola di corrispondenza, per la maggior parte relativa agli anni Trenta.
Strumenti di ricerca: La documentazione è in corso di catalogazione ad opera di Francesca Guarducci.
Angelo Conti (Roma 1860 - Napoli 1930)
Contenuto del Fondo: corrispondenza varia, corrispondenza familiare, manoscritti e dattiloscritti delle opere, taccuini, fotografie, nonché parte della biblioteca.
Strumenti di ricerca: tesi di laurea contenente una schedatura della corrispondenza, completa di regesti e consultabile come repertorio; elenco dattiloscritto di tutti i corrispondenti e inventario dei manoscritti scaricabili in formato pdf.
Vittorio Corcos (Livorno 1859 - Firenze 1933) e Emma Corcos (Lari, Pisa 1860 - Firenze 1933)
Contenuto del Fondo: corrispondenza indirizzata a Vittorio ed Emma Corcos, Memmi Strozzi Corcos e Ada Rotigliano Fiorentino; a questi quattro personaggi sono legate altre serie di documenti con testi di loro racconti e poesie, agende e taccuini personali, raccolte bibliografiche con ritagli di giornale e fascicoli di periodici contenenti articoli a loro firma o sulla loro opera e vita privata; l’unico esempio di materiale iconografico presente nel Fondo è rappresentato da un cofanetto di tavole relative a un’esposizione collettiva tenuta a Firenze nel 1910.
Strumenti di ricerca: descrizione del Fondo ricercabile tra gli inventari on line.
Franco Cordelli (Roma 1943)
Contenuto del Fondo: 20 quaderni e 1 raccoglitore di carte che documentano la produzione narrativa, saggistica, teatrale e poetica di Cordelli; dei romanzi sono conservati i testimoni del libro di esordio, Procida pubblicato nel 1973, e poi di Le forze in campo (1979), I puri spiriti (1982), Pinkerton (1986), fino ai quaderni relativi a Guerre lontane (1990); dei testi saggistici e di critica letteraria sono presenti le versioni manoscritte di Partenze eroiche (1980) e dell’indagine-resoconto (sul ciclismo e sul nostro paese) de L’Italia di mattina (1990, 2ª ed. 2009) e di Scipione l’italiano (1991); in un piccolo quaderno abbozzi dei dialoghi del testo teatrale Frère Jacques (1993), mentre le poesie almeno in parte pubblicate nella raccolta Fuoco celeste (1976) sono contenute in pagine manoscritte e dattiloscritte riunite insieme in un fascicolo-agenda. I quaderni sono tutti dello stesso formato e stile, scritti magari in entrambi i versi, fittamente annotati tra le maglie dei quadretti o con pagine lasciate bianche in attesa di sviluppi futuri, le copie presenti in archivio non è detto che rappresentino tutti gli esemplari serviti per licenziare un testo dato alle stampe, spesso contengono appunti relativi a più di un’opera o ad abbozzi di testi che non hanno preso forma o che si sono trasformati lungo la strada tortuosa dei percorsi creativi (i quaderni intitolati Corviale per esempio sono propedeutici al romanzo, pubblicato nel 1999, Un inchino a terra, il cui intreccio narrativo ruota intorno al noto insediamento urbanistico della periferia romana).
Strumenti di ricerca: elenco di consistenza disponibile in sala consultazione.
Carlo Cordié (Gazzada Schianno, Varese 1910 - Firenze 2002)
Contenuto del Fondo: consistente nucleo epistolare con i carteggi indirizzati a Carlo Cordié, a cui si aggiungono una serie di fascicoli con le carte di lavoro (appunti, bozze di stampa, “frammenti” di corrispondenze che hanno come argomento una pubblicazione o un progetto di ricerca) che testimoniano dei suoi piani editoriali e di studio, “dossier” monografici su autori come Banfi, Garrone, Rosai, Dessí, Machiavelli, Baudelaire, alcuni fascicoli contenenti documenti relativi alle relazioni istituzionali intrattenute con enti culturali, faldoni con estratti bibliografici, fotocopie di testi a stampa, appunti di natura eterogenea; aggregata al Fondo archivistico una sezione (formata da oltre 4000 volumi e da centinaia di estratti) della sua biblioteca personale dedicata alla cultura e alla letteratura francese.
Strumenti di ricerca: Fondo in corso di ordinamento, i libri di argomento teatrale della biblioteca sono stati oggetto di una ricerca ai fini di una tesi di laurea, le corrispondenze sono state parzialmente ordinate e descritte in un elenco alfabetico dei mittenti disponibile in sala consultazione.
Cammilla Cospi Billò Gagnoni Schippisi (1857 - Impruneta, Firenze 1884)
Contenuto del Fondo: carteggi indirizzati a Cammilla da poco più di una trentina di mittenti (le lettere nel complesso sono circa 120), una cerchia epistolare che si allarga dai componenti della famiglia alle compagne di collegio fino a coinvolgere alcune personalità del mondo culturale dell’epoca (come Angelo Sommaruga, chiamato in causa per la sottoscrizione di un abbonamento alla “Cronaca Bizantina”). In appendice si conserva altro materiale miscellaneo, come fogli di appunti, alcuni documenti epistolari di corrispondenti non identificati e 3 fotografie del sepolcro dove sono sepolti Cammilla e il marito, nella cappella della villa di famiglia nei dintorni di Firenze, in località Colline.
Strumenti di ricerca: un indice dei corrispondenti scaricabile in formato pdf.
Edward Gordon Craig (Londra 1872 - Vence 1966)
Contenuto del Fondo: corrispondenza, manoscritti, incisioni (in buona parte relative alle illustrazioni di “The Mask”), disegni, fotografie, documenti a stampa, 4 maquettes di scena, collezione completa di “The Mask”.
Strumenti di ricerca: disponibili per la ricerca in sala consultazione uno schedario cartaceo e un inventario dattiloscritto (preesistente al deposito presso l’Archivio Contemporaneo e al riordino del Fondo), oltre a un elenco delle monografie e delle riviste. Descrizione del materiale iconografico nel data base del Servizio Conservazione.
Luigi Dallapiccola (Pisino d’Istria 1904 - Firenze 1975)
Contenuto del Fondo: circa 240 autografi musicali; manoscritti di articoli e conferenze; corrispondenza indirizzata al compositore (alcuni carteggi sono integrati dalle minute che aveva l’abitudine di conservare o dalla copia delle sue risposte), diari (consultabili dopo 50 anni dalla morte), registrazioni di concerti, oggetti personali, una consistente raccolta di fotografie (con ritratti personali, di colleghi musicisti, immagini di concerti e rappresentazioni teatrali), quadri e disegni della sua collezione privata. Biblioteca personale del Maestro.
Strumenti di ricerca: inventario a stampa a cura di Mila De Santis (Firenze, Polistampa, 1995), le cui descrizioni sono ricercabili (tranne che per i nomi dei corrispondenti) anche tra gli inventari on line. Elenco delle esecuzioni (disponibili per l’ascolto in sala consultazione) di musiche del Maestro, si tratta di registrazioni masterizzate su cd (versioni digitali di originali su nastro magnetico) o incise su musicassette; elenco dattiloscritto delle fotografie disponibile in sala consultazione. Biblioteca personale (si veda la pagina descrittiva) schedata come Fondo speciale nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux. Descrizione del materiale iconografico nel data base del Servizio Conservazione.
Stefano D’Arrigo (Alì Terme [Alì Marina], Messina 1919 - Roma 1992)
Contenuto del Fondo: i documenti conservati nel Fondo (abbozzi e stesure di testi, plurime e tormentate) testimoniano il lungo iter di un progetto creativo ed editoriale, culminato con la pubblicazione nel 1975 del romanzo Orcynus Orca (Milano, Mondadori), ma elaborato fin dagli anni Cinquanta, anticipato con il titolo de I giorni della fera sul “menabò” di Vittorini (1960, n° 3) e apparentemente chiuso nel 1961 (in questa occasione il romanzo assunse il titolo de I fatti della fera, questa versione è stata pubblicata nel 2000 dall’editore Rizzoli) quando furono presentate al romanziere le bozze “definitive”, il testo già pronto per la stampa fu invece sottoposto dall’autore a una revisione (divenuta leggendaria) durata più di dieci anni e vide la luce soltanto nel 1975 (prassi variantistica che non si è interrotta con la prima pubblicazione, tanto che la nuova edizione Rizzoli del 2003 propone una lezione “con le ultime inedite correzioni d’autore”). Completano il Fondo gli autografi della raccolta di poesie di Codice siciliano e del romanzo Cima delle nobildonne, stralci da alcuni carteggi (soprattutto di natura editoriale, in particolare con i redattori della Mondadori; in copia è presente la consistente corrispondenza indirizzata a Cesare Zipelli), raccolta di materiale bibliografico (rassegna degli articoli scritti negli anni duranti i quali D’Arrigo ha svolto la professione giornalistica, cataloghi e dépliant di mostre d’arte con sue presentazioni, edizioni dei suoi romanzi, monografie, saggi e recensioni sulla sua opera, testi narrativi e critici di altri autori in qualche modo vicini alla narrativa dell’autore), una scelta di fotografie, tesi di laurea discusse sulla sua figura, materiale vario.
Strumenti di ricerca: inventario sommario disponibile in sala consultazione.
Giulio de Angelis (Firenze 1925 - 2000)
Contenuto del Fondo: appunti e schede preparatorie della traduzione dell’Ulysses, redazioni definitive ms. e ds. del testo, corrispondenza, ritagli di giornale. È stata inoltre donata una ricca collezione di edizioni e di scritti critici su Joyce e su altri autori come Proust e Balzac.
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto scaricabile in formato pdf. Sezione bibliografica schedata come Fondo speciale nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux.
Giacomo Debenedetti (Biella 1901 - Roma 1967)
Contenuto del Fondo: corrispondenza indirizzata a Giacomo Debenedetti (con incremento del "deposito Giglielmo Debenedetti" relativo agli anni Venti, descritto separatamente) e alla moglie Renata Orengo; manoscritti con articoli, racconti, saggi a firma del critico, insieme ad autografi di altri scrittori, tra cui Gadda, Montale, Saba, Ungaretti.
Strumenti di ricerca: inventario dei mittenti scaricabile in formato pdf, descrizione del fondo ricercabile tra gli inventari on line.
Eduardo De Filippo (Napoli 1900 - Roma 1984)
Contenuto del Fondo: manoscritti delle commedie, poesie, prose varie, appunti, alcuni disegni, corrispondenza, oggetti di scena.
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto disponibile in sala consultazione e interrogabile on line. Descrizione di disegni e schizzi di mano di Eduardo (conservati tra i documenti di archivio) nel data base del Servizio Conservazione.
Corrado Del Conte (Firenze 1904 - 1983)
Contenuto del Fondo: carte e documenti attinenti ad Ottone Rosai (perizie di suoi dipinti, donazioni di opere da parte della vedova alla città di Firenze); corrispondenza varia indirizzata allo stesso Del Conte, a Francesca Rosai e a Ottone Rosai. Carte relative alla galleria “Il Fiore”, testi autografi o dattiloscritti di illustri presentazioni, lastre fotografiche.
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto e schedario cartaceo della corrispondenza disponibili in sala consultazione, elenco dei mittenti, dei recensori e presentatori delle mostre, delle lastre fotografiche, scaricabile in formato pdf.
Tammaro De Marinis (Napoli 1878 - Firenze 1969)
Contenuto del Fondo: 74 lettere, comprese tra il 1904 e il 1969, indirizzate a lui e ad altri destinatari da mittenti diversi, 11 lettere di De Marinis a vari.
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto scaricabile in formato pdf e interrogabile on line.
Giuseppe De Robertis (Matera 1888 - Firenze 1963)
Contenuto del Fondo: corrispondenza indirizzata a Giuseppe De Robertis (con l’eccezione di alcuni rari casi in cui il destinatario corrisponde invece con un’altra persona), insieme a un piccolo nucleo di sue lettere (in copia o in originale) spedite ad alcuni destinatari; circa 200 suoi manoscritti (e cioè testimoni di saggi e di articoli poi quasi tutti pubblicati in monografie e periodici , appunti preparatori, testi di lezioni universitarie e di conferenze) e una manciata di autografi di altri autori; completano il Fondo una piccola serie di ritagli di giornale (che documentano quasi esclusivamente una scelta degli articoli apparsi a stampa a firma di De Robertis) e parte della sezione contemporanea della sua biblioteca personale (che conta poco più di 2800 volumi).
Strumenti di ricerca: tutta la descrizione dell’archivio (carteggi, manoscritti, ritagli di giornale) è ricercabile tra gli inventari on line (le informazioni sono il frutto della riconversione di uno schedario cartaceo); per i manoscritti (di mano di De Robertis o di altri autori) disponibile anche un inventario dattiloscritto scaricabile in formato pdf, sempre in formato pdf scaricabile un elenco sintetico dei mittenti. La biblioteca personale (si veda la pagina descrittiva) schedata come Fondo speciale nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux.
Giuseppe Dessí (Villacidro, Cagliari 1909 - Roma 1977)
Contenuto del Fondo: appunti preparatori, taccuini, quaderni, fogli sparsi e annotazioni varie con abbozzi e note sviluppate in testi letterari, perfezionati poi in una forma definita o rimasti allo stato di appunto. Quello che può essere definito l’avantesto di prove più sorvegliate fa da introduzione agli autografi dei romanzi: lo stesso Dessí aveva provveduto a conservare (e questa disposizione è stata rispettata al momento del riordinamento del fondo), accanto ai veri e propri testimoni (appunti in forma di abbozzo, quaderni, stesure dattiloscritte), documentazione che ne fa da corollario, come copie di pubblicazioni periodiche dove in alcuni casi sono stati anticipati frammenti dei romanzi, articoli e recensioni che ne testimoniano la fortuna, le eventuali traduzioni, stralci da vari carteggi che contengono informazioni sul romanzo in oggetto. Segue la raccolta dei racconti, ordinata con grande precisione dall’autore e dalla sua compagna, che costituisce una parte consistente del fondo. Lo stesso criterio di organizzazione dei romanzi è ripetuto per i testi teatrali: agli esemplari manoscritti e dattiloscritti è stato avvicinato materiale accessorio, come opuscoli relativi alle messe in scena, ritagli di giornale e, quando presenti, notizie sulle traduzioni. Dal teatro si passa ai testi scritti per la televisione e per la radio, con copioni di sceneggiati, documentari, soggetti, conversazioni, ai quali si accompagna un apparato di ritagli a stampa. Un faldone è invece dedicato al cinema, con sceneggiature o abbozzi di sceneggiature, soggetti, trattamenti, testi di documentari, riduzioni da romanzi, commenti a film. Altre sezioni sono costituite dai materiali serviti per le antologie curate da Dessí o usati per raccolte in cui lo scrittore ha contribuito con un proprio testo, seguono le traduzioni, poi un gruppo di saggi, recensioni, presentazioni e articoli, apparsi a firma di Dessí su quotidiani, riviste, cataloghi d’arte o come introduzione a libri altrui, e altri scritti di Dessí pubblicati in sedi diverse su argomenti vari, per finire con la documentazione raccolta in vista della sua tesi di laurea. Una circoscritta raccolta di documenti testimonia la produzione poetica dessiana, rimasta sempre a uno stato di esercizio mai del tutto perfezionato (almeno secondo il giudizio dell’autore). Presenti inoltre quaderni, taccuini e agende con annotazioni di carattere personale, una raccolta di ritagli e testi con interviste concesse da Dessí, una sezione di saggi e recensioni con dattiloscritti, estratti, riviste e monografie sullo scrittore sardo e una rassegna stampa di ritagli di giornale ordinati cronologicamente. Conclude la consistente Serie della documentazione sulle opere di Dessí una sezione miscellanea con materiali sui premi a cui lo scrittore ha partecipato come giurato, sulla sua attività di pittore e con testi di altri autori. Nella Serie della corrispondenza familiare si trovano i carteggi scambiati tra i membri della famiglia Dessí e tra lo scrittore e alcuni dei corrispondenti a lui più vicini. Sono divisi in varie sezioni, a partire dalle corrispondenze di Francesco Dessí Fulgheri, il padre dello scrittore. Le corrispondenze di Giuseppe Dessí sono indirizzate ai familiari (in particolare al padre, seguono poi missive destinate alla madre, al fratello, a Luisa Babini la seconda moglie e ad altri parenti) ma anche ad amici intimi che hanno avuto un ruolo importante nella formazione dello scrittore, come Bianca Gerin e Renzo Lupo. Di Franco Dessí si conserva il carteggio al fratello e alla cognata Luisa. Più circoscritte le corrispondenze di Lina Baraldi e di Luisa Babini e di mittenti vari. La corrispondenza con colleghi, amici e lettori ospita i carteggi indirizzati allo scrittore (ai quali si aggiunge un nucleo di minute di Dessí); i corrispondenti rientrano in varie categorie di interlocutori: sono presenti in forze scrittori e critici, ma non mancano mittenti come esponenti politici, enti e associazioni culturali o anche gente comune. Alle corrispondenze che ruotano intorno allo scrittore vanno aggiunti i carteggi ricevuti da Luisa Babini Dessí (di cui si conserva anche un gruppo di minute). Mentre le corrispondenze di lavoro sono relative ai carteggi intrattenuti con redazioni di giornali, riviste, case editrici italiane e con persone e istituzioni del mondo teatrale, televisivo e radiofonico e poi con traduttori, case editrici, radio e tv straniere; di tipo professionale anche gli scambi epistolari ricevuti in virtù degli incarichi ricoperti da Dessí come Provveditore agli studi, presso l’Accademia dei Lincei e in altre istituzioni; altri carteggi di natura amministrativa sono quelli scambiati con associazioni di categoria; anche in questo caso numerose sono le minute di lettere di Dessí.
Strumenti di ricerca: inventari a stampa dei testi creativi e personali e della letteratura critica sullo scrittore (Giuseppe Dessí: storia e catalogo di un archivio, a cura di Agnese Landini, Firenze, Firenze University Press, 2002), dei carteggi con i familiari e con alcuni tra i corrispondenti più intimi (Le corrispondenze familiari nell’archivio Dessí, a cura di Chiara Andrei, Firenze, Firenze University Press, 2003). La descrizione della corrispondenza con amici, scrittori e lettori (indirizzata a Giuseppe Dessí e alla moglie Luisa Babini, oltre a un gruppo di loro minute e a un piccolo nucleo di documenti epistolari scambiati tra altri corrispondenti) è ricercabile tra gli inventari on line e nel volume A Giuseppe Dessí. Lettere di amici e lettori. Con un’appendice di lettere inedite (a cura di Francesca Nencioni, Firenze, Firenze University Press, 2009); nella banca dati raggiungibile in rete si trova anche la descrizione (seppur incompleta) della corrispondenza di lavoro; scaricabile in formato pdf un elenco dei mittenti dei carteggi personali indirizzati a Giuseppe e Luisa (e delle minute di questi ultimi) e dei carteggi che fanno parte della corrispondenza di lavoro (quest’ultima Serie è ancora in corso di descrizione); descrizione dei disegni conservati tra i documenti di archivio nel data base del Servizio Conservazione.
Rossella Falk (Roma 1926)
Contenuto del Fondo: la documentazione ripercorre, dalla fine degli anni ’40 fino agli spettacoli più recenti, la carriera e la vita dell’attrice, grazie alla presenza di copioni, libretti di sala, locandine e manifesti di commedie, una rassegna critica con recensioni e articoli di giornale raccolti sui singoli spettacoli, una ricca scelta di fotografie di scena e personali, tracce di scambi epistolari con amici, colleghi e ammiratori, alcuni tra i premi e riconoscimenti ricevuti, materiale audiovisivo (audio e videocassette, dvd, LP) con registrazioni di messe in scena teatrali, film, trasmissioni radiotelevisive, interviste.
Strumenti di ricerca: elenchi sommari disponibili in sala consultazione.
Giovanni Fattori (Livorno 1825 - Firenze 1908)
Contenuto del Fondo: 2 documenti epistolari di Giovanni Fattori indirizzati a Ugo Matini: nella prima lettera (risalente al 1898) il pittore livornese illustra, rispondendo evidentemente a una richiesta di Matini, la sua “opinione” sull’arte, mentre nella lettera del 1905 propone al suo interlocutore (collaboratore, tra le altre cose, del Dizionario degli artisti italiani viventi curato da Angelo De Gubernatis) di scrivere un profilo del pittore macchiaiolo Cristiano Banti, da poco scomparso; oltre a questi documenti si conserva nella raccolta anche un disegno di una bozza di libro (o manifesto) dedicato a Fattori.
Strumenti di ricerca: schedario cartaceo disponibile in sala consultazione.
Mario Francesconi (Viareggio 1934)
Contenuto del Fondo: stampe e dipinti su carta, libri e cataloghi d’arte, fotografie e audiovisivi.
Strumenti di ricerca: Descrizione del materiale iconografico nel data base del Servizio Conservazione.
Carlo Emilio Gadda (Milano 1893 - Roma 1973)
Contenuto del Fondo: corrispondenza inviata allo scrittore e ai familiari, minute di lettere, quaderni di studio, appunti, ritagli di giornale, documenti vari che testimoniano l’attività letteraria e la vita privata di Gadda e della sua famiglia dalla fine dell’Ottocento fino al 1944; le carte del Fondo hanno avuto bisogno di un laborioso intervento di restauro reso necessario per riparare ai gravi danni causati dall’alluvione del 4 novembre 1966, quando le casse di documenti, affidate da Gadda a Alessandro Bonsanti alla fine degli anni Quaranta, furono travolte nei sotterranei di Palazzo Strozzi, sede del Gabinetto Vieusseux.
Strumenti di ricerca: in seguito al riordinamento del Fondo sono stati individuati, oltre alle serie dei documenti direttamente legati all’attività di Carlo Emilio, i “subfondi” riconducibili alla madre, Adele Gadda Lehr, al padre, Francesco Ippolito Gadda, e ai fratelli Clara ed Enrico; nel dicembre 2007 si è conclusa, ed è ricercabile tra gli inventari on line, la descrizione delle carte dello scrittore e degli archivi familiari; altri strumenti di corredo per la ricerca sono scaricabili in formato pdf: uno schema descrittivo della struttura complessiva del Fondo principale e dei subfondi, indici dei mittenti dei carteggi di Carlo Emilio e dei corrispondenti degli altri familiari, un indice di consistenza dei manoscritti dello scrittore, un elenco dei libri e delle riviste presenti nel Fondo, oltre a un “indice di consistenza per buste” (strumento che ristabilisce “su carta” l’architettura del Fondo come lo stesso scrittore l’aveva disegnata via via che costruiva il proprio archivio personale, una ricostruzione dell’originario ordinamento gaddiano che è possibile ottenere anche “virtualmente” immettendo particolari chiavi di ricerca nel data base on line); in sala consultazione disponibile anche una relazione sul lavoro di restauro (a cura del Servizio Conservazione). La consultazione del Fondo è sottoposta a vincoli particolari.
Pietro Gerbore (Roma 1899 - Firenze 1983)
Contenuto del Fondo: consistente raccolta di carteggi indirizzati a Gerbore (di cui si conservano anche numerose minute): il periodo cronologico coinvolto va dall’inizio degli anni ’50 (quando Gerbore ha iniziato, secondo la sua definizione, una “vita nuova”) fino ai primi anni ’80, con qualche raro inserto precedente alla seconda guerra mondiale. Si conservano inoltre numerosi autografi di Gerbore, che si riferiscono a testi effettivamente pubblicati o solo progettati. La voracità intellettuale di Gerbore ha infatti accompagnato una fervida capacità di scrittura che si è esercitata su più fronti solo in parte concretizzati. Tra i progetti più meditati e quelli solo abbozzati la situazione è mobile e di ogni lavoro in corso d’opera possono conservarsi diverse stratificazioni in forma di dattiloscritto, manoscritto o di quaderno. Mentre una serie di appunti raccolti in previsione di opere da scrivere (con citazioni, definizioni, sommari) si presenta come materiale preparatorio in formato scheda, accumulato ordinatamente dentro buste intitolate al disegno messo in cantiere. Si segnalano poi alcuni quaderni in cui Gerbore ha tenuto un diario intimo, se ne conservano alcune copie (la serie lo si deduce dalla numerazione è probabilmente lacunosa) per gli anni 1935-36 e 1950 (quest’ultimo anno come detto segna l’inizio di una nuova vita, dopo lo smarrimento degli anni successivi alla guerra). Si conservano anche testi, scritti prevalentemente in francese e in romeno, della moglie di Gerbore, Aurelia Athanasiu. Alle carte manoscritte va aggiunta la presenza di una rassegna stampa con gli articoli pubblicati da Gerbore sulla stampa periodica: sono stati diligentemente incollati dallo stesso autore in una serie di album che coprono la sua produzione pubblicistica tra il 1951 e il 1978 (le testate più rappresentate sono “il Borghese” negli anni tra il 1951 e il 1957 , il “Roma” di cui si conservano anche le pagine sciolte con gli articoli usciti tra il 1977 e il 1978 , “Il Globo”, “Il giornale d’Italia”); della rivista “La Torre” (dove Gerbore ha scritto tra gli anni ’70 e ’80) si conserva invece una collezione compresa tra le annate 1978 e 1981. Completa il Fondo una biblioteca personale con circa 4000 opere di argomento vario (la materia più approfondita rimane sicuramente la storia), la maggior parte presenti in esemplari in lingua originale (spagnolo, francese, inglese, tedesco, russo); oltre alle monografie sono presenti alcune collezioni di periodici stranieri, in particolare spagnoli. La presenza di raccolte del genere testimonia sicuramente del poliglottismo e della ampiezza di interessi coltivati dal loro possessore.
Strumenti di ricerca: in sala consultazione disponibili uno schedario parziale dei carteggi e di alcuni testi di Gerbore (i mittenti della corrispondenza ordinata e i titoli dei testi elencati anche in un indice dattiloscritto) e un elenco di consistenza per la serie degli autografi. Biblioteca non catalogata.
Oscar Ghiglia (Livorno 1876 - Firenze 1945)
Contenuto del Fondo: corrispondenza indirizzata a Ghiglia (e alla moglie Isabella Morandini Ghiglia) e minute dello stesso pittore.
Strumenti di ricerca: descrizione del Fondo ricercabile tra gli inventari on line, un elenco dei nomi dei mittenti e dei destinatari delle minute scaricabile in formato pdf. Descrizione di alcuni disegni, abbozzati a margine di lettere o biglietti, nel data base del Servizio Conservazione.
Federico Ghisi (Shanghai 1901 - Luserna San Giovanni, Torino 1975)
Contenuto del Fondo: corrispondenza indirizzata a Ghisi, materiale bibliografico vario con documentazione teatrale e musicale (programmi, locandine, ecc.).
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto relativo a una parte della corrispondenza, indice dattiloscritto dei mittenti, schedario cartaceo per la miscellanea di letteratura musicale.
Mario (Fermo 1847 - Firenze 1937) e Bona Gigliucci (Firenze 1885 - 1981)
Contenuto del Fondo: tra i documenti epistolari che fanno parte dei carteggi del fondo è possibile individuare due fili conduttori che ne attraversano trasversalmente l’asse principale: il primo ruota intorno a Mario Gigliucci, di cui si ricostruiscono in controluce seguendo le tracce delle corrispondenze che gli sono indirizzate gli interessi e le relazioni (che spaziavano dall’industria e dagli affari a velleità di natura artistica, dai contatti intrattenuti con gli esponenti dell’aristocrazia locale a quelli scambiati con i rappresentanti della società cosmopolita cittadina e internazionale). Un secondo e sotterraneo motivo di continuità si concretizza nella corrispondenza di natura familiare, con i carteggi scambiati tra i vari esponenti della famiglia Gigliucci: i figli di Mario e cioè Nerina, Donatello e Bona, le sorelle del conte Porzia e Valeria, la cognata Charlotte Sophia Mozley, la nipote Vittoria Beatrice Gigliucci Notarbartolo e altri parenti. Il minimo comun denominatore di tutte queste corrispondenze, sia di quelle indirizzate a Mario che di quelle familiari, è forse individuabile nel contributo che offrono per la ricostruzione della vita di una famiglia in un momento cruciale della nazione, cioè negli anni che precedono la scoppio della I guerra mondiale (che viene per intero attraversata dalle lettere) fino all’inizio degli anni Venti del Novecento. Il patriottismo è infatti una sorta di filo rosso che lega questi carteggi. Le carte parlano anche una lingua allo stesso tempo cosmopolita (frequente è l’uso dell’inglese) e familiare (amici e parenti si appellano spesso con nomignoli fantasiosi) e l’accento è soprattutto quello della società anglosassone il cui mondo era familiare ai Gigliucci anche per legami di parentela. La corrispondenza con i parenti inglesi documenta l’interesse e l’accoglienza presso quel mondo dei fatti italiani (l’unità nazionale, la guerra ecc.). Altri focus di interesse possono essere quelli che vertono sui fatti di costume di un mondo particolare, quello degli anglo-fiorentini, o il coinvolgimento del capostipite della famiglia nella storia industriale di alcune aziende. Insieme alle carte della corrispondenza sono presenti nel fondo 12 album con fotografie che ritraggono i membri della famiglia e le loro case fiorentine (Villa Romana e Villa Rossa), poi immagini e cartoline che fanno il resoconto dei loro viaggi intrapresi in Italia e all’estero e fotografie di amici, parenti e in genere dell’ambiente aristocratico frequentato dai Gigliucci; agli album rilegati (datati entro un arco cronologico compreso tra il 1896 e il 1961) vanno aggiunte fotografie sciolte che riprendono, tra gli altri soggetti, Mario Gigliucci (immortalato a un raduno di reduci garibaldini o in posa per altri ritratti fotografici, oltre a fotografie che riproducono ritratti a olio del conte, opere di mano di due pittori americani) e la Regina Margherita nel 1894. La biblioteca di famiglia era stata donata nel 1979 personalmente da Bona Gigliucci: consta di poco meno di 400 titoli appartenuti a Mario Gigliucci e alle figlie del conte; si tratta per lo più di opere di argomento storico-letterario e per ragazzi, la maggior parte in inglese, comprese in un arco temporale che si estende dall’inizio dell’Ottocento (ma con alcuni sforamenti nel secolo precedente) al 1970, la frequenza maggiore si concentra però nel venticinquennio 1876-1900.
Strumenti di ricerca: schedario cartaceo della corrispondenza e indice dattiloscritto dei mittenti (con una sommaria descrizione degli album fotografici) disponibili in sala consultazione; la biblioteca (si veda la pagina descrittiva), conservata a Palazzo Strozzi, schedata come Fondo speciale nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux.
Ginori-Conti
Contenuto del Fondo: archivio familiare ed amministrativo, raccoglie documenti, registri amministrativi delle fattorie, carteggi delle famiglie Ginori, Rinuccini, Pitti, Conti, Bigliotti, Pecori ed altri, a partire dal XV sec. fino ai primi anni del XX.
Depositato in comodato presso l’Archivio di Stato di Firenze. Sono conservate presso il nostro Istituto copie delle schede descrittive.
Giovan Battista Giorgini (Lucca 1818 - Montignoso 1906)
Contenuto del Fondo: si tratta di un archivio che raccoglie documenti e carteggi di più esponenti e generazioni della famiglia, tra i quali l’avo Gaetano, ministro dell’Istruzione nel Granducato, e la moglie, Vittoria Manzoni Giorgini.
Strumenti di ricerca: inventario di consistenza e schedario cartaceo disponibili in sala consultazione.
Ugo Giovannozzi (Firenze 1876 - Roma 1957)
Contenuto del Fondo: il Fondo comprende circa 6000 disegni su carta e lucido, corrispondenza e materiali vari.
Strumenti di ricerca: inventario analitico dei disegni, in più volumi, allegato al Fondo.
Domenico Giuliotti (San Casciano in Val di Pesa 1877 - Greve in Chianti 1956)
Contenuto del Fondo: corrispondenza, manoscritti, materiale a stampa.
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto disponibile in sala consultazione e interrogabile on line; elenchi dattiloscritti dei materiali a stampa e delle riviste. Descrizione di disegni e xilografie conservati tra i documenti di archivio (le illustrazioni di Remo Wolf per il volume delle Poesie di Giuliotti e ritratti raffiguranti lo scrittore o schizzi abbozzati da alcuni mittenti, come Leo Longanesi e Nino Tirinnanzi, a margine di lettere o biglietti) nel data base del Servizio Conservazione.
Luciano Guarnieri (Firenze 1930)
Contenuto del Fondo: acquarelli raffiguranti vedute di Firenze.
Strumenti di ricerca: descrizione delle opere nel data base del Servizio Conservazione.
Margherita Guidacci (Firenze 1921 - Roma 1992)
Contenuto del Fondo: Margherita Guidacci è rimasta fedele alla volontà di tutelare l’intimità del proprio laboratorio di scrittura, intenzione che aveva manifestato dichiarando di volersi far “saltare i ponti alle spalle”, l’archivio privato della scrittrice risulta quindi, in coerenza con l’impegno preso con se stessa, quasi del tutto privo delle redazioni intermedie dei testi che hanno condotto alla versione licenziata dalla stampa, ma conserva tuttavia una sostanziosa quantità di appunti preparatori e di abbozzi, di stesure relative alle prime fasi di lavorazione di intere raccolte o di singoli componimenti poetici: numerosi sono i dattiloscritti con testi e appunti per poesie, saggi, traduzioni, articoli e recensioni; come pure stesure di poesie, testi delle traduzioni, di racconti e abbozzi giovanili in prosa e di articoli e saggi si trovano in una fitta collezione di quaderni, insieme a note personali e di studio, resoconti di viaggio, pagine di diario, minute di lettere; sono presenti inoltre ritagli, fotocopie e estratti di articoli di e su Margherita Guidacci, un nucleo di carteggi a lei indirizzati (la sostanziale povertà della sezione della corrispondenza fa presumere che anche su questa serie la scrittrice abbia esercitato una programmatica attività di selezione), copia della tesi di laurea su Ungaretti discussa con Giuseppe De Robertis nel 1943, autopresentazioni e curricula. In formato digitale sono state memorizzate poco meno di 200 immagini provenienti dalla raccolta fotografica di famiglia. Al Fondo donato dagli eredi della scrittrice si sono aggiunti un nucleo di carte consegnate da Anna Ninci Meucci (con circa 40 lettere a lei indirizzate dalla Guidacci e altri documenti relativi a quest’ultima) e la donazione dei parenti di Tiziano Minarelli giornalista bolognese amico e corrispondente della Guidacci, che ha custodito i testi che la poetessa gli sottoponeva in lettura e il carteggio scambiato tra i due nel corso degli anni ’80 (vi si trova sia la corrispondenza ricevuta da Minarelli che in copia le risposte di quest’ultimo).
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto scaricabile in formato pdf.
Nina Harkevitch (Firenze 1907 - 1999)
Contenuto del Fondo: corrispondenza con i familiari, gli amici più intimi e i conoscenti (per la maggior parte in lingua russa, ma scambi epistolari anche in italiano, francese, inglese, tedesco), quaderni di appunti (di riflessione personale e sulla professione medica), memorie e note diaristiche, dispense relative all’attività di insegnamento all’Accademia di Belle Arti, documenti personali, varie stesure di sue poesie, rassegna stampa con articoli di giornale su Nina Harkevitch e su argomenti vari (tra cui una raccolta di ritagli sul caso Sacharov), copia di una edizione di Osen’ Autunno (Firenze, tip. Mori, 1980), insieme ad esemplari (magari in forma di bozza) di edizioni tedesche e russe del medesimo testo, cataloghi d’arte e opuscoli relativi a convegni medici ai quali Nina prese parte, collezione di disegni (oltre che di sua mano sono presenti esemplari firmati dalla madre, Anna Levickij, e come testimonianza di prove adolescenziali dal fratello Nikita), onorificenze varie, una ricca raccolta di fotografie.
Strumenti di ricerca: inventario (frutto della tesi di laurea di Maria Chiara Barocchi) disponibile in sala consultazione. Descrizione del materiale iconografico nel data base del Servizio Conservazione.
Augusto Hermet (Trieste 1889 - Fiesole 1954)
Contenuto del Fondo: piccolo carteggio indirizzato a Augusto Hermet: complessivamente si contano poco più di 70 documenti epistolari divisi tra 10 corrispondenti; un manoscritto di Augusto Hermet con un suo testo autobiografico, incompleto e senza data (probabilmente è collocabile nella seconda metà degli anni Trenta), intitolato Sommario autobiografico (è stato pubblicato a cura di Gloria Manghetti nel 1997 presso l’editore Raffaelli di Rimini); completa il Fondo un ritratto di Hermet di mano del figlio Luigi.
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto disponibile in sala consultazione e interrogabile on line; indice dattiloscritto dei mittenti scaricabile in formato pdf. Descrizione del ritratto nel data base del Servizio Conservazione.
Karl Hillebrand (Giessen 1829 - Firenze 1884), donazione Wolfram Mauser
Contenuto del Fondo: carteggi indirizzati a Hillebrand da circa una ventina di corrispondenti (per un numero complessivo di documenti che sfiora le 30 unità) e depositati in archivio da Wolfram Mauser nel 1984, anno in cui si è celebrato la ricorrenza del centenario della morte di Hillebrand con l’allestimento di una mostra documentaria (Karl Hillebrand, Firenze, 2-19 novembre 1984, mostra di documenti a cura di Lucia Borghese, Firenze, Mori, 1984) e l’organizzazione di un seminario di studi (Karl Hillebrand. Eretico d’Europa, 1-2 novembre 1984, atti del seminario a cura di Lucia Borghese, Firenze, Olschki, 1986); il prof. Mauser ha consegnato anche altri tipi di documento: un quaderno con il diario scritto da Hillebrand in occasione del suo primo viaggio in Italia nell’autunno 1860, alcuni documenti personali (tra cui il testamento di Jessie Hillebrand, la moglie di Karl, e la partecipazione al loro matrimonio), ritagli a stampa vari (come copie di articoli scritti per il “Times” nel 1870), fotografie d’epoca che ritraggono Karl Hillebrand, sua moglie e Hans von Bülow, cartoline con illustrazioni del suo monumento funebre e della sua residenza, insieme a negativi e stampe di fotografie scattate nel 1959 dallo stesso Mauser (documentano l’abitazione fiorentina di Hillebrand nell’attuale Lungarno Vespucci , la sua tomba al cimitero evangelico degli Allori e altri luoghi hillebrandiani della città). Ai documenti depositati da Mauser si affiancano le copie di alcune corrispondenze recuperate in occasione della mostra del 1984 e provenienti da vari istituti che avevano collaborato all’esposizione: in questa circostanza sono giunte in archivio testimonianze da 12 carteggi (per una quarantina di documenti in totale) indirizzati da Hillebrand ad altrettanti destinatari.
Strumenti di ricerca: indice dattiloscritto dei corrispondenti (elenca sia i carteggi indirizzati a Hillebrand depositati da Wolfram Mauser che quelli di Hillebrand a vari destinatari recuperati da altri archivi) scaricabile in formato pdf, disponibile in sala consultazione l’elenco dattiloscritto del deposito Mauser.
Ruggero Jacobbi (Venezia 1921 - Roma 1981)
Contenuto del Fondo: i carteggi indirizzati a Jacobbi (insieme a un gruppo di sue minute), per l’ampio spettro dei corrispondenti (numerosi mittenti, per esempio, scrivono dal mondo latino-americano), confermano il vasto bacino di utenza di un uomo di cultura che ha spaziato tra più fronti e generi artistici; come pure i documenti (manoscritti e dattiloscritti, copioni teatrali e radiofonici, soggetti cinematografici, progetti di antologie, articoli di giornale, materiale vario a stampa ecc.) del suo laboratorio di critico, poeta, narratore, traduttore, teorico e scrittore di teatro, che non ha disdegnato sconfinamenti nel cinema e ha sfruttato tutti questi diversi linguaggi nell’allestimento di trasmissioni radiofoniche, testimoniano la facilità e naturalezza di espressione di un autore eclettico e metamorfico; all’archivio cartaceo si aggiungono una serie di registrazioni audio su musicassette e su altri nastri magnetici di trasmissioni radiofoniche e di lezioni e conferenze (tenute a corsi di aggiornamento per insegnanti o davanti ad altre platee); completa il Fondo una raccolta bibliografica formata in gran parte da monografie, periodici ed estratti con testi di Jacobbi, sue traduzioni, edizioni da lui curate.
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto disponibile in sala consultazione e, in formato digitale, su cd-rom (allegato a Ruggero Jacobbi, Le rondini di Spoleto, con uno scritto di Anna Dolfi, Trento, La Finestra, 2001; insieme all’inventario curato da Francesca Polidori è presente, su questo supporto, la bibliografia degli scritti e una scelta di immagini); per una descrizione (accompagnata da un regesto) della serie della corrispondenza si veda Lettere a Ruggero Jacobbi. Regesto di un Fondo inedito con un’appendice di lettere, a cura di Francesca Bartolini, Firenze, Firenze University Press, 2006, per la trascrizione di una scelta delle registrazioni audio e un elenco (con la descrizione del loro contenuto) delle musicassette e delle bobine, si può consultare Ruggero Jacobbi alla radio. Quattro trasmissioni, tre conferenze e un inventario audiofonico, a cura di Eleonora Pancani, Firenze, Firenze University Press, 2007; elenco dattiloscritto della sezione bibliografica disponibile in sala consultazione. Descrizione di disegni e schizzi di mano di Jacobbi (conservati tra i documenti di archivio) nel data base del Servizio Conservazione.
Beniamino Joppolo (Patti, Messina 1906 - Parigi 1963)
Contenuto del Fondo: autografi di Beniamino Joppolo, tra gli esemplari manoscritti e dattiloscritti in particolare sono rappresentati (con varie stesure) i testi delle sue opere teatrali e dei suoi romanzi (insieme a poesie e appunti sparsi); alcuni ritratti fotografici di Joppolo (insieme ai familiari o a colleghi e amici), 16 fotografie di suoi quadri, un dipinto a olio di mano di Joppolo e un disegno di Gino Gregori che ritrae l’artista siciliano; materiale bibliografico con libri di Beniamino Joppolo e pubblicazioni su di lui, piccola raccolta di articoli di giornale con recensioni o scritti in sua memoria.
Strumenti di ricerca: schedario cartaceo e inventario dattiloscritto disponibili in sala consultazione. Descrizione del materiale iconografico nel data base del Servizio Conservazione.
de Larderel, Viviani della Robbia (famiglia, sec. XIX - XX)
Contenuto del Fondo: la sezione ottocentesca (carte de Larderel-Mirafiore) comprende taccuini, album di fotografie, carteggi, oggettistica varia; l’archivio novecentesco raccoglie la ricca corrispondenza alla famiglia Viviani della Robbia, bozze di stampa, novelle e commedie, album di cartoline e di fotografie, effetti personali, nonché la biblioteca di Maria Bianca.
Strumenti di ricerca: schedari cartacei relativi alle due parti del Fondo, de Larderel e Viviani della Robbia; indici dattiloscritti dei corrispondenti (per ambedue le serie), corredati da una “Nota per la consultazione del Fondo” relativa alle carte de Larderel; schedario cartaceo (e catalogo a volume) della biblioteca (si veda la pagina descrittiva); schede sommarie per gli album di cartoline e di fotografie. Descrizione del materiale iconografico nel data base del Servizio Conservazione.
“Il Lauro” (associazione culturale, 1948)
Contenuto del Fondo: corrispondenza e materiale vario, in parte a stampa (bozze, inviti etc.).
Strumenti di ricerca: schede cartacee disponibili in sala consultazione.
Dorothy Nevile Lees (Wolverhampton 1880 - Firenze 1966)
Contenuto del Fondo: manoscritti, appunti, taccuini, fotografie, corrispondenza e collezione di ritagli di suoi articoli a stampa. Il Fondo è collegato con le carte Craig presenti sia presso il nostro Archivio sia in altre Istituzioni.
Strumenti di ricerca: elenco di consistenza disponibile in sala consultazione; riordinamento e descrizione in corso (i dati attualmente inseriti sono ricercabili tra gli inventari on line).
“Letteratura” (rivista letteraria, 1937 - 1968)
Contenuto del Fondo: carteggi indirizzati a Bonsanti (alle corrispondenze ricevute dallo scrittore fiorentino si aggiungono la raccolta di un gruppo di sue minute, i messaggi di congratulazione relativi alla elezione a sindaco di Firenze nel 1983 e la corrispondenza riguardante i progetti editoriali di pubblicazione di testi di Arturo Loria) e suoi manoscritti e dattiloscritti con varie stesure di romanzi, saggi e opere teatrali e poi recensioni, saggi, racconti, traduzioni e articoli di costume (tra cui quelli, dal caratteristico taglio bonsantiano, denominati “portolani”) integrati da materiale bibliografico come opuscoli, estratti e riviste dove sono pubblicati suoi testi; una sezione di manoscritti e carte varie contiene, oltre ad appunti di Bonsanti, testi anche di altri autori (sotto forma di manoscritti e dattiloscritti o di rari esemplari di fascicoli di periodici), tra cui significativi autografi di Arturo Loria, ma anche di Carlo Emilio Gadda e di Eugenio Montale; altra documentazione eterogenea si trova sparsa in forma miscellanea, tra cui documenti amministrativi relativi ai rapporti con la casa editrice Mondadori e alla sua attività di sindaco della città; si conservano anche traduzioni e romanzi di Marcella Del Valle, moglie di Alessandro Bonsanti. Tra la raccolta di materiale grafico e iconografico vanno segnalati ritratti fotografici di Alessandro Bonsanti, ripreso da solo o insieme ad amici e colleghi, e una collezione di una settantina tra disegni e dipinti. La biblioteca personale è ricca di 5700 titoli, la sua eccellenza è naturalmente rappresentata dalla copertura bibliografica della letteratura italiana del Novecento, a cui seguono sezioni di volumi in lingua originale (soprattutto francese e inglese) e i libri appartenuti ad Alis Levi; alle monografie si aggiunge una collezione di periodici.
Strumenti di ricerca: la descrizione aggiornata dei carteggi ricercabile tra gli inventari on line, mentre un indice sintetico dei mittenti è scaricabile in formato pdf; disponibili in sala consultazione altri strumenti di ricerca: un inventario dattiloscritto dei manoscritti delle opere e degli articoli di Alessandro Bonsanti e uno schedario cartaceo per altre tipologie di materiali (manoscritti di altri autori, fotografie); un catalogo manoscritto dei volumi e un indice dei periodici sono stati allestiti per la ricerca tra i materiali della biblioteca (si veda la pagina descrittiva). Descrizione del materiale iconografico nel data base del Servizio Conservazione.
Nicola Lisi (Scarperia 1893 - Firenze 1975)
Contenuto del Fondo: corrispondenza indirizzata a Nicola Lisi, autografi e bozze di stampa di suoi testi, a cui si aggiungono materiali preparatori, appunti di lavoro, note e scritti vari, carte e quaderni con note di diario, appunti, ricordi e una raccolta di articoli di Nicola Lisi insieme a recensioni sulle sue opere e su argomenti vari.
Strumenti di ricerca: la corrispondenza descritta in un inventario scaricabile dalla rete in formato pdf e interrogabile on line. Le altre serie del Fondo, oggetto di studio nell’ambito di un progetto di tesi di laurea, non sono al momento accessibili.
Gina Lombroso Ferrero (Pavia 1872 - Ginevra 1944)
Contenuto del Fondo: carteggi indirizzati a Gina Lombroso da circa 1200 mittenti (elencati in un indice alfabetico) che ricostruiscono il ricco panorama di relazioni epistolari intrattenute da Gina con corrispondenti italiani e internazionali; accanto alle corrispondenze personali ce ne sono altre di natura professionale, come la documentazione sulle vicende editoriali dei libri pubblicati da Gina e i carteggi intrattenuti per la gestione della casa editrice Capolago, si conserva anche una piccola raccolta di lettere di Gina indirizzate a vari destinatari. Di Guglielmo Ferrero si conservano carteggi a lui indirizzati da mittenti vari e corrispondenza di natura editoriale, più alcuni suoi carteggi a vari destinatari. Più circoscritta la documentazione epistolare indirizzata, sempre da altri mittenti, a Cesare Lombroso e a Nina De Benedetti, a Paola Lombroso, a Nina e Leo Ferrero. La Serie delle corrispondenze familiari è stata descritta nella banca dati interrogabile on line e comprende all’incirca 4500 documenti, tra cui il consistente carteggio scambiato tra Gina e Paola Lombroso: si conservano sia le lettere indirizzate dalla primogenita a Gina (oggetto di studio in una tesi di laurea) che le risposte di quest’ultima alla sorella maggiore. Altri epistolari scambiati tra i vari membri familiari sono quello tra Gina e Guglielmo Ferrero e quello tra Gina e la madre Nina De Benedetti (con alcuni documenti firmati anche da Cesare Lombroso), anche in questi due casi sono documentate sia le missive indirizzate a Gina che le sue risposte. Numerosi sono i manoscritti di Gina Lombroso, relativi alla pubblicazione delle sue opere (effettivamente date alle stampe o solo abbozzate) o a documentazione di carattere privato come taccuini, quaderni con annotazioni diaristiche, appunti di lavoro, memorie, rubriche; alle sue carte personali vanno aggiunte quelle relative al materiale preparatorio raccolto in vista della pubblicazione di opere di Cesare Lombroso; sono inoltre presenti una limitata quantità di manoscritti di Guglielmo Ferrero, riguardante prevalentemente le lezioni universitarie tenute tra il 1938 e il 1940, ed altri manoscritti di natura eterogenea. Completa il fondo una raccolta di materiale a stampa con ritagli di giornale, recensioni, opuscoli ed estratti relativi alle attività dei vari componenti le famiglie Lombroso e Ferrero, dal 1880 al 1944; oltre a documentazione eterogenea (materiale pubblicitario, volantini ecc.) e a un gruppo di libri che raccoglie, in particolare, titoli di Gina e di Cesare Lombroso, oltre ad alcune edizioni della collana di Paola Lombroso (la serie “zia Mariù” di Paravia) con libri per bambini di Gina, Paola e di altri autori. Da segnalare anche la presenza di 2 rilievi in bronzo con ritratti di Gina e Guglielmo Ferrero, di un pastello (degli anni giovanili) e di un disegno a carboncino (datato 1935) raffiguranti Gina Lombroso.
Strumenti di ricerca: disponibili in sala consultazione l’inventario, con regesto, della corrispondenza di Paola Lombroso Carrara alla sorella Gina (frutto del lavoro di una tesi di laurea) e un elenco dei mittenti dei carteggi indirizzati a Gina Lombroso Ferrero da corrispondenti vari; descrizione dei carteggi familiari ricercabile tra gli inventari on line. Manca una inventariazione delle altre corrispondenze e della serie dei manoscritti. Descrizione del materiale iconografico nel data base del Servizio Conservazione.
Arturo Loria (Carpi 1902 - Firenze 1957)
Contenuto del Fondo: corrispondenza indirizzata a Arturo Loria (a firma dello scrittore si conserva invece un gruppo di sue minute), manoscritti con oltre 450 esemplari di autografi loriani tra testi narrativi, teatrali e poetici, a cui si aggiungono circa 50 titoli di Bernard Berenson tradotti da Loria e una quindicina di testi di altri autori; una importante sezione del fondo è rappresentata dai diari personali dello scrittore, testimoniati da una ventina di documenti (che coprono gli anni dal 1933 al 1956) tra quaderni, agende, bloc-notes e fogli sciolti (l’accesso a questa tipologia di documenti è sottoposta a particolari vincoli e per la loro lettura è richiesta un’autorizzazione degli eredi della famiglia Loria); completano l’archivio sezioni di documenti personali con certificati e tessere di natura privata e amministrativa, una piccola raccolta di materiale a stampa che conserva ritagli di giornale, estratti, cataloghi e altre pubblicazioni a stampa con articoli su Arturo Loria e su argomenti vari, una collezione di fotografie con immagini dello scrittore. In altri fondi custoditi presso l’Archivio Contemporaneo si conserva documentazione di Arturo Loria. Al fondo eponimo vanno allora idealmente correlate le carte donate nel 1957 da Giorgio Piccardi a cui è intestata una piccola raccolta di documenti , quando il chimico e scienziato fiorentino affidò a Bonsanti, subito individuato come il curatore più affidabile della memoria dello scrittore da poco scomparso, alcuni testi di Loria (manoscritti o estratti da riviste) che gli erano stati regalati, accompagnati da dediche affettuose, dall’autore stesso. Nel fondo intitolato da Alessandro Bonsanti alla rivista “Letteratura” hanno invece trovato ospitalità alcuni autografi loriani (che si presentano sotto forma di stesure manoscritte o nelle vesti di esemplari a stampa), tra cui le poesie del bestiario la cui pubblicazione fu curata dallo stesso Bonsanti nel 1959, insieme ad articoli, “favole” e testi teatrali. Legata a questi testi è la presenza, sempre nel fondo “Letteratura”, di un nucleo omogeneo di corrispondenza che ha come filo conduttore gli scambi epistolari intrattenuti da Bonsanti (tra la fine degli anni ’50 e il 1961) in vista della realizzazione dei progetti editoriali riguardanti la pubblicazione di testi dell’amico scrittore. Mentre tra i manoscritti del fondo Ojetti si trova invece copia, tra il materiale destinato alla rivista “Pègaso”, di un racconto a firma di Loria intitolato Il muratore stanco.
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto disponibile in sala consultazione e interrogabile on line. Descrizione di disegni e stampe (conservati tra i documenti di archivio) nel data base del Servizio Conservazione.
Romeo Lucchese (Treviso 1916 - Roma 1993)
Contenuto del Fondo: la corrispondenza consta di poco meno di 800 documenti epistolari indirizzati a Lucchese e provenienti da più di 200 mittenti; tra i vari carteggi si possono riconoscere i nomi di critici e scrittori, personalità legate al mondo dell’arte, corrispondenti stranieri, case editrici con cui ha collaborato e, infine, amici o parenti; oltre alla corrispondenza a lui destinata si conservano più di 350 minute di lettere scritte da Lucchese. Altri documenti epistolari, in particolare minute di Lucchese ma anche altre corrispondenze a lui indirizzate, sono presenti tra il materiale non ancora ordinato dei manoscritti vari (a cui evidentemente sono collegati per il contenuto e l’argomento trattato). Molto consistente la Serie dei manoscritti, dove si trovano autografi di poesie (se ne conserva un numero elevato di esemplari, relativi sia ai testi effettivamente dati alle stampe che ai versi finiti sommersi tra le carte d’archivio), testimoni delle traduzioni pubblicate (a cominciare dalle versioni da Saint-John Perse e Thomas Merton) e di quelle rimaste inedite (si tratta di manoscritti e dattiloscritti organizzati per materia dallo stesso Lucchese di una opera in fieri portata a conclusione solo in parte: per esempio non ha visto la luce una traduzione da Rimbaud, come rimarranno fermi a una fase di elaborazione l’idea di una antologia sulla poesia in Francia dal 1940 al 1980 e molti altri progetti mai pubblicati), testi di critica d’arte (riguardo a Fazzini innanzitutto: su di lui rimangono le tracce di una monografia che nelle intenzioni sarebbe dovuta essere “definitiva” e rimasta invece sulla carta insieme a molti altri materiali solo abbozzati) e altri documenti frutto di collaborazioni varie (come quelle ai libri di Folco Quilici ecc.). Tra il materiale iconografico si conservano un paio di ritratti di mano di Pericle Fazzini che raffigurano l’amico Romeo e alcuni disegni di altri autori, oltre a stampe e negativi di fotografie personali. Il materiale bibliografico è composto da una raccolta di libri e riviste in cui si trovano edizioni di e su Saint-John Perse (quelle tradotte da Lucchese o altre monografie sul poeta francese), la maggior parte dei testi che contengono poesie, articoli e traduzioni di Lucchese (monografie, estratti, cataloghi ecc.) e altra documentazione che copre le sue materie di interesse (arte, poesia ecc.).
Strumenti di ricerca: la descrizione della corrispondenza (con le missive indirizzate a Lucchese e le minute di quest’ultimo) ricercabile tra gli inventari on line, un indice dei mittenti scaricabile dalla rete in formato pdf, in sala consultazione disponibile un elenco di consistenza compilato al momento del deposito che descrive sommariamente le sezioni dei manoscritti, dei libri e delle riviste. Descrizione di disegni e stampe nel data base del Servizio Conservazione.
Oreste Macrí (Maglie, Lecce 1913 - Firenze 1998)
Contenuto del Fondo: La corrispondenza è suddivisa in otto sezioni, il primo e più ingente nucleo (17.000 pezzi) comprende tutte le lettere ricevute da Oreste Macrí a partire dalla fine degli anni Venti fino alla morte. La seconda sezione riguarda le lettere inviate dal critico. Il carteggio con la moglie Albertina Baldo identifica la terza sezione, segue la corrispondenza indirizzata alla stessa. Presente anche un piccolo nucleo di corrispondenza fra terzi. Infine le ultime due sezioni comprendono la corrispondenza ispanica, ossia carteggi tra Macrí e critici, conoscenti, amici spagnoli e latino americani o ispanisti di altri paesi. I manoscritti, sono suddivisi tra scritti creativi e saggi teorici. La prima sezione comprende opere in prosa e poesia, appunti, aforismi. Parzialmente inedite restano alcune raccolte di poesie giovanili e prose spesso sentite dallo scrittore come opera dell’alter-ego Simeone. Tra i materiali creativi sono presenti autografi di Alfonso Gatto, Mario Luzi, Alessandro Parronchi, Sergio Baldi, Luigi Fallacara, e per la poesia scritti a due mani tra Oreste Macrí e Tommaso Landolfi. Gli scritti teorici, che comprendono saggi critici e traduzioni sono stati suddivisi a seconda del loro supporto tra quaderni e manoscritti su fogli sciolti o, nel maggiore dei casi, da dattiloscritti con aggiunte e correzioni autografe. I quaderni contengono appunti, traduzioni, annotazioni bibliografiche e saggi critici, molti dei quali editi. Vi si trovano inoltre appunti per i corsi universitari tenuti da Macrì alla Facoltà di Lettere e di Magistero dell’Università di Firenze. Carte personali, ossia materiale eterogeneo che comprende documenti amministrativi, taccuini e agende usate da Oreste Macrì e talvolta dalla moglie come supporto per annotazioni quotidiane. In questa sezione si conservano anche scritti di prosa creativa, per lo più bozze o promemoria, traduzioni e appunti di vario genere di Albertina Baldo. Manoscritti di altri: la sezione comprende 325 fascicoli di cui sono stati identificati circa 300 autori, si tratta di manoscritti e dattiloscritti di poesie e pagine critiche, inviate a Macrí per un giudizio o per ricevere suggerimenti. Tra gli autori ricordiamo Sergio Baldi, Piero Bigongiari, Vittorio Bodini, Nicola De Donno, Giorgio Manganelli, Mario Pinna, Leone Traverso. Disegni e schizzi conservati tra i documenti d’archivio, in gran parte di mano dello stesso Macrì, tra i ritratti presenti molti raffigurano gli amici e colleghi letterati. La biblioteca comprende 11.612 volumi e 3.137 estratti per un totale di 14.749 pezzi e 623 testate di rivista. Principalmente si tratta di opere di letteratura italiana e spagnola (in particolare catalana) con alcune sezioni dedicate ad altre letterature straniere (portoghese, francese, tedesca, inglese, americana, russa). Presenti anche una considerevole sezione di arte e un cospicuo numero di estratti che ha comportato la sistemazione di un'estrattoteca. L'attività di critico militante, espressa in articoli pubblicati sulle pagine delle maggiori riviste del tempo, spiega la ricca collezione di riviste italiane e spagnole.
Strumenti di ricerca: inventario della corrispondenza, dei manoscritti di critica e di scrittura creativa e delle carte personali, consultabile in formato digitale su un cd-rom (allegato a Oreste Macrí, Esemplari del sentimento poetico contemporaneo, ristampa anastatica dell’edizione Vallecchi 1941, con una prefazione di Anna Dolfi, Trento, La Finestra, 2003); mentre l’inventario dei manoscritti di altri autori e dei cataloghi e degli inviti a mostre d’arte è memorizzato su un cd-rom incluso in Anna Dolfi, Percorsi di Macritica, Firenze, Firenze University Press o raggiungibile on line, in questo strumento di ricerca si può interrogare anche il catalogo della biblioteca personale (parzialmente accessibile anche nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux, per una scheda di introduzione generale alla biblioteca si veda la pagina descrittiva); disponibile in sala consultazione un inventario dattiloscritto dei carteggi dei corrispondenti spagnoli e latinoamericani o di ispanisti di altri paesi (per un inventario seppur incompleto ma arricchito dal regesto dei carteggi ispanici si veda anche Nives Trentini, Lettere dalla Spagna. Sugli epistolari a Oreste Macrí, Firenze, Firenze University Press, 2004 e la descrizione parziale compresa nel cd-rom del 2007). Descrizione di disegni e schizzi conservati tra i documenti di archivio, in gran parte di mano dello stesso Macrí (tra i ritratti presenti molti raffigurano gli amici e colleghi letterati), nel data base del Servizio Conservazione.
Mario Mafai (Roma 1902 - 1965), Antonietta Raphaël (Kovno 1895 - Roma 1975)
Contenuto del Fondo: consistente carteggio tra Mario Mafai e Antonietta Raphaël; alcune lettere di Mario indirizzate alla figlie, Giulia, Simona e Miriam Mafai; quaderni, agende e diari personali appartenuti ai due artisti.
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto disponibile in sala consultazione e interrogabile on line. Descrizione di disegni e schizzi, abbozzati a margine di lettere o biglietti e nei quaderni personali dei due artisti (per la maggior parte sono di mano di Antonietta Raphaël), nel data base del Servizio Conservazione
Gianna Manzini (Pistoia 1896 - Roma 1974)
Contenuto del Fondo: il Fondo è costituito in gran parte dal carteggio scambiato tra Alis Levi e Gianna Manzini, in particolare sono conservate le lettere spedite da quest’ultima all’amica pittrice e un nucleo di minute di Alis Levi indirizzate alla scrittrice pistoiese; si aggiungono poi un gruppo di documenti epistolari inviati alla Manzini e ad Alis e Giorgio Levi da parte di vari mittenti e alcune lettere della scrittrice rivolte ad altri destinatari; completano il Fondo una raccolta di fotografie che ritraggono soprattutto Gianna Manzini (da sola, insieme ad Alis e Giorgio, accanto ad altri personaggi e con gli amati gatti), un testo dattiloscritto di Alis Levi, una piccola raccolta di ritagli di giornale con articoli sulla Manzini. Nel 1975, precedentemente al deposito del Fondo, Alis Levi aveva donato al neonato Archivio Contemporaneo un ritratto della Manzini da lei eseguito a tempera e pastello; una sezione di libri appartenuti ad Alis Levi è invece conservata nella biblioteca di Alessandro Bonsanti del Fondo “Letteratura”.
Strumenti di ricerca: schedario cartaceo disponibile in sala consultazione. Descrizione del ritratto nel data base del Servizio Conservazione.
Fosco Maraini (Firenze, 15 novembre 1912 8 giugno 2004)
Contenuto del fondo: oltre 100.000 fotografie, in corso di catalogazione, tra negativi in bianco e nero , diapositive a colore e rare stampe; consistente nucleo epistolare, a carattere generale, familiare ed editoriale, con carteggi indirizzati a Fosco Maraini e numerose minute di risposta; corrispondenza inserita dall’autore stesso in fascicoli tematici relativi a incarichi, mostre fotografiche, eventi vari, con altri materiali complementari; carte relative al suo archivio di lavoro, comprendenti manoscritti di volumi, articoli, contributi in volume, testi di conferenze, lezioni universitarie, recensioni, interviste; documentazioni relative al suo archivio privato, costituite da atti e documenti personali e familiari, carte scolastiche, agende, disegni, documentazioni relative all’infanzia e alla prima giovinezza, taccuini con annotazioni diaristiche; pubblicazioni a stampa, consistenti nella quasi totalità dei volumi delle opere di Maraini, degli scritti contenuti in periodici, in estratto o in ritaglio, recensioni ai suoi lavori, cataloghi di mostre, nonché un piccolo nucleo di circa un centinaio di opere di altri autori e alcune pubblicazioni in lingua giapponese.
La biblioteca orientale, consistente in circa 9.000 volumi è invece conservata nella Sala Maraini a Palazzo Strozzi, accessibile tramite catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux, insieme alla piccola sezione di volumi ‘Vieusseux-Asia’, costituita dai nuovi acquisti.
Strumenti di ricerca: elenco unitario inventariale delle immagini fotografiche, la cui catalogazione informatica è in corso: circa 2.000 immagini già digitalizzate e consultabili on line sul sito business della Fratelli Alinari che gestisce i diritti d’autore di tutta la fototeca ( http://www.alinariarchives.it/internal/home.aspx;); elenco di consistenza dei mittenti in ordine cronologico, in corso di suddivisione per ordine alfabetico; elenco sommario di consistenza dei manoscritti e delle documentazioni di carattere personale, in corso di ulteriore riordinamento finalizzato, come per la corrispondenza, alla catalogazione informatica; elenco descrittivo delle pubblicazioni a stampa, presente, come gli altri elenchi, in sala di consultazione.
Angelo Marchese (Genova 1937 - Firenze 2000)
Contenuto del Fondo: 10 lettere di Eugenio Montale comprese tra il 1973 e il 1979 edite in una monografia dedicata al poeta genovese (A. Marchese, Amico dell’invisibile. La personalità e la poesia di Eugenio Montale, Torino, SEI, 1996; nuova ed. a cura di Stefano Verdino, Novara, Interlinea, 2006), alcune minute di Marchese indirizzate a Montale (il carteggio tra i due corrispondenti, tranne una lettera di Montale conservata sigillata, pubblicato in “Le sono grato”. Lettere di Eugenio Montale e Angelo Marchese (1973-1979), a cura di S. Verdino, Genova, San Marco dei Giustiniani, 2002) e 2 lettere di Italo Calvino datate 1973 e 1982 edite in L’enigma Manzoni. La spiritualità e l’arte di uno scrittore “negativo”, a cura di A. Marchese, Roma, Bulzoni, 1994. Ai carteggi si è aggiunta la donazione di un nucleo librario con volumi di critica e linguistica di Angelo Marchese, esemplari di testi da lui curati, edizioni delle corrispondenze con Montale e Calvino, fino alle monografie uscite su di lui nel 2010 (Per Angelo Marchese. Saggi, testimonianze, ricordi, a cura di Isa Morando e Stefano Verdino, Novi Ligure, Città del silenzio edizioni e Un angelo alla mia cattedra. Angelo Marchese nelle testimonianze di alunni e colleghi di Genova e Firenze, Genova, Associazione “Amici del Colombo”).
Strumenti di ricerca: elenco dei documenti epistolari (ai quali segue una lista dei libri che sono stati donati insieme alle carte) scaricabile in formato pdf, la descrizione dei libri consultabile anche nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux.
Clotilde Marghieri (Napoli 1897 - Roma 1981)
Contenuto del Fondo: carteggi indirizzati alla scrittrice da oltre 430 mittenti, a cui va aggiunta una consistente sezione di sue minute o copie in carta carbone di documenti epistolari indirizzati a vari destinatari, raccolti e conservati dalla stessa Marghieri; carteggio scambiato con Bernard Berenson (si conserva sia la corrispondenza ricevuta dalla scrittrice che in originale le sue risposte), complessivamente si tratta di quasi 1000 documenti epistolari, in parte pubblicati in Bernard Berenson - Clotilde Marghieri, Lo specchio doppio. Carteggio 1927-1955, Milano, Rusconi, 1981 (per l’edizione inglese si veda A Matter of Passion. Letters of Bernard Berenson and Clotilde Marghieri, Berkely, University of California Press, 1989). Tra le corrispondenze presenti inoltre tracce di carteggi familiari con epistolari diretti a Clotilde Marghieri o da lei scritti a familiari e conoscenti. Nella serie dei manoscritti e dei dattiloscritti di lavoro si trovano testimoni di testi e articoli della scrittrice, insieme a carte sciolte o a blocchi con annotazioni personali e a un album di ritagli a stampa con correzioni e varianti autografe utilizzato da Clotilde Marghieri per l’allestimento di Vita in villa (1960). Di natura più intima una serie di più di 50 quaderni con appunti di lettura o annotazioni di carattere diaristico. La rassegna stampa contiene i suoi articoli di giornale, conservati in forma di ritaglio a stampa o all’interno di fascicoli completi di periodici, e articoli e recensioni su di lei e sui suoi libri, insieme a una raccolta di ritagli su vari argomenti (tra cui una miscellanea dedicata a Bernard Berenson). Completa il fondo una piccola sezione libraria con alcune edizioni di testi della scrittrice (come Vita in villa, Amati enigmi, Le educande, Lo specchio doppio) e titoli monografici su di lei.
Strumenti di ricerca: inventarioHYPERLINK "http://www.vieusseux.fi.it/inventari/marghieri.pdf" scaricabile dalla rete informato pdf. Sezione bibliografica schedata nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux.
Quinto Martini (Seano, Prato 1908 - Firenze 1990)
Contenuto del Fondo: sculture (per la maggior parte in gesso, alcuni esemplari in bronzo e cemento), raffiguranti scrittori e artisti (con l’eccezione di don Giulio Facibeni) del Novecento, che costituiscono una autentica galleria della memoria in cui trovano posto i protagonisti, compagni di strada dello stesso Martini, di una felice stagione culturale. Tra gli altri, sono infatti presenti i ritratti di Alessandro Bonsanti, Eugenio Montale, Carlo Emilio Gadda, Carlo Betocchi, Luigi Dallapiccola, Carlo Levi, Aldo Palazzeschi, Nicola Lisi, Ardengo Soffici; oltre ai busti, della donazione fanno parte alcune sculture, in cui Martini continua a cimentarsi, questa volta senza un volto noto da ritrarre, nello studio della figura umana; completano il Fondo una serie di disegni ritraenti Montale (colto in un vero e proprio piccolo “ciclo”) e Gadda (ma schizzi anche di Giacomo Devoto e Bruno Migliorini) e una raccolta di fotografie riproducenti sculture e quadri.
Strumenti di ricerca: descrizioni delle opere d’arte nel data base del Servizio Conservazione.
Michelangelo Masciotta (Casacalenda, Campobasso 1905 - Firenze 1985)
Contenuto del Fondo: corrispondenza indirizzata a Michelangelo Masciotta, il destinatario, con poche eccezioni, delle missive (solo in pochi casi spedite in qualità di direttore delle riviste di cui Masciotta curava la critica d’arte a Alessandro Bonsanti), è presente anche uno scarno numero di sue lettere (minute o copie) indirizzate a vari destinatari; a questo nucleo principale si aggiungono altre sezioni: una piccola raccolta di testi critici dello stesso Masciotta (fotocopie di alcuni manoscritti o dattiloscritti su Luigi Bartolini e Giorgio Morandi), una rassegna stampa dedicata a Vittorio Sereni e una raccolta fotografica di opere d’arte; in appendice al Fondo si conserva documentazione bibliografica sciolta (un paio di monografie e alcune collezioni di riviste).
Strumenti di ricerca: inventario scaricabile dalla rete in formato pdf e sotto forma di data base interrogabile on line; elenco delle riviste disponibile in sala consultazione.
Ferruccio Masini (Firenze 1928 - 1988)
Contenuto del Fondo: corrispondenza, manoscritti e varie stesure di testi di Masini o da lui curati, schede e appunti di lavoro, taccuini, dispense di lezioni universitarie, rassegna stampa con i suoi contributi apparsi su periodici e volumi collettivi, articoli e recensioni sulla sua opera.
Strumenti di ricerca: descrizione di tutte le serie del Fondo (corrispondenza, scritti di Masini e di altri autori, documentazione personale, carte varie) ricercabile tra gli inventari on line.
Enrico Mayer (Livorno 1802 - 1877)
Contenuto del Fondo: tra le corrispondenze che si conservano nel fondo, il blocco principale è costituito dal carteggio indirizzato da Carlo Torrigiani a Enrico Mayer: questa corrispondenza abbraccia gli anni compresi tra il 1834 e il 1849, i temi toccati vertono per lo più sui problemi dell’educazione e delle scuole del Granducato, nonché sulla situazione culturale fiorentina, con vari riferimenti all’attività del Gabinetto Vieusseux; tra gli altri documenti epistolari si trovano una missiva di Mayer a Giovan Pietro Vieusseux (1840) e una lettera di quest’ultimo destinata all’amico e collaboratore, 12 lettere (datate tra il 1822 e il 1859) di Mayer ad Angelica Palli (nota per la sua attività di improvvisatrice di poesie e tragedie), alcune missive indirizzate a Mayer da G. Torrigiani (1842), una minuta di una lettera a Celso Marzucchi (1848) e una lettera di Mayer forse destinata a Cosimo Ridolfi (1847). Altre tipologie documentarie chiamano in causa appunti e testi di Enrico Mayer, tra cui un abbozzo di un suo scritto sui Promessi sposi, una statistica sulle scuole livornesi di mutuo insegnamento, bozze, prove di stampa e un testo manoscritto per il proemio al primo numero dell’“Antologia” del 1833, quella che doveva essere la tredicesima annata della rivista e che invece, sequestrato il fascicolo, ne segnò la soppressione; conclude il fondo una copia dell’edizione dei Versi di Giuseppe Giusti (stampati a Livorno nel 1844) con dedica a Mayer e appunti autografi dell’autore.
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto disponibile in sala consultazione.
Guido Mazzoni (Firenze 1859 - 1943)
Contenuto del Fondo: lettere a Giuseppe Guidetti, a Flaminio Pellegrini e ad altri destinatari.
Strumenti di ricerca: schedario cartaceo disponibile in sala consultazione.
Eugenio Montale (Genova 1896 - Milano 1981)
Contenuto del Fondo: onorificenze, compreso il premio Nobel, lasciate per legato testamentario.
Strumenti di ricerca: elenco dattiloscritto disponibile in sala consultazione.
Giuseppe Montanelli (Fucecchio 1813 - 1862)
Contenuto del Fondo: manoscritti, lettere, documenti, fotografie, opuscoli, raccolti in gran parte da Laura Cipriani Di Lupo Parra, che gli fu compagna e moglie. In appendice si trovano lettere al patriota o alla moglie acquisite separatamente: fra queste alcune di G.P. Vieusseux .
Strumenti di ricerca: inventario a stampa, a cura di C. Del Vivo (Firenze, tip. Mori, 1988).
Lina Moro (Neully-sur-Seine 1905 - Firenze 1984)
Contenuto del Fondo: carteggi indirizzati a Lina Moro (un centinaio di documenti epistolari conservati nella Serie specifica, mentre stralci da varie corrispondenze si trovano anche in altre sezioni del fondo). Gli scritti in prosa raccolgono una copia della tesi di laurea discussa nel 1929 all’università di Firenze, manoscritti e dattiloscritti di saggi e prose, quaderni con appunti vari e note di carattere diaristico (e il testo di alcune poesie), ritagli di giornali con articoli a sua firma (in particolare si segnalano gli scritti su Angiolo e Laura Orvieto, sulla storia della civiltà ebraica, sulle persecuzioni razziali, su Israele). Le poesie sono testimoniate da dattiloscritti, bozze e copie delle raccolte di versi pubblicate da Lina Moro: le Liricheintrodotte nel 1952 da Angiolo Orvieto e estratte da “La Rassegna mensile d’Israel”, le poesie di Un’anima(1956), i versi e i poemetti in prosa di Lontana favola(1961), le liriche di Intorno alla luce(1972), fino alla plaquette postuma raccolta dalla sorella Lucy, Lina Moro. Poesie in eredità(1984); agli esemplari delle raccolte uscite in volume si affianca materiale (appunti, stralci da alcune corrispondenze, recensioni) relativo alla nascita, alla pubblicazione e alla accoglienza di questi libretti (come per esempio i contributi di Angiolo Orvieto, che ha incoraggiato per primo l’attività poetica di Lina Moro); molti anche i quaderni, gli appunti, i fogli manoscritti e i ritagli di giornale con versi sciolti. La presenza di documenti relativi ad Angiolo Orvieto è inoltre rappresentata da testi di sue poesie, insieme agli scritti di Lina Moro in memoria dell’amico. Completano il fondo documenti personali e biografici (passaporto, tessere, attestati, appunti con informazioni sulla vita e le attività di Lina Moro), materiali relativi a premi e riconoscimenti, alcuni documenti attinenti alla sorella Lucy, un piccolo nucleo librario con circa cinquanta tra volumi, opuscoli ed estratti (con alcuni dei titoli pubblicati da Lina Moro o a lei dedicati da altri poeti e scrittori) e una raccolta di disegni, alcuni di mano della stessa Lina.
Strumenti di ricerca: uno schedario cartaceo disponibile in sala consultazione, mentre l’inventario dattiloscritto è scaricabile dalla rete in formato pdf; la sezione bibliografica (conservata a Palazzo Strozzi) schedata nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux, un elenco con l’estrazione della descrizione dei record bibliografici disponibile in sala consultazione; descrizione di una scelta dei disegni nel data base del Servizio Conservazione.
Giuseppe Morrocchi (San Casciano in Val di Pesa 1940)
Informazioni biografiche e altre fonti documentarie nel sito personale di Giuseppe Morrocchi.
Contenuto del Fondo: carteggi indirizzati a Morrocchi da circa 90 mittenti, il taglio di questo epistolario è prevalentemente letterario ma non mancano voci di critici d’arte e galleristi, a suggellare una riflessione (che viene sollecitata a vari corrispondenti) sulla strada intrapresa da Morrocchi, che nel clima degli anni ’70 si è incamminato in un percorso di ricerca di nuovi linguaggi espressivi (tra il materiale sparso del fondo si trova anche il primo numero, datato 1976, della rivista “fdl” fondata e diretta da Morrocchi stesso, dove l’argomento affrontato è proprio quello delle forme di linguaggio che all’epoca cercavano una loro affermazione); a questo nucleo di corrispondenza si aggiunge un gruppo di documenti (in gran parte epistolari, ma anche di natura più eterogenea come manifesti e pieghevoli) che Morrocchi ha raccolto per ricostruire la rete di donazioni di sue opere sparse nei musei di tutto il mondo (in pratica costituisce una specie di inventario della diffusione su larga scala delle sue opere d’arte). La collezione d’arte donata da Morrocchi è costituita da cartoni con collages originali e stampe di “poesie visive” eseguite negli anni ’70, lavoro di sperimentazione in bilico tra arte e poesia che si è concretizzato nei libri Poesie visive (Firenze, il Campo editore, 1973) e Morrocchi 4 (Firenze, il Campo editore, 1974) e che ha ricevuto accoglienza in varie raccolte di collezionisti privati e di musei; nel perimetro di uno stesso campo “interdisciplinare” tra opera d’arte e gusto per la provocazione, tra prodotto seriale e pezzo unico si colloca un vero e proprio manufatto artigianale, un “libro d’artista” (con i fogli rilegati a ‘organetto’) intitolato Il fatto dei sistemi (2009).
Strumenti di ricerca: un indice dei corrispondenti scaricabile in formato pdf. Descrizione del materiale iconografico nel data base del Servizio Conservazione.
Glauco Natoli (Teramo 1908 - Firenze 1965)
Contenuto del Fondo: corrispondenza inviata a Glauco Natoli (a cui si aggiungono poche minute di quest’ultimo e alcune lettere indirizzate a Marthe Natoli, la moglie di Glauco); oltre alla Serie dei mittenti personali è presente una sezione di corrispondenti istituzionali (università, case editrici, riviste ecc.) e una di scambi epistolari tra terze persone. Tra i manoscritti del fondo si trovano autografi di articoli, saggi e poesie di Glauco Natoli; oltre a documentazione relativa alle sue lezioni universitarie, a trasmissioni per la radio francese, interviste, conferenze, discorsi, voci biografiche e schede di lettura. L’argomento predominante testimoniato da queste carte rimane naturalmente l’interesse di Natoli per la cultura e la letteratura francesi. Tra il materiale bibliografico rassegna stampa con ritagli di articoli di Glauco Natoli (insieme a una raccolta di letteratura critica sul suo lavoro e sulla sua figura), in particolare da testate come “Il nuovo corriere”, “Paese sera”, “La fiera letteraria”.
Strumenti di ricerca: il contenuto della corrispondenza interrogabile nella banca data raggiungibile on line, un inventario dattiloscritto estratto dalla descrizione presente in rete consultabile in sala consultazione, un elenco dei mittenti scaricabile in formato pdf. Rimangono al momento esclusi dall’ordinamento e dalla descrizione i materiali appartenenti ad altre tipologie documentarie, come testi manoscritti e dattiloscritti, articoli, ritagli di giornale: la consultazione del materiale non ordinato è perciò limitata a particolari specifiche richieste.
Aurelio Navarria (San Pietro Clarenza, Catania 1897 - Firenze 1977)
Contenuto del Fondo: carteggi ricevuti da Navarria (insieme a scambi epistolari con i familiari), tra cui si segnalano le corrispondenze (alcune consistenti) di amici e intellettuali siciliani (come Arcangelo Blandini, Vitaliano Brancati, Francesco Guglielmino, Francesco e Giuseppe Lanza) e degli editori e redattori delle riviste a cui ha collaborato (si possono quindi consultare le lettere scritte da, tra gli altri, Alessandro Bonsanti, Mario Borsa, Telesio Interlandi, Giuseppe Lombardo Radice, Giuseppe Longo, Luigi Russo); numerosi manoscritti e dattiloscritti di suoi testi, insieme a quaderni e agende dove le annotazioni di carattere personale, con appunti diaristici e lettere d’amore, si alternano a appunti che testimoniano l’aspirazione a una scrittura in proprio rimasta quasi sempre chiusa nei cassetti; una rassegna stampa con i saggi e gli articoli pubblicati da Navarria su giornali e riviste, grazie alla quale se ne può ricostruire almeno parzialmente la bibliografia e una documentazione bibliografica con opuscoli, estratti e ritagli di giornale di scritti di altri autori (in genere si tratta di materiali raccolti da Navarria sugli argomenti di proprio interesse); tra altro materiale di natura eterogenea si segnala la presenza di una raccolta di carte geografiche e di guide turistiche, quasi tutte di città e regioni italiane; come pure è da sottolineare, tra le carte e i quaderni, la ricorrenza di appunti stesi secondo un particolare stile, quello cioè che trova forma negli schemi di bibliografie, genealogie e cronologie; sono conservati anche manoscritti di altri autori, in particolare di Francesco Lanza, amico intimo di Navarria che ne ha curato la pubblicazione postuma degli scritti.
Strumenti di ricerca: per ricerche tra i carteggi, i quaderni di Aurelio Navarria e i documenti di altri autori è disponibile in sala consultazione l’inventario frutto della tesi di laurea di Francesca Navarria, per le altre tipologie di documenti è stato allestito in sede un elenco di consistenza.
Aldo Neppi Modona (Firenze 1895 - 1985)
Contenuto del Fondo: carteggi indirizzati a Aldo Neppi Modona da circa 600 corrispondenti, documentano in particolare i legami epistolari che lo studioso e docente universitario ha intrattenuto con esponenti del mondo accademico e della ricerca archeologica oltre a testimoniare i contatti scambiati con membri delle comunità ebraiche italiane e internazionali; si conserva anche un fascicolo di corrispondenze indirizzate al figlio di Aldo, Leo Neppi Modona. I testi di Aldo Neppi Modona si presentano sotto forma di dattiloscritti e manoscritti (ai quali si affianca materiale eterogeneo come documentazione accademico-amministrativa, curriculum, diplomi) o si trovano conservati tra il materiale bibliografico, che comprende riviste, estratti, opuscoli con scritti a stampa (saggi, recensioni ecc.) di Aldo Neppi Modona, insieme a ritagli di giornale (spesso riuniti in buste ordinate monograficamente per soggetto), giornali e opuscoli di argomento vario, opuscoli e stampati a firma di altri autori. Si conserva inoltre una piccola raccolta di fotografie: alcune documentano missioni o reperti archeologici, altre sono immagini personali e ritratti vari. Una raccolta di materiali dell’avvocato Leone Neppi Modona, comprende volumi, opuscoli e stampati appartenuti al padre di Aldo, documentazione relativa alla sua carriera universitaria e altro materiale su di lui. Una consistente documentazione in pratica costituisce un vero e proprio archivio istituzionale relativo alla storia dell’“Amicizia ebraico cristiana”, l’associazione fondata da Aldo Neppi Modona insieme a Angiolo Orvieto, con corrispondenza e materiale vario diviso cronologicamente per anno, dal 1950 al 1981, opuscoli, volumi, rassegna stampa e una raccolta di fascicoli del “Bollettino dell’Amicizia ebraico cristiana”. Un piccolo archivio aggregato è quello costituito dalla documentazione relativa all’attività di Eugenio Ambron, un banchiere imparentato con la famiglia Neppi Modona.
Strumenti di ricerca: disponibile in sala consultazione un inventario di consistenza dell’intero fondo, un elenco dei corrispondenti è invece scaricabile dalla rete in formato pdf.
Garibalda (1863 - 1929), Andrea (1862 - 1917) e Raffaello (1891 - 1952) Niccòli
Contenuto del Fondo: corrispondenza privata e familiare, copioni teatrali, fotografie di scena e di ritratti di attori e autori, materiale vario sulla vita della compagnia Niccòli (locandine, manifesti, contratti, programmi di sala), rassegna bibliografica con ritagli a stampa.
Strumenti di ricerca: elenco di consistenza.
Vittorio Niccoli (Castelfiorentino 1859 - 1917)
Contenuto del Fondo: autografi di Vittorio Niccoli a cui, in alcuni casi, si affiancano versioni di testi in trascrizione dattiloscritta, coeva o battuta a macchina in anni più recenti; si tratta della raccolta della produzione letteraria dell’ingegnere/agronomo (mentre non sono rappresentati i suoi saggi a carattere scientifico-tecnico) che all’inizio della carriera, da studente e giovane professore, si era dilettato nella scrittura di novelle per non smentire la sua formazione di ambito agreste o nella stesura di pagine naturalistiche (con sullo sfondo il paesaggio toscano), per la maggior parte pubblicate sull’“Illustrazione italiana” (ma, in un paio di casi, anche sulla “Vita nuova”, una rivista fiorentina dei fratelli Orvieto). I testimoni che si conservano nel fondo documentano di una consuetudine con la scrittura che si è spinta però fino ai mesi precedenti la scomparsa dell’autore e concretizzatasi in un progetto ambizioso (rimasto sulla carta) di cui si trova traccia in un indice generale che fa balenare il quadro di un “piano dell’opera” a largo respiro: che prende avvio con una specie di autobiografia romanzata degli anni della vita studentesca (mascherata sotto il velo delle “memorie di Giorgio Beni”) e professionale e prosegue con corposi libri di novelle campagnole (in cui ricorrono alcuni dei titoli apparsi in rivista tra il 1878 e il 1890) seguiti da poesie, testi teatrali, poemetti per musica, all’insegna di una ispirazione eclettica al servizio di una verve da grafomane.
Strumenti di ricerca: elenco di consistenza disponibile in sala consultazione.
Elio Nissim (Firenze 1899 - Reading, Inghilterra 1996)
Contenuto del Fondo: fascicoli monografici raccolti da Nissim su alcuni personaggi che ha conosciuto e che gli sono stati cari amici; in un dossier relativo a Bernard Berenson, con cui Nissim ebbe contatti epistolari e che frequentò nella residenza fiorentina del critico, la villa I Tatti sulla collina di Settignano, si conserva un piccolo carteggio con 6 cartoline e 1 lettera a firma di Nicky Mariano, un telegramma siglato da Nicky e Bernard Berenson, oltre a 2 dattiloscritti con testi di Nissim su Berenson e a una rassegna stampa con ritagli, da giornali italiani e inglesi, con articoli sullo storico dell’arte; un incartamento è dedicato a Eduardo De Filippo e vi si trovano 18 tra lettere, cartoline, biglietti e inviti, indirizzati da Eduardo De Filippo e Isabella Quarantotti a Elio Nissim e a sua moglie Angela Jucker, 1 minuta dattiloscritta di lettera di Elio indirizzata a Isabella, due versioni di una poesia di Nissim dedicata a Eduardo e un suo scritto sulla fortuna di De Filippo in Inghilterra, 2 fotografie che ritraggono Eduardo e altro materiale vario sul commediografo napoletano. Fascicoli con documentazione varia raccolgono testimonianze su altri autori: un testo manoscritto con il ricordo affettuoso da parte di Elio Nissim di Arturo Loria, una lettera di quest’ultimo indirizzata all’amico e 2 articoli di giornale con scritti sullo scrittore carpigiano, piccola raccolta di articoli sui fratelli Rosselli, 1 cartolina illustrata con un ritratto di Vitaliano Brancati, 1 articolo di giornale in memoria di Sibilla Aleramo.
Strumenti di ricerca: elenco di consistenza disponibile in sala consultazione.
Mario Nunes Vais (Firenze 1856 - 1932)
Contenuto del Fondo: carteggi indirizzati a Mario Nunes Vais da poco meno di 1000 mittenti. Si tratta per lo più di brevi corrispondenze scambiate per ragioni professionali o cenni di ringraziamento ricevuti dai personaggi immortalati dal fotografo (e di parte di questi ultimi, nel fondo fiorentino, si conserva il relativo ritratto). Insieme ai documenti epistolari (tra cui si trovano anche alcune minute di Mario Nunes Vais) si conservano anche campioni di altre tipologie documentarie, come diplomi e riconoscimenti, tessere, documenti commerciali o legali e amministrativi, alcune fotografie e cartoline illustrate. Le fotografie sono invece quasi 550 (tra stampe e lastre) in parte incorniciate, in parte incollate su passe-partout; l’autore degli scatti è per la maggior parte lo stesso Nunes Vais, ma sono conservate anche fotografie di altri autori (come quelle del fotografo fiorentino Brogi); in un album portafotografie si trovano altre stampe per un numero complessivo di poco più di 350 immagini. I soggetti non si limitano ai ritratti ma documentano anche scorci di città e di paesaggi, manifestazioni automobilistiche e aviatorie. Accessoria alle fotografie è una raccolta di 12 quaderni con dediche e parole di augurio di noti personaggi che si rivolgono al fotografo per ringraziarlo del ritratto che ha loro eseguito; accanto a brevi frasi si trovano anche composizioni più articolate, schizzi satirici, disegni di varia ispirazione, poesie, composizioni musicali ecc.. Tra il materiale di natura eterogenea si trovano 3 libri con dedica, manifesti di mostre allestite con fotografie scattate da Nunes Vais, documenti vari (tessere, diplomi, fatture, registri commerciali), alcuni estratti e fascicoli di riviste, 1 timbro a secco con il marchio del fotografo e una piccola collezione di documenti iconografici (alcuni disegni, 1 statuetta, caricature e dipinti a olio, il cui soggetto principale è proprio lo stesso Nunes Vais).
Strumenti di ricerca: schedario cartaceo delle fotografie disponibile in sala consultazione, elenco dei corrispondenti scaricabile dalla rete in formato pdf. Descrizione dei disegni e dei dipinti a olio nel data base del Servizio Conservazione.
“Nuovi Argomenti” (rivista letteraria / terza serie, 1982 - 1994)
Contenuto del fondo: Documentazione relativa all’archivio di «Nuovi Argomenti», ossia materiali eterogenei conservati in fascicoli le cui intestazioni manoscritte testimoniano il lavoro di gestione ed organizzazione della redazione: “corrispondenza”, “fax spediti”, “indirizzi e abbonamenti”, “indirizzi collaboratori”, “pagamenti” e - a stampa - un “indice generale collaboratori” dal 1982 al 1993. Data la natura del fondo, legata al mondo dell’editoria, manoscritti di varia natura (racconti, recensioni, traduzioni, poesie) rappresentano la tipologia documentaria più abbondante e sono conservati in diverse sezioni del fondo, quasi a fotografare le varie fasi del lavoro, dall’arrivo del manoscritto in redazione fino alla pubblicazione della rivista. Troviamo infatti testi spediti alla sede di «Nuovi Argomenti», spesso ancora conservati nelle buste con allegata lettera di accompagnamento dell'autore o dell'editore, altri raccolti in fascicoli pronti per essere letti, quindi scelti o esclusi, altri conservati nella cartella relativa al numero in bozze, in attesa di essere destinati alla tipografia (in entrambi i casi allegata ai testi, oltre alle lettere di accompagnamento, si trovano anche appunti dei redattori). Corrispondenza è conservata trasversalmente tra le sezioni del fondo, sia all’interno delle bozze di stampa dei vari numeri, sia all’interno dell’archivio stesso della rivista e del registro tenuto da Enzo Siciliano; che allegata ai testi inviati in lettura alla redazione di «Nuovi Argomenti». Raccolte di materiale bibliografico, di giornali, riviste, tra cui copie di alcuni numeri della terza serie di «Nuovi Argomenti» (1982-1994) e periodici stranieri, soprattutto americani e francesi, tra cui segnaliamo «The New Yorker» (1990-1994), «The New York Review» (1988-1994), «The Paris Review» (1992-1993). Collezione di fotografie d’autore firmate e datate, o diapositive, relative ad alcuni dei “racconti fotografici” pubblicati nella terza serie di «Nuovi Argomenti».
Strumenti di ricerca: Inventario sintetico di consistenza
Ugo (Roma 1871 - Firenze 1946) e Paola (Firenze 1911 - 1978) Ojetti
Contenuto del Fondo: parte della biblioteca di famiglia, di cui si conservano in archivio circa 8300 opere per un numero totale che oltrepassa la cifra di 9000 volumi, che coprono in maniera eccellente alcuni settori disciplinari, a cominciare sicuramente dalla narrativa e dalla poesia italiane, ma ben rappresentate sono anche le letterature straniere in particolare quella francese , il teatro, la musica, gli strumenti di consultazione (dizionari, enciclopedie, guide turistiche), molti libri recano caratteristiche che li rendono esemplari unici, come rilegature preziose, note di possesso, ex libris (riconoscibili quelli di tutti e tre i membri familiari, Ugo, Fernanda e Paola), dediche (in particolare si segnala quelle di Gabriele D’Annunzio), capita spesso inoltre che le pagine siano interfoliate con ritagli di giornale, appunti, alcuni documenti epistolari; tra i veri e propri documenti di archivio risultano quasi 600 manoscritti o dattiloscritti di oltre 130 autori (tra le firme presenti si segnalano i nomi, tra gli altri, di Riccardo Bacchelli, Massimo Bontempelli, Giovanni Comisso, Grazia Deledda, Giuseppe De Robertis, Arturo Loria, Ada Negri, Aldo Palazzeschi, Pietro Pancrazi, Alfredo Panzini, Mario Praz, Giuseppe Prezzolini), si tratta di testi di recensioni, saggi o racconti, pronti per essere mandati in tipografia: gli scritti sono stati infatti quasi tutti pubblicati sulle riviste dirette da Ugo Ojetti, come “Pègaso” e “Pan” e circoscrivibili all’incirca agli anni 1929-1935 (sono presenti alcuni manoscritti riferibili a un periodo precedente, come le bozze di stampa di alcune poesie di Giovanni Pascoli e testi di Pietro Sbarbaro), ma non mancano altre occasioni di pubblicazione e differenti sedi di stampa, come la Storia illustrata della letteratura italiana, una enciclopedia di cui è stato pubblicato solo il primo volume, nel 1942; segnaliamo poi circa 20 fotografie che ritraggono Ugo, Paola e Fernanda Ojetti, alcuni ospiti della loro residenza di famiglia al Salviatino, altre fotografie di gruppo riprendono Ugo Ojetti con amici e intellettuali; una piccola raccolta di autografi musicali collezionati da Paola Ojetti; altri oggetti e documenti vari, tra cui un libro di firme degli ospiti del Salviatino.
Il Fondo comprende inoltre circa 80 minute di lettere dattiloscritte intercorse fra Fernanda Gobba Ojetti, moglie di Ugo, e la figlia Paola Ojetti negli anni dell’ultimo conflitto mondiale. Conservate sigillate, non sono consultabili prima del 2019.
Strumenti di ricerca: un elenco dei manoscritti letterari e uno schedario cartaceo (valido per le fotografie, i manoscritti musicali, il materiale vario) sono disponibili in sala consultazione. Biblioteca (si veda la pagina descrittiva) schedata come Fondo speciale nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux.
Marija Olsuf’eva (Maria Olsufieva, Maria Olsoufieva, Firenze 1907 - 1988)
Contenuto del Fondo: al fondo è stata attribuita una struttura tripartita: nella prima Serie di modesta entità si trova il materiale di carattere biografico o meramente burocratico, ma anche relativo alla Chiesa russa ortodossa; la seconda documenta l’impegno svolto per Amnesty international e i rapporti di amicizia e di lavoro con molti esponenti della dissidenza sovietica; nella terza Serie la sezione più corposa sono stati sistemati i documenti attinenti l’attività di Marija Olsuf’eva come traduttrice. Documenti su soggetti simili possono, come ovvio, attraversare trasversalmente le varie sezioni, per esempio materiale sugli stessi personaggi si trovano sia nella Serie 2 che nella 3, a seconda che sia data la precedenza al punto di vista della militanza e del dissenso o a quello della traduzione di un testo (e spesso i due aspetti si sovrappongono o si incrociano). La prima Serie comprende corrispondenza varia (con documenti sparsi e occasionali ordinati cronologicamente), una piccola rassegna stampa (con articoli che riguardano la storia e la cultura russa e sovietica o che rammentano la sua attività di traduttrice), documenti che coinvolgono la storia della Chiesa ortodossa fiorentina (in particolare sul matrimonio celebrato tra Vilfredo Pareto e Aleksandra Bakunina), materiale vario. La serie 2 è composta prevalentemente da materiale a stampa, ma anche da fotografie e da stralci di corrispondenze: i rapporti con Amnesty international sono testimoniati da pochi materiali, più consistente invece la documentazione sui contatti intrattenuti con molti personaggi del dissenso, tra i quali spiccano Andrej Sacharov e la moglie Elena Bonner (con corrispondenze di quest’ultima e lettere a lei indirizzate da Marija, e poi fotografie tra cui quelle relative alla consegna del Nobel della pace nel 1975 e rassegna stampa italiana e internazionale sul caso Sacharov), Aleksandr Solženicyn (sul cui caso sono stati conservati articoli e stralci da carteggi di altri corrispondenti, mentre documenti epistolari a firma dello scrittore si trovano nella Serie successiva, quella dedicata alle traduzioni), Eduard Kuznecov, Bulat Okudžava, Aleksandr Galič, Vladimir Maksimov ecc.. Marija Olsuf’eva non era solita conservare i testimoni delle sue traduzioni e nella Serie in cui si trova materiale in qualche modo collegabile alla sua attività di traduttrice, se ne incontrano relativamente poche tracce; la documentazione (organizzata secondo un criterio che ha diviso le carte in due gruppi: prima i dossier pertinenti alle case editrici per le quali ha lavorato e, a ruota, quelli in base agli autori con i quali la Olsuf’eva ha avuto rapporti di lavoro e di amicizia o che semplicemente scrittori e intellettuali destarono la sua attenzione di mediatrice tra la cultura russa e quella italiana) è dunque perlopiù rappresentata da documenti epistolari (indirizzati a Marija o scambiati tra altri corrispondenti, insieme a minute di sue lettere), materiale a stampa, fotografie, appunti, contratti, prose e carte varie. Tra le case editrici con cui ha collaborato e delle quali si conserva documentazione citiamo Adelphi, Bompiani, Città armoniosa, De Donato, Feltrinelli, Garzanti, Longanesi, Mondadori, Rizzoli, Il Saggiatore, mentre tra gli autori di cui si è serbata traccia di un lavoro di ricerca finalizzato a una traduzione o a un semplice interesse personale si possono rammentare i nomi di Isaak Babel’ (si trovano nel fondo dattiloscritti di suoi racconti, giunti in Italia dalla Russia grazie alla Olsuf’eva), Nina Berberova, Michail Bulgakov (di cui Marija portò a termine opera contesa da più editori Il Maestro e Margherita), Vladimir Dudincev, Evgenij Evtušenko, Aleksandr Galič, Eduard Kuznecov, Osip Mandel’štam, Bulat Okudžava, Boris Pasternak (la prima traduzione Feltrinelli del Dottor Živago fu revisionata proprio dalla Olsuf’eva), Viktor Šklovskij (sono presenti anche lettere autografe del critico e scrittore, relative al lavoro di traduzione di suoi testi, per esempio Viaggio sentimentale, La mossa del cavallo ecc.), Aleksandr Solženicyn (con sue lettere e materiale relativo a varie traduzioni, da Divisione cancro a Arcipelago Gulag). Le due sequenze di fascicoli, dedicati agli editori e agli scrittori, convergono integrandosi a vicenda verso la testimonianza del lavoro di traduzione e, eventualmente, di pubblicazione di testi della letteratura russa. Fa parte del fondo anche una raccolta libraria composta da un centinaio di titoli, in prevalenza si tratta di vocabolari, dizionari enciclopedici, grammatiche e repertori vari.
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto (frutto della tesi di laurea di Cristina Focardi) disponibile in sala consultazione; la sezione bibliografica non catalogata.
Angiolo (Firenze 1869 - 1967), Adolfo (Firenze 1871 - 1951), Laura (Milano 1876 - Firenze 1953) Orvieto
Contenuto del Fondo: corrispondenza generale, in gran parte relativa ai periodici degli Orvieto; corrispondenza familiare, comprendente i carteggi dello zio Alberto Cantoni; documenti biografici e personali, manoscritti e dattiloscritti delle opere di Angiolo, Adolfo e Laura, nonché di Alberto Cantoni; materiale amministrativo relativo alle riviste degli Orvieto, fotografie, disegni, opere d’arte. Fanno parte del Fondo le collezioni complete dei periodici fondati dagli Orvieto e la biblioteca di Adolfo, donata insieme a librerie, mobili e suppellettili.
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto disponibile in sala consultazione e interrogabile on line per la serie Carteggi generali, dei quali esiste anche il catalogo a stampa (limitato alle lettere A-B) a cura di C. Del Vivo (Firenze, Polistampa, 1994); ricercabile on line anche le serie dei carteggi con gli Enti e quella delle Carte amministrative dei periodici dei fratelli Orvieto (in particolare sulle vicende del “Marzocco”, anche dopo la cessazione della rivista, con i documenti relativi alla pubblicazione dei primi indici). Schede cartacee per i Carteggi familiari, per i manoscritti di Alberto Cantoni e di Adolfo Orvieto; inventario dattiloscritto e schedatura in corso per i manoscritti di Angiolo e Laura. Catalogo a schede manoscritte della biblioteca (si veda la pagina descrittiva), redatto da Adolfo Orvieto. Descrizione del materiale iconografico nel data base del Servizio Conservazione.
Remo Pagnanelli (Macerata 1955 - 1987)
Informazioni bio-bibliografiche, una selezione di testi poetici e di letteratura critica, insieme ad alcune fotografie del poeta, disponibili nel sito internet curato dall’Associazione culturale “Remo Pagnanelli”.
Contenuto del Fondo: indirizzati a Pagnanelli da quasi 250 mittenti per un totale di oltre 1000 documenti epistolari; accanto alle corrispondenze ricevute dal poeta marchigiano si conservano, in forma di minuta, di copia o anche in originale (in questi ultimi casi si tratta di carteggi recuperati dalla famiglia dopo la sua scomparsa o integrati successivamente alla consegna dei documenti in Archivio), alcune corrispondenze a firma di Pagnanelli. Segue la documentazione dei testi pubblicati dall’autore (o comunque da lui in qualche modo preparati) dattiloscritti, materiale preparatorio, bozze di stampa della produzione poetica e saggistica di Pagnanelli; oltre a quelli relativi alle raccolte di poesia edite in volume sono presenti i testimoni dei versi apparsi in rivista o in altre sedi di pubblicazione (per un primo sondaggio della complessa prassi variantistica di Pagnanelli che si desume dal confronto tra gli autografi e le diverse versioni a stampa si faccia riferimento alla raccolta poesiecurata da Daniela Marcheschi nel 2000 presso Il lavoro editoriale); per quanto riguarda la saggistica, oltre ai materiali di varia natura (dattiloscritti, rassegna stampa ecc.) raccolti in vista della tesi su Sereni (pubblicata nel 1980), del testo scritto su Doplicher (1985) e dei saggi su Bertolucci e Penna, sono custoditi fascicoli con la documentazione accumulata per la progettata monografia su Fortini (uscita postuma nel 1988), dossier con materiale vario (tra cui i testi preparati e le bozze del n° 4 della rivista “Verso”), incartamenti con contributi critici e recensioni scritte da Pagnanelli su argomenti e autori vari apparsi in diverse sedi di pubblicazione (una scelta dei suoi contributi critici è stata raccolta in critici, sempre a cura di Marcheschi, Milano, Mursia, 1991). Altri testi sono stati sistemati da Luigia Fermani Pagnanelli (una cura che la madre del poeta ha amorevolmente riservato a tutte le parti del Fondo, realizzando di sua mano anche degli “inventari”) in una sezione abbastanza caotica di poesie inedite (o versioni, riviste e variamente rimaneggiate, di testi pubblicati in raccolte a stampa, a testimonianza di un tormentato percorso di scrittura) che sono conservate in fascicoli già suddivisi dall’autore o in raccolte apocrife, come quelle intitolate del disordineo sonno, o suddivise in miscellanee e quaderni contenenti poesie adolescenziali e giovanili; una piccola scelta di questi testi è stata pubblicata nel numero monografico dedicato a Pagnanelli dalla rivista “Istmi”, (1997) n° 1-2; sono presenti anche gli autografi della scarsa produzione narrativa: tre brevi prove sono state pubblicate in “Istmi”, per un racconto più lungo si veda scene da manuale, a cura di Daniela Marcheschi, Pistoia, Via del vento, 1997. Completano il Fondo una rassegna stampa con documentazione di letteratura critica su Pagnanelli (articoli, recensioni ecc.) apparsa su testate quotidiane insieme a copie dei suoi articoli usciti su giornali, e una sezione bibliografica con i libri delle raccolte di poesie di Pagnanelli e i volumi della sua produzione saggistica, a cui si aggiungono fascicoli di riviste, antologie e monografie che hanno trattato della sua figura e della sua opera (tra le numerose voci si segnala il numero monografico di “Kamen’”, a. 3 (dic. 1993) n° 4, e e Azione, il già citato numero monografico dedicato a Pagnanelli dalla rivista “Istmi” nel 1997). Alle carte d’archivio è stata aggiunta anche la donazione della macchina da scrivere di Pagnanelli, una Olivetti Lettera 32.
Strumenti di ricerca: la serie dei carteggi descritta tra gli inventari on line (scaricabile in formato pdf un inventario con un elenco dei mittenti e una descrizione della corrispondenza); per le altre serie disponibili degli elenchi di consistenza redatti dai familiari del poeta.
Tommaso Paloscia (Roma 1918 - Firenze 2005)
Contenuto del Fondo: cataloghi d’arte, locandine, inviti.
Strumenti di ricerca: elenco dattiloscritto dei cataloghi e degli altri documenti ordinato alfabeticamente secondo il nome dell’artista a cui sono dedicate mostre, eventi, piccole monografie.
Pietro Pancrazi (Cortona 1893 - Firenze 1952)
Contenuto del fondo: L’archivio è composto per larga parte da lettere ricevute da Pancrazi tra il 1915 ed il 1952 con rare eccezioni; si tratta di circa 7000 pezzi, comprese le fotocopie e le trascrizioni delle lettere del critico, ottenute attraverso lo scambio. Nell’epistolario si rilevano consistenze particolarmente notevoli, tra cui ricordiamo Alvaro, Benco, Cecchi, Cicognani, De Robertis, Prezzolini, Tecchi e gli scrittori con cui intrattenne anche un dialogo privato, come Baldini, Brancati, Moretti, Panzini, Valgimigli, Papini, con quest’ultimo collaborò alle due edizioni, 1920 e 1925, dell’antologia “Poeti d’oggi”, e Calamandrei per l’elaborazione del testo della Costituzione Italiana. L’appartenenza di Pancrazi a molteplici ambiti culturali è testimoniata anche dai carteggi scambiati con il mondo editoriale: quotidiani (tra tutti citiamo la trentennale collaborazione al «Corriere della Sera»), riviste (quali «Pègaso» redatta con Ojetti, «La Voce», «Il Ponte») e case editrici. Infine segnaliamo che tra la corrispondenza si conservano gli autografi acquistati da Pancrazi collezionista: 18 lettere autografe di Carducci ad Annie Vivanti, pubblicate in “Un amoroso incontro della fine ottocento” (1951), 26 di Pascoli a Gargano, 1 di D’Annunzio a Pascoli. Documenti di carattere biografico, legale o amministrativo, come ricevute, e diplomi, tra cui segnaliamo la nomina ad Accademico dei Lincei. Manoscritti di cui la maggior parte riguarda l’attività giornalistica di Pancrazi, con allegata documentazione di lavoro per la stesura dei vari articoli, elzeviri o recensioni. Testimoniata anche l’intertestualità nell’opera del critico, spesso infatti i ritagli allegati ai manoscritti recano correzioni autografe in vista della raccolta in volume, come “Ragguagli di Parnaso” (1920) in cui confluirono le collaborazioni a «Il Resto del Carlino». Per quanto riguarda la prosa non giornalistica, segnaliamo la presenza di scritti giovanili, quaderni scolastici, il manoscritto di “Donne e buoi de’ paesi tuoi” (1934), in cui sono raccolti 16 fogli di via, ossia note di viaggio, e le bozze di stampa di “Esopo moderno” (1930). Collezione di ritagli di e su Pancrazi, in particolar modo relativi alla collaborazione con il «Corriere della Sera» per gli anni 1926-1952, tra cui numerosi presentano correzioni autografe. Fotografie familiari e ritratti con amici letterati.
Strumenti di ricerca: Inventario sintetico
Giovanni Papini (Firenze 1881 - 1956)
Contenuto del Fondo: 36 documenti epistolari, tra lettere e biglietti, scritti da Eleonora Duse a Giovanni Papini. Alcuni estratti da questa corrispondenza erano stati anticipati nella biografia della grande attrice scritta da William Weaver (pubblicata in traduzione italiana da Bompiani nel 1985 con il titolo di Eleonora Duse) e nel catalogo della mostra Eleonora Duse e Firenze (Fiesole, 8 ottobre-27 novembre 1994, a cura di Cristina Nuzzi, Firenze, Firenze Viva, 1994). L’intero carteggio è stato edito a cura di Matilde Tortora in “Ariel”, a. 15 (genn.-ag. 2001) n° 1-2.
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto disponibile in sala consultazione e interrogabile on line.
Emma Parenti e Marino Parenti (1900 - 1963)
Contenuto del Fondo: carteggi (datati tra il 1963 e il 1966) indirizzati a Emma Parenti da una trentina di mittenti, che scrivono sollecitati dalla moglie di Marino Parenti (scomparso nel 1963) in merito alla compilazione dei testi poi confluiti nel libro pubblicato in memoria del marito (Marino Parenti nel ricordo degli amici, Firenze, 1965); alle corrispondenze inviate a Emma si aggiungono un piccolo nucleo di sue minute. Insieme ai documenti epistolari si conservano una decina di testi autografi, di autori vari, dedicati a Marino Parenti e pubblicati nel volume omaggio del 1965.
Strumenti di ricerca: inventariazione dei documenti del fondo interrogabile in uno schedario cartaceo disponibile in sala consultazione, i dati di questo strumento sono stati riconvertiti nella banca data raggiungibile on line.
Alessandro Parronchi (Firenze 1914 - 2007)
Contenuto del Fondo: 59 versioni manoscritte o dattiloscritte di altrettante poesie (ma di un testo sono presenti due diverse versioni) scritte da Parronchi nell’arco di circa un quarantennio, tra il 1937 e la fine degli anni ’70; gli autografi sono stati dati alle stampe, con varianti, nelle seguenti raccolte poetiche: I giorni sensibili (Firenze, Vallecchi, 1941), I visi (Firenze, il Fiore, 1943 e Edizioni di Rivoluzione, 1943), Un’attesa (Modena, Guanda, 1949), L’incertezza amorosa (Milano, Schwarz, 1952), Per strade di bosco e città (Firenze, Vallecchi, 1954), Coraggio di vivere (Milano, Garzanti, 1960), La noia della natura (Lecce, Quaderni del “Critone”, 1958), Pietà dell’atmosfera (Milano, Garzanti, 1970), Replay L’estate a pezzi (Milano, Garzanti, 1980), fino a Prime e ultime (Padova, Pandolfo, 1981). Grazie alla generosità del poeta la biblioteca del Gabinetto Vieusseux si era già arricchita di una selezione di storiche riviste, di taglio letterario o artistico, che sono entrate a far parte dell’emeroteca dell’istituto.
Strumenti di ricerca: la descrizione del fondo interrogabile nella banca dati che risiede in una piattaforma raggiungibile on line.
Pier Paolo Pasolini (Bologna 1922 - Ostia, Roma 1975)
Per una risorsa internet con informazioni bio-bibliografiche e critiche su Pasolini si può fare riferimento al sito “pagine corsare”: una galleria di notizie provenienti da varie fonti, tradizionali o nate direttamente sul web.
Contenuto del Fondo: carteggi per la maggior parte indirizzati a Pasolini tra il 1936 e il 1975 (ma il nucleo più significativo prende avvio dal 1950) da oltre 1200 mittenti; presente anche la corrispondenza editoriale con numerose case editrici, tra cui un cospicuo carteggio con la Garzanti, e un significativo gruppo di lettere inviate allo scrittore dai lettori della rubrica Dialoghi con Pasolini pubblicata da “Vie Nuove”; si conservano anche minute di Pasolini e sono presenti, in fotocopia, sue lettere indirizzate a vari destinatari (sono le copie dei carteggi raccolti in funzione della pubblicazione dell’epistolario presso Einaudi: Lettere 1940-1954, 1955-1975, a cura di Nico Naldini, 1986-1988). Gli autografi con i manoscritti e i dattiloscritti dei suoi testi documentano quasi integralmente la produzione poetica e cinematografica di Pasolini e gran parte di quella narrativa, teatrale, saggistica e pubblicistica, dalle prime prove degli anni dell’adolescenza allo scartafaccio di Petrolio. Una sezione iconografica è costituita da fotografie familiari, dell’infanzia e della giovinezza, che ritraggono Pasolini con il fratello Guido, il padre, la madre, gli amici, e da fotografie personali dove Pasolini è immortalato in varie circostanze, sui campi di calcio o durante una conferenza, in vacanza in Grecia con Maria Callas o con la madre Susanna, Ninetto Davoli, Laura Betti; fotografie di scena testiomoniano il set dei principali film, da Accattone (con le fotografie per i sopralluoghi del film scattate da Tazio Secchiaroli) a Salò o le 120 giornate di Sodoma. Una imponente rassegna stampa raccoglie la quasi totalità degli scritti pasoliniani usciti in rivista o in libri miscellanei, gli articoli con le sue interviste e una significativa collezione di saggi e recensioni pubblicati sulla stampa periodica che trattano dell’argomento “Pasolini” (il materiale edito fino a 1975 è stato descritto analiticamente, mentre quello pubblicato negli anni successivi alla morte di Pasolini, raccolto dagli eredi in modo non sistematico, è stato riunito in fascicoli inventariati solo sommariamente), a cui seguono opuscoli, inviti e altro materiale relativo a mostre, convegni, retrospettive, spettacoli e iniziative varie dedicate o ispirate a Pasolini, documenti relativi a presentazioni, incontri e dibattiti con la partecipazione di Pasolini, manifesti, locandine (tra cui i manifesti di Accattone illustrati da Maccari) e vario materiale pubblicitario; conclude la Serie una piccola miscellanea di ritagli di giornale, riviste e carte varie conservate da Pasolini. Una Serie di testi a firma di altri autori raccoglie saggi, studi e recensioni su Pasolini, tesi di laurea a lui dedicate, adattamenti di sue opere e scritti vari a lui ispirati, testi in prosa e poesia insieme a copioni inviati a Pasolini per un giudizio critico. Si conservano nel fondo anche una serie di documenti e oggetti personali (tra cui le tessere di iscrizione al Partito Comunista, il libretto universitario dell’Università di Bologna, la macchina da scrivere Olivetti Lettera 22) e una piccola raccolta di attestati, premi e onorificenze (come il diploma di Laurea e attestati di partecipazione a vari festival cinematografici). Alle carte di archivio è aggregata una suggestiva raccolta di opere d’arte che conta 337 pezzi (ma il numero delle singole opere cresce oltre i 400, perché diversi fogli e perfino tavole sono disegnate anche sul verso): per la maggior parte risalgono agli anni Quaranta e sono realizzati con le più svariate tecniche (dall’olio su faesite o su tela di sacco, alla china su cellophane) ritraggono soggetti familiari, la madre Susanna o il fratello Guido, personaggi appartenenti al mondo contadino friulano, musicisti, bersaglieri, donne e adolescenti; tra i quadri a olio si segnalano i due autoritratti con il fiore in bocca e con la vecchia sciarpa; presenti anche disegni degli anni Sessanta (tra cui i ritratti di Ninetto Davoli e Sergio Citti, una serie di autoritratti e l’enigmatico il mondo non mi vuole più e non lo sa) e degli anni Settanta (i ritratti di Maria Callas, del 1970, realizzati con tecnica mista, e di Roberto Longhi, del 1975). Una sezione bibliografica (ma la vera e propria biblioteca personale dello scrittore è ancora conservata presso la famiglia) si articola in un nucleo librario costituito soprattutto da titoli relativi alla letteratura dialettale e popolare, per lo più friulana, a cui si aggiunge una raccolta di titoli di Pasolini stesso, tra cui alcune prime edizioni, le traduzioni dei suoi scritti e libri di poesia a lui inviati (molti con dedica), monografie recenti di critica su Pasolini e una collezione di riviste (oltre ad alcune testate friulane si segnala la presenza di numeri di “Primato”, “Prospettive”, “Il caffè”, “Nuovi Argomenti”).
Strumenti di ricerca: la descrizione del fondo ricercabile in una banca dati interrogabile on line. La collezione di disegni e dipinti di Pasolini (con la possibilità di visualizzarne l’immagine) descritta nel data base del Servizio Conservazione.
Angelica Pasolini dall’Onda (Ravenna 1854 - Levanto 1919)
Contenuto del Fondo: corrispondenza, ordinata cronologicamente.
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto scaricabile in formato pdf e interrogabile on line.
Giorgio Pasquali (Roma 1885 - Belluno 1952)
Contenuto del Fondo: carteggio indirizzato da Giorgio Pasquali alla nipote Costanza Thompson Pasquali, costituito da 29 documenti epistolari (a cui va aggiunta una trentesima lettera inviata a un altro destinatario), datati tra il 1949 e il 1952; la corrispondenza inviata da Pasquali a Dino Pieraccioni è compresa tra il 1940 e il 1951 e composta da un numero di documenti che arriva alle 40 unità (le lettere sono state quasi integralmente pubblicate, a cura dello stesso destinatario, in varie sedi: Lettere a uno scolaro, “Nuova Antologia”, (sett.-dic. 1960) n° 480, Lettere di Giorgio Pasquali (1940-1951), in Dino Pieraccioni, Incontri del mio tempo, Milazzo, Spes, 1977 e Consigli a una matricola. Lettere inedite di Giorgio Pasquali, “Nuova Antologia”, (apr.-giugno 1980) n° 2134); completano la raccolta epistolare dedicata a Pasquali 2 lettere (in fotocopia) scritte da Pasquali a Luigi Firpo, entrambe del 1950. Alle corrispondenze si aggiungono tre fotografie di Giorgio Pasquali (con i loro rispettivi negativi).
Strumenti di ricerca: schedario cartaceo e elenco dei mittenti disponibili in sala consultazione.
Guglielmo Petroni (Lucca 1911 - Roma 1993)
Contenuto del Fondo: Fogli sciolti dattiloscritti e quaderni manoscritti contenenti i testi delle opere di narrativa composte e pubblicate dal 1934 al 1984 (“Le lettere da Santa Margherita”, “Il mondo è una prigione”, “Noi dobbiamo parlare”, “Il colore della terra”, “Le macchie di Donato”, “La morte del fiume”, “Il nome delle parole”). Alcuni appunti per la stesura dell'ultimo libro, rimasto solo in veste di progetto. Si tratta complessivamente di 32 quaderni che rappresentano la prima redazione dei romanzi, spesso presenti le trascrizioni datiloscritte su fogli sciolti. Solo per “La casa si muove” si conservano le fotocopie del manoscritto, di cui l’originale è conservato alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Presenti inoltre i manoscritti - tre cartelle ed un quaderno - delle poesie, suddivise cronologicamente: si va dalle poesie giovanili, alcune delle quali inedite, alle liriche composte nel 1965-66. Raccolta di ritagli dei racconti di Petroni pubblicati su giornali e riviste dal 1934 al 1956. Documenti personali consewrvati in una cartella contenente fogli sciolti con appunti e riflessioni (1930-1944), alcune pagine di un diario per cui Petroni aveva in progetto l’edizione, il testamento autografo datato 1963, e sei lettere indirizzate ai familiari (1934-1990). Un autoritratto ad olio di Guglielmo Petroni.
Strumenti di ricerca: elenco dattiloscritto disponibile in sala consultazione e interrogabile on line. L’autoritratto di Petroni descritto nel data base del Servizio Conservazione.
Giorgio Piccardi (Firenze 1895 - Riccione 1972)
Contenuto del Fondo: due estratti da “Letteratura” del I e II atto della commedia Endymionedi Arturo Loria con dedica dell’autore, 29 carte manoscritte, firmate e datate, con correzioni autografe e dedica di Fannias Ventosca, dattiloscritto con correzioni autografe de Il giuocatore e la fortuna, con allegata lettera di Loria a Piccardi; rassegna stampa in morte di Loria. Ai documenti di matrice loriana si aggiunge un dattiloscritto rilegato di Truciolidi Camillo Sbarbaro, datato 1940 e firmato.
Strumenti di ricerca: schedario cartaceo disponibile in sala consultazione.
Adriana Pincherle (Roma 1905 - Firenze 1996) e Onofrio Martinelli (Mola di Bari 1900 - Firenze 1966)
Contenuto del Fondo: Dei circa tremila volumi presenti nella biblioteca di casa Pincherle - Martinelli, è stata ordinata e descritta solo la sezione “arti visive” ossia i libri e la documentazione d’arte: 1387 volumi separati e divisi in tre sezioni. Iniziando dal materiale biblografico relativo ad Adriana Pincherle (cataloghi di mostre, di aste, di premi, monografie che costituiscono la fonte certa per la conoscenza precisa dell’attività dell’artista), seguono le monografie su altri artisti, i cataloghi di musei, di mostre e di premi che testimoniano il lavoro artistico italiano dalla fine degli anni Quaranta agli anni Novanta. In calce una raccolta di periodici (sia di argomento artistico che letterario), fascicoli di enciclopedie e articoli di giornale. Si conservano anche piccoli carteggi indirizzati ai coniugi Martinelli relativi agli anni 1951-1972; segnaliamo i corrispondenti: Eugene Berman, Oscar e Raffaella Saccorotti, alcune gallerie fiorentine quali Pananti e Vigna Nuova. La corrispondenza è descritta in calce al lavoro di Serena Trinchero, con le trascrizioni del contenuto dei singoli pezzi. Presenti otto raccoglitori con immagini di opere di vari artisti, manifesti di mostre. Alle carte è aggregata una raccolta di opere d’arte: 57 dipinti ad olio, due tempere, 8 schizzi di Adriana Pincherle relativi agli anni dal 1947 al 1996 e rappresentativi di gran parte della sua produzione; 18 acquerelli del padre, Carlo Pincherle; 6 dipinti di Onofrio Martinelli (1942-1966), ed opere di altri artisti, tra cui segnaliamo una stampa a punta secca di Berthe Morisot.
Strumenti di ricerca: della biblioteca è stata ordinata e descritta (il catalogo attualmente consultabile solo in sede è il risultato della tesi di laurea di Serena Trinchero) la sezione dei libri e della documentazione d’arte; descrizione del materiale iconografico nel data base del Servizio Conservazione
Ferdinando Poggi (Firenze 1902 - 1986)
Contenuto del Fondo: lettere di ed a Giuseppe, Enrico e Leone Poggi; corrispondenza, fotografie e progetti architettonici di Ferdinando Poggi; carte del senatore Tancredi Canonico (Torino, 1828 - 1908), comprendenti corrispondenza, documenti e pubblicazioni, confluite per matrimonio nell’archivio Poggi.
Strumenti di ricerca: elenco sintetico dattiloscritto, inventario manoscritto, schede cartacee sia per i manoscritti che per la biblioteca; la biblioteca è in corso di riordinamento.
Piero Pòlito (Bologna 1925)
Contenuto del Fondo: due piccoli epistolari indirizzati a Piero Pòlito: quello di Cristina Campo, costituito da 7 lettere (datate dal 1962 al 1974) integralmente pubblicate in “L’infinito nel finito”. Lettere a Piero Pòlito, a cura di Giovanna Fozzer, Pistoia, Via del vento, 1998 (insieme al carteggio si conserva copia della recensione di Pòlito a Fiaba e mistero di Cristina Campo che fu l’occasione per l’avvio del legame epistolare); e quello scambiato con Margherita Guidacci, che comprende 21 documenti epistolari, compresi tra il 1971 e il 1988, inviati dalla Guidacci a Pòlito e copia di una risposta di quest’ultimo.
Strumenti di ricerca: descrizione del Fondo ricercabile tra gli inventari on line, un elenco dattiloscritto è disponibile in sala consultazione.
Giacomo Pozzi-Bellini (Firenze 1907 - Parigi 1990)
Contenuto del Fondo: ritratti fotografici di scrittori e artisti del XX secolo; 4 manoscritti musicali e uno “schizzo” autobiografico di Luigi Dallapiccola e alcune sue lettere.
Strumenti di ricerca: descrizione del Fondo ricercabile tra gli inventari on line.
Dolores Prato (Roma 1892 - Anzio, Roma 1983)
Contenuto del Fondo: il fondo è costituito compessivamente da 12 Serie indicate da lettere dell’alfabeto: a cominciare dalle carte personali (Serie P a) che conservano documenti anagrafici e note con informazioni sulla vita lavorativa di Dolores Prato; vi si trovano certificati e diplomi, informazioni biografiche e curriculari, notizie sugli studi effettuati e sull’attività di insegnante nelle scuole, insieme ad attestazioni del suo antifascismo. Segue il materiale riguardante Antonio Bartolini (Serie P b-c): documentazione raccolta sul priore casentinese che nel XIX secolo si dedicò a opere letterarie, storiche e linguistiche e che è servita alla futura scrittrice per l’elaborazione della propria tesi di laurea; oltre a una copia della tesi, tra queste carte si conservano brevi testi di Bartolini e scritti su di lui, insieme a materiale frutto di ricerche svolte in vari archivi, non solo casentinesi (come la trascrizione della corrispondenza di Bartolini al filologo purista Pietro Fanfani custodita alla biblioteca nazionale centrale di Firenze e il carteggio di Prospero Viani insieme a stralci di altri mittenti indirizzato a Bartolini). La corrispondenza occupa la Serie P d: poco più di 250 documenti epistolari ordinati cronologicamente (dal 1922 al 1981) con carteggi di vari mittenti a Dolores Prato e minute e copie di lettere di quest’ultima; altri esemplari di documenti estratti dai carteggi sono stati collocati dalla stessa Prato (e si conservano quindi in altre Serie del fondo) a corredo di fascicoli con materiale a cui il contenuto delle lettere faceva evidentemente riferimento. Gli “appunti” (Serie P e) sono fascicoli con appunti vari e ritagli di giornale, almeno in parte serviti per l’elaborazione del romanzo sugli anni dell’“educandato” (pubblicato postumo con il titolo Le ore), una consistente serie di fogli spesso etichettati con il pronome “io” con aforismi e osservazioni analitico-introspettive, cartelle “tematiche” dedicate a vari argomenti sui quali la scrittrice, di nuovo nella forma dell’aforisma, della nota frammentaria, del ritaglio di giornale a cui sono aggiunte delle osservazioni personali, raccoglie e sistematizza documentazione quasi sempre dal forte taglio autobiografico o su vari soggetti, come la religione, l’attualità, luoghi e città, gli animali (in particolare gli amati gatti) ecc.. Tra gli autografi delle prose letterarie (Serie P f) si riconoscono tracce di progetti intrapresi e mai compiuti o magari compiuti e mai approdati alla stampa: scritti critici su Manzoni e Rosmini, abbozzi di racconti e romanzi, tra cui un testo dal titolo ancora oscillante di Calycanthus - E lui che c’entra?, un lavoro quasi finito sul mare che piacque a Ungaretti che ne lesse per caso il manoscritto, un dattiloscritto de Le ore (il libro sulla vita in collegio pubblicato solo verso la fine degli anni Ottanta), e testimoni del romanzo Campane a Sangiocondo (ripubblicato nel 1996 dopo la prima uscita sconfessata dalla Prato nel 1963), presenti con vari titoli e stesure (una versione con alcuni titoli sovrapposti: Nel paese delle campane, San Giocondo e il suo prete, La rosa muscosa, quest’ultimo è il titolo di un secondo dattiloscritto, a sua volta corretto dalla scrittrice ed è la lezione definitivamente accolta in Campane a Sangiocondo), mancano invece versioni (a meno che non si faccia riferimento al vasto serbatoio di appunti autobiografici) di Giù la piazza non c’è nessuno, sia nell’edizione Einaudi del 1980 che in quella, licenziata come definitiva dall’autrice, pubblicata postuma nel 1997 da Mondadori; presenti inoltre anche due soggetti per film e un esemplare del racconto Scottature (nella copia del libretto pubblicato nel 1967). Seguono gli articoli (Serie P g) che riuniscono la produzione giornalistica della scrittrice; i testi (in gran parte si tratta di articoli sulla vita quotidiana e sulla storia della città di Roma) sono presenti in forma di dattiloscritto o di ritaglio di giornale (per la maggior parte estratti dal quotidiano “Paese Sera”). La “raccolta di sogni” (Serie P h) conserva la registrazione, condotta per molti anni (sistematicamente dal 1950 al 1982) da parte di Dolores Prato, dei suoi sogni: uno zibaldone onirico bizzarro ma costruito con la velleità per niente improvvisata di farne un’opera letteraria. Mentre 10 quaderni (Serie P i) contengono appunti di carattere critico-letterario (probabilmente legati agli studi universitari) o note e riflessioni diaristiche e abbozzi di prove letterarie. Infine il materiale su Roma (Serie P l-n) dà collocazione alla documentazione preparatoria di un progettato lavoro su Roma (si conserva anche una avvertenza e un indice approssimativo che introducono il programma di lavoro), una guida sui generis alla città eterna che avrebbe dovuto descrivere Roma attraverso la sua storia, dalle origini alla contemporaneità; altro materiale sull’argomento è circoscritto al periodo unitario di Roma capitale o dedicata ad aspetti particolari della città.
Strumenti di ricerca: in sala consultazione sono disponibili uno schedario cartaceo e un inventario dattiloscritto, per la corrispondenza è stato allestito un indice dattiloscritto dei mittenti e dei destinatari.
Vasco Pratolini (Firenze 1913 - Roma 1991)
Contenuto del Fondo: manoscritti e versioni dattiloscritte, in pulito o con ricche varianti, di alcuni, tra quelli apparsi in volume, dei maggiori titoli pratoliniani; tra gli autografi delle opere, in prosa e in versi, si conservano i testimoni di Un eroe del nostro tempo, Metello, Lo scialo, La carriera di Ninì, La costanza della ragione, Allegoria e Derisione, Il Mannello di Natascia. Tra le sceneggiature, i soggetti e i trattamenti si trovano testimoni della sceneggiatura de La viaccia, il film girato da Mauro Bolognini nel 1961, stesura preparatoria della sceneggiatura di Cronaca familiare, film vincitore del Leone d’Oro a Venezia nel 1962 con la regia di Valerio Zurlini, un dattiloscritto intitolato L’Ammuinacon la sceneggiatura del film girato da Nanni Loy col titolo Le quattro giornate di Napoli, sceneggiatura di Ellis(l’originale televisivo trasmesso dalla Rai nel 1962), trattamenti di Abelardo e Eloisa(un progetto curato insieme a Nelo Risi) e di San Francesco(per Franco Zeffirelli), trattamento per una riduzione televisiva del romanzo di Federigo Tozzi Con gli occhi chiusi, sceneggiatura de Lo scialo(adattamento televisivo tratto dal romanzo omonimo), dattiloscritto di copisteria di un soggetto intitolato Mal d’America. In una piccola sezione sono confluiti materiali vari: una minuta di Vasco Pratolini, una minuta di una lettera indirizzata a Vasco dall’amico pittore Renzo Grazzini che descrive il carcere fiorentino delle Murate (il documento rientra di fatto tra l’apparato di fonti raccolto per la stesura di Metello), manoscritto di un frammento di una commedia intitolata Bianca e Casanovaattribuibile alla penna di Pratolini, dattiloscritto con la traduzione pratoliniana del copione di una commedia di Alfred De Musset intitolata La notte veneziana, edizione a stampa dello spartito per pianoforte e canto di Via del Cornoopera del compositore russo Kirill Molčanov su soggetto di Cronache di poveri amanti(accompagnata da un articolo sulla rappresentazione dello spettacolo allestita a Mosca all’inizio degli anni Sessanta); completano la sezione una pagella scolastica appartenuta a un Pratolini adolescente e un dipinto a olio di Nello Pratolini raffigurante una strada del centro storico fiorentino. Le fotografie raggiungono in totale il numero 47 immagini: 39 presenti in forma di stampa (duplicata dagli originali appartenenti alla famiglia e ad Alessandro Parronchi) e di negativo: rappresentano lo scrittore ripreso da solo, spesso al tavolo di lavoro, o ritratto in compagnia di familiari e di colleghi e amici, alcuni di questi scatti sono di mano del fotografo Luca Carrà; altre fotografie di questo gruppo riproducono invece alcuni ritratti dello scrittore; completano la sezione un paio di negativi di fotografie di documenti (immagini riprese in occasione della mostra del 1992), 2 stampe con fotografie familiari donate da Pier Luigi Pratolini e 4 fotografie di scena dello spettacolo Via del Cornoallestito a Mosca nell’autunno 1961. La biblioteca personale conta circa 2500 titoli, con edizioni in italiano e francese relative principalmente alla letteratura otto-novecentesca, alla storia, all’arte.
Strumenti di ricerca: inventario scaricabile dalla rete in formato pdf e interrogabile on line.
Anna Proclemer (Trento 1923)
Informazioni biografiche e riproduzione di alcuni documenti del Fondo nel sito internet curato dall’attrice.
Contenuto del Fondo: carteggi indirizzati ad Anna Proclemer e una raccolta di sue minute: un epistolario che, nel suo insieme, costituisce una testimonianza significativa della vita e della carriera dell’attrice fornendo uno spaccato di buona parte del mondo dello spettacolo, italiano e internazionale, a partire dagli anni ’40 del Novecento fino alle ultimissime stagioni teatrali. Tra le corrispondenze più rilevanti segnaliamo quella con il marito Vitaliano Brancati (quasi integralmente pubblicata in Lettere da un matrimonio, Milano, Rizzoli, 1978, poi Firenze, Giunti, 1995) e con la figlia Antonia, o quelle che documentano le storie importanti, per la sua vita privata e di attrice, come i carteggi di Giorgio Albertazzi, Gabriele Antonini, Gerardo Guerrieri, Tommaso Landolfi. Alcuni documenti epistolari sono conservati anche in fascicoli raccolti dalla stessa Proclemer in merito ad avvenimenti biografici o di lavoro o incollati in album accanto ad articoli di giornale, fotografie, programmi e locandine. I diari dell’attrice sono documentati da 20 quaderni con note di diario e appunti di varia natura che, anche se in modo discontinuo, coprono l’arco temporale 1939-1986, e da 22 quaderni dedicati esclusivamente a resoconti e impressioni di viaggio (le mète spaziano dall’Europa agli Stati Uniti, dall’Africa alle grandi capitali, mentre i termini cronologici sono compresi tra il 1952 e il 2001). Poco meno di 50 documenti testimoniano i copioni di spettacoli teatrali, datati dal 1954 al 2005 (le copie sono ricche di appunti personali, note e firme di possesso). La rassegna stampa è composta da 10 scatole con ritagli di giornale su spettacoli messi in scena dal 1942 al 2007, tournée internazionali, singoli argomenti, con articoli sulla stessa attrice e su Giorgio Albertazzi; inoltre sono presenti 14 grandi album con ritagli di giornale, programmi di sala, locandine, fotografie e documenti epistolari stralciati da alcuni carteggi; accanto alla documentazione raccolta da Anna Proclemer il fondo è arricchito da un centinaio di quaderni con ritagli fittamente incollati da una sua ammiratrice, Mariuccia Tagliafico, che dal 1956 al 1998 ne ha seguito la carriera e documentato la storia personale e di attrice, trascrivendo anche la corrispondenza che nel frattempo ha indirizzato ad Anna Proclemer (1959-1980) in 4 quaderni. In oltre 100 buste sono conservate fotografie di spettacoli teatrali (1942-2007), film e rappresentazioni per la tv, oltre a scatti con ritratti personali e familiari; alle vere e proprie fotografie si aggiungono 9 album con immagini ritagliate dalla stessa attrice da giornali e rotocalchi. Completa il fondo una documentazione di tipologia eterogenea: premi e riconoscimenti, guide e opuscoli teatrali, programmi di sala (1941-2007), testi di articoli, interviste e interventi di Anna Proclemer, manifesti, alcuni libri e videocassette, disegni con suoi ritratti ecc..
Strumenti di ricerca: descrizione della corrispondenza ricercabile tra gli inventari on line; inventario sommario del resto dei documenti del fondo disponibile in sala consultazione. Descrizione dei disegni che ritraggono l’attrice nel data base del Servizio Conservazione.
Carlo Prosperi (Firenze 1921 - 1990)
Contenuto del Fondo: carteggi ricevuti da Carlo Prosperi (di cui si conserva anche un gruppo di minute) e corrispondenze (più circoscritte) indirizzate anche a Maria Teresa e Giuliana Prosperi (la moglie e la figlia del musicista che si sono adoperate per la promozione e la valorizzazione dell’opera di Prosperi) e ad altri destinatari; stesure manoscritte e a stampa delle partiture del Maestro, dai primi esercizi giovanili di scrittura fino alle versioni delle sue più importanti opere, a cui si aggiungono numerose prove di altri componimenti, conclusi o solo abbozzati; una raccolta di articoli e recensioni sulle esecuzioni di musiche di Prosperi con tutto il relativo corredo di fonti informative (i programmi di sala, le locandine degli spettacoli, materiali di letteratura “grigia” ecc.); saggi e articoli scritti da Prosperi, pubblicati o conservati in testimoni dattiloscritti; manoscritti degli appunti di armonia, abbozzi, testi vari relativi soprattutto alle opere giovanili, materiale didattico (documentazione sulla sua attività di docente, in particolare sono rappresentati i materiali relativi ai corsi tenuti presso il Conservatorio Cherubini di Firenze), materiale vario, onorificenze e riconoscimenti pubblici, fotografie; biblioteca di quasi esclusiva impronta musicale (a cui si aggiungono alcuni titoli dei testi letterari usati da Prosperi come ispirazione per le sue composizioni); parte della collezione d’arte appartenuta alla famiglia del musicista; registrazioni audio (memorizzate su cd e in formato mp3) di musiche di Prosperi e di una serie di sue interviste concesse a Mario Ruffini (un “Fondo Audio Carlo Prosperi” è depositato presso il Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze).
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto compilato precedentemente al deposito del Fondo disponibile in sala consultazione; descrizione della Serie della corrispondenza e di quella delle partiture musicali (con le edizioni degli spartiti pubblicati, insieme agli abbozzi e alle versioni preliminari) ricercabile tra gli inventari on line; tra i contributi e gli apparati del volume Carlo Prosperi e il Novecento musicale da Firenze all’Europa (Firenze, Polistampa, 2008, numero monografico di “Antologia Vieusseux”, n.s., a. 13 (genn.-dic. 2007) n° 37-38-39) disponibili alcuni strumenti di orientamento (come un elenco dei corrispondenti e quello delle incisioni discografiche) e le schede di un “catalogo ragionato delle opere” con rimando alle varie fonti d’archivio. Biblioteca parzialmente schedata, come Fondo speciale, nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux. Descrizione del materiale iconografico nel data base del Servizio Conservazione.
Giorgio Prosperi (Roma 1911 - 1997)
Contenuto del Fondo: circa 6000 ritagli di giornale relativi a cronache e critiche teatrali, dal 1936 al 1996, prevalentemente tratti dalla stampa romana.
Strumenti di ricerca: i ritagli sono suddivisi e ordinati cronologicamente e per testata.
Mario Puccini (Senigallia 1887 - Roma 1957)
Contenuto del Fondo: corrispondenza indirizzata a Mario Puccini, manoscritti di suoi romanzi, racconti e articoli, rassegna stampa e materiale bibliografico vario.
Strumenti di ricerca: la descrizione del fondo interrogabile nella banca data raggiungibile on line, un inventario dattiloscritto estratto da questa piattaforma scaricabile dalla rete in formato pdf.
“La Regione” (periodico, Firenze 1954-1975)
Contenuto del Fondo: quattro fascicoli con documenti, menabò, preventivi, progetti redazionali.
Strumenti di ricerca: scheda descrittiva.
Ridolfi Del Panta (documenti del sec. XIX)
Contenuto del Fondo: collezione di raccolte, alcune rare e preziose, di periodici di epoca risorgimentale, appartenuti alla famiglia Ridolfi.
Strumenti di ricerca: catalogo cartaceo e informatizzato interrogabile in sede.
Antonio Rinaldi (Potenza 1914 - Firenze 1982)
Contenuto del fondo: Corrispondenza suddivisa in due nuclei: lettere di amici e lettori e corrispondenza familiare. La prima sezione comprende carteggi indirizzati ad Antonio Rinaldi per un totale di 1200 pezzi, tra i corrispondenti più noti segnaliamo Attilio Bertolucci, Giorgio Bassani, Gianfranco Contini, Giuseppe Raimondi, Alfonso Gatto, Giuseppe Dessì, quest’ultimo carteggio è integralmente pubblicato a cura e con un saggio di Francesca Bartolini in “Insularità. Immagini e rappresentazioni nella narrativa sarda del Novecento”, Roma, Bulzoni, 2011. Le lettere familiari sono altrettanto consistenti ed includono minute di Rinaldi, tra i documenti distinguiamo il carteggio con Liliana De Astis, la moglie morta giovanissima, e quello con Lina Baraldi Dessì, collaboratrice e poi compagna dello scrittore sardo. Si conserva inoltre un piccolo nucleo di corrispondenza tra terzi. Tra i manoscritti si conservano i testi autografi delle poesie, varie stesure con note e varianti, che documentano l'intera produzione poetica di Rinaldi dal 1938 al 1970. Saggi teorici, per la maggior parte pubblicati, composti tra il 1945 ed il 1976; discorsi politici, relativi all’attività di Rinaldi quale esponente del Movimento di Unità Popolare e del Partito Socialista ascrivibili agli anni 1953-1961; prose varie, sezione costituita da più di settanta tra quaderni e taccuini, e cinque fascicoli, essenzialmente si tratta di prose liriche, pensieri e riflessioni, abbozzi di racconti, nei fascicoli spesso si rintracciano trascrizioni dai quaderni. Raccolta di articoli critici e saggi su Rinaldi, tra cui citiamo le firme di Arcangeli, Caproni, Carlucci, Gatto, Raimondi, Ramat; e una raccolta di racconti, poesie, saggi di Rinaldi pubblicati su vari periodici. Collezione di ritagli con articoli di ambito culturale divisi per argomento, si va dalla critica letteraria italiana e straniera alla politica. Fotografie personali e familiari. All’interno del fondo si conservano anche alcuni volumi, principalmente le opere di Rinaldi, per cui è stato stilato un elenco consultabile in sede.
Strumenti di ricerca: La documentazione è in corso di catalogazione ad opera di Francesca Bartolini, nell’ambito di un dottorato di ricerca, la cui conclusione è prevista per il 2013. Il lavoro della studiosa prevede l’inventario completo del Fondo Rinaldi e il regesto della corrispondenza, esclusi i carteggi familiari.
Giovanni Battista Roatta (Ceva 1876 - Firenze 1958)
Contenuto del Fondo: lettere di Vincenzo Gioberti, Andrea Ighina, Silvio Pellico e Carlo Vassallo a Felice Vassallo e ad altri destinatari; fotografie di Giuseppe Garibaldi; un busto in terracotta e un dipinto ad olio ritraenti Roatta.
Strumenti di ricerca: schedario cartaceo disponibile in sala consultazione. Descrizione del materiale iconografico nel data base del Servizio Conservazione.
Ottone Rosai (Firenze 1895 - Ivrea 1957)
Contenuto del Fondo: corrispondenza indirizzata all’artista fiorentino, manoscritti di suoi testi narrativi e d’arte, taccuini e appunti diaristici; carte che dialogano con i libri della biblioteca personale e la collezione dei cataloghi delle mostre personali e collettive a cui ha partecipato e delle esposizioni allestite da colleghi pittori; completano il Fondo giornali e riviste con scritti di Rosai e articoli sulla sua opera, una raccolta di fotografie, una piccola scelta ma suggestiva di oggetti personali.
Strumenti di ricerca: disponibili in sala consultazione elenchi dattiloscritti dei corrispondenti e dei volumi della biblioteca e uno schedario cartaceo per i manoscritti, i documenti a stampa, le fotografie e il materiale eterogeneo; la serie dei carteggi è in corso di riordinamento.
Ernesto Rossi (Livorno 1827 - Pescara 1896)
Contenuto del Fondo: oltre 130 copioni di testi teatrali di autori italiani e stranieri che documentano il repertorio drammatico della compagnia dell’attore livornese.
Strumenti di ricerca: la descrizione del fondo interrogabile nella banca data raggiungibile on line, un inventario dattiloscritto estratto da questa piattaforma scaricabile dalla rete in formato pdf.
Claudia Ruggeri (Napoli 1967 - Lecce 1996)
Contenuto del Fondo: fotocopie dei dattiloscritti delle due raccolte di poesie allestite da Claudia Ruggeri: Inferno minore e Pagine del travaso; miscellanea, che si presenta in maniera informe e disordinata, di dattiloscritti e manoscritti con testi autografi, in verso e in prosa, a cui si aggiungono appunti personali di vario genere; scarne tracce epistolari presenti in vari incartamenti, tra cui una lettera di Franco Fortini datata 10 marzo 1990 (pubblicata ne “l’Incantiere”), minute di Claudia Ruggeri indirizzate a vari destinatari, fotocopia di una lettera di Gregorio Scalise; dattiloscritti del saggio di Donato Valli (pubblicato ne “l’Incantiere”) e di un testo di Gregorio Scalise sulla poesia di Claudia Ruggeri; fotocopie del numero 39-40 de “l’Incantiere” (dicembre 1996) e copia della sezione La ragazza dal cappello rosso tratta dal numero 28 di “Nuovi Argomenti” (2004).
Strumenti di ricerca: elenco sommario disponibile in sala consultazione.
Bruno Saetti (Bologna 1902 - Venezia 1984)
Contenuto del Fondo: corrispondenza indirizzata a Saetti e minute del pittore, materiale bibliografico con libri, riviste e cataloghi di mostre (che documentano l’attività dell’artista), consistente raccolta di fotografie, negativi e lastre che illustrano i quadri e la sua opera grafica, accanto a pellicole di film e fotografie personali, appunti e scritti d’arte, carte varie.
Strumenti di ricerca: disponibili in sala consultazione uno schedario cartaceo (valido per la corrispondenza) e elenchi di consistenza per i materiali a stampa e le altre tipologie di documenti.
Ugo Saltini (Firenze 1877 - 1955)
Contenuto del Fondo: 6 lettere (comprese tra il 1909 e il 1911) indirizzate da Piero Marrucchi a Ugo Saltini, 1 minuta di quest’ultimo scritta per l’amico e datata tra il 1909 e il 1910 (insieme ai documenti epistolari è stata donata anche la stampa di un’ode scritta dal padre scolopio Giuseppe Manni in onore del matrimonio di Marrucchi celebrato nel 1913 con Angelica Conestabile della Staffa), fotocopie di 3 tra lettere e cartoline scritte da Saltini e spedite a Marrucchi tra il 1904 e il 1909.
Strumenti di ricerca: schedario cartaceo disponibile in sala consultazione.
Bino Sanminiatelli (Firenze 1896 - Vignamaggio, Greve in Chianti 1984)
Contenuto del Fondo: corrispondenza indirizzata a Sanminiatelli (insieme a un gruppo di sue minute); manoscritti, dattiloscritti, bozze, relativi ai racconti e ai romanzi di Bino Sanminiatelli, ai suoi saggi e conferenze; diari e agende con appunti personali e di lavoro; raccolta dei suoi articoli di giornale (e del loro materiale preparatorio) e rassegna stampa della letteratura critica su di lui; collezione di una serie di manoscritti di altri autori. Completano il Fondo la raccolta di suoi disegni (insieme ad alcuni ritratti di altra mano) e parte della sua biblioteca personale, conservata a Palazzo Strozzi.
Strumenti di ricerca: inventario interrogabile on line e scaricabile in formato pdf (solo su questa seconda piattaforma è ricercabile la descrizione dei documenti della sottoserie “Articoli di Bino Sanminiatelli” il materiale preparatorio e i ritagli di giornale che è stata inventariata esclusivamente su questo supporto); elenchi delle appendici documentarie che hanno via via integrato il Fondo disponibili in sala consultazione. Biblioteca personale (si veda la pagina descrittiva) schedata come Fondo speciale nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux. Descrizione del materiale iconografico nel data base del Servizio Conservazione.
Piero Santi (Volterra 1912 - Firenze 1990)
Contenuto del Fondo: un paio di brevi racconti di Piero Santi (di cui uno, Calispera, pubblicato in Intorno al cuore di Piero Santi, a cura di Andrea Papi, Bologna, Il Cassero, 1989), due testi in ricordo di Santi scritti da Franco Fortini e Mario Luzi (il primo pubblicato nella monografia del 1989, il secondo in una risorsa internet), un dattiloscritto con la recensione di Carlo Bo al Diario del 1950 e copia dattiloscritta di una intervista di Santi concessa ad Andrea Papi per la rivista “Babilonia”; segue rassegna stampa con una raccolta di recensioni ad alcuni libri di Piero Santi, in particolare sono rappresentati articoli sui suoi maggiori romanzi, quelli editi da Vallecchi tra gli anni ’50 e ’60, come Ombre rosse, Il sapore della menta, Libertà condizionata, La sfida dei giorni. Diario 1943-1946, 1957-1968, più sporadiche le testimonianze su altri titoli, tra cui Ritratto di Rosai e Da un tetto e nelle strade. Firenze sommersa.
Strumenti di ricerca: elenco di consistenza disponibile in sala consultazione.
Vittorio Santoli (Pistoia 1901 - Firenze 1971)
Contenuto del Fondo: corrispondenza, manoscritti e dattiloscritti di saggi e appunti (dalla germanistica alla letteratura popolare), testi di lezioni e conferenze, quaderni di memorie, rassegna stampa degli scritti del germanista, fotografie, documenti personali.
Strumenti di ricerca: disponibili in sala consultazione un elenco di consistenza dei documenti del Fondo e un indice dei corrispondenti.
Francesca Sanvitale (Milano 1928 - Roma 2011)
Contenuto del Fondo: stesure, abbozzi e studi preliminari relativi alla maggior parte della produzione narrativa e saggistica della scrittrice: si conservano autografi a partire dai primi esperimenti di scrittura (in parte inediti e databili agli anni del liceo e dell’università: racconti, abbozzi di romanzi, soggetti cinematografici) fino a L’ultima casa prima del bosco (2003), passando per i testimoni di un romanzo inedito (scritto nella seconda metà degli anni ’50) e per la documentazione riconducibile a romanzi, racconti, saggi: come quella relativa a Il cuore borghese o quella dei romanzi Madre e figlia, L’uomo del parco, Il figlio dell’impero e delle raccolte di racconti La realtà è un dono e Separazioni (di cui si conservano testimonianze relative alla traduzione francese del 2000), per finire ai testi confluiti in antologie e raccolte di saggi (come Le scrittrici dell’Ottocento e Camera ottica). Oltre ai tradizionali documenti cartacei di alcuni romanzi sono presenti anche testimonianze in formato elettronico (cioè documenti di testo elaborati con programmi di videoscrittura). A questa documentazione vanno affiancati taccuini e quaderni con appunti e abbozzi che riguardano la genesi, l’ispirazione e lo svolgimento di tracce narrative che saranno sviluppate in romanzi e racconti, insieme a note più personali di carattere privato; si conservano anche i copioni della commedia teatrale Salvatore e Elisa (1983) e del radiodramma Il leone sul pianerottolo (2000) e testimoni di alcune poesie, ma scritte “per divertimento” in anni giovanili o, per scherzo, a imitazione di grandi poeti, in età più matura. A un piano esclusivamente privato va ricondotta la presenza di un diario intimo degli anni 1943-1944 e di 19 agende degli anni 1977-1995. Circoscritti agli anni ’50 si trovano nel fondo materiali attinenti alle letture redazionali e al lavoro svolto presso l’ufficio stampa della Vallecchi, a recensioni scritte per la radio e a letture e giudizi sulla letteratura francese commissionati dalla casa editrice Mondadori, mentre una consistente documentazione relativa all’attività di produttrice e consulente di programmi per la Rai-TV (scalette di trasmissioni, originali televisivi, trattamenti, sceneggiature, riduzioni, trasposizioni, andati in onda o rimasti allo stato di progetto) è databile dagli inizi degli anni ’60 in avanti. Tra il materiale epistolare i carteggi indirizzati a Francesca Sanvitale sono compresi tra la fine degli anni ’40 e il 1990 (dal primo deposito è stata esclusa la corrispondenza degli anni più recenti e gli scambi epistolari con interlocutori stranieri), accanto alla corrispondenza di amici e colleghi va aggiunta la presenza del carteggio scambiato con il padre (compreso tra il 1935 e il 1973). Tra il materiale a stampa si trovano copie di quasi tutte le opere di Francesca Sanvitale, con i libri dei suoi romanzi, i volumi dei racconti e dei saggi, alcune edizioni straniere con le traduzioni dei suoi testi, insieme alle pubblicazioni in cui figura come prefatrice o curatrice o con contributi di altro genere; segue una raccolta di periodici e una collezione di quotidiani e rotocalchi con testi di articoli che coprono la produzione giornalistica della scrittrice relativa al periodo fiorentino, cioè fino agli inizi degli anni ’60, più saltuaria la presenza degli articoli pubblicati nei decenni successivi; tranne per alcune eccezioni manca la rassegna critica sull’opera della scrittrice (che per il momento ne trattiene presso di sé la raccolta). Completano il fondo copia della tesi di laurea sulle Rime di Franco Sacchetti discussa nell’a.a. 1953 con Giuseppe De Robertis, tesi di laurea e di dottorato su Francesca Sanvitale, inviti, programmi, opuscoli di convegni e manifestazioni a cui ha partecipato (insieme agli appunti presi in vista della presentazione di alcuni libri), premi e riconoscimenti assegnati alla scrittrice (targhe, medaglie ecc.). I libri della biblioteca privata di Francesca Sanvitale sono andati a incrementare la biblioteca del Gabinetto Vieusseux (conservata a Palazzo Strozzi), dove sono identificati come un dono della scrittrice.
Strumenti di ricerca: disponibile in sala consultazione un inventario che descrive l’intera consistenza del Fondo, per la corrispondenza è stato allestito un elenco (parziale) dei mittenti; la biblioteca schedata nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux.
Francesco Sapori (Massalombarda, Ravenna 1890 - Roma 1964 )
Contenuto del Fondo: alcuni manoscritti con testi autografi, documentazione sparsa su un progetto per il quale Sapori chiese il sostegno dell’Unesco alla fine degli anni ’50 (una non meglio precisata iniziativa editoriale nata nell’alveo della rivista “Il Mediterraneo” da lui diretta).
Strumenti di ricerca: schedario cartaceo disponibile in sala consultazione.
Lala Sarsowska (Viijuri 1907 - Firenze 2000)
Contenuto del Fondo: carteggi indirizzati a Lala Sarsowska (insieme ad alcune sue minute), testi e appunti con sue riflessioni sulla musica, poesie e annotazioni di vario genere, una raccolta di programmi, inviti, locandine, recital e incontri culturali, grazie ai quali si può ricostruire l’attività concertistica della cantante, una scelta di documenti personali (tra cui testimonianze relative alle persecuzioni subite in seguito all’entrata in vigore delle leggi razziali), cataloghi d’arte e altro materiale bibliografico eterogeneo, una piccola raccolta di ritagli di giornale con articoli su alcuni momenti della sua carriera e su argomenti vari, album e raccoglitori contenenti fotografie di suoi ritratti o scatti di colleghi, familiari e amici (insieme alle fotografie sono conservati anche ritagli e ricordi di avvenimenti biografici e professionali).
Strumenti di ricerca: elenco sommario del fondo disponibile in sala consultazione.
Alberto Savinio (Atene 1891 - Roma 1952)
Contenuto del Fondo: corrispondenza, manoscritti letterari e musicali, agende e taccuini, ritagli di giornale, biblioteca personale, alcune registrazioni radiofoniche di testi e musiche saviniane, due scenografie di rappresentazioni teatrali, oggetti personali.
Strumenti di ricerca: schedario cartaceo per la corrispondenza, i manoscritti (compresa la sezione musicale) e la raccolta dei testi e dei saggi dell’autore apparsi su rivista; disponibili in sala consultazione anche un elenco sintetico della sezione letteraria del Fondo e elenchi dattiloscritti dei mittenti e delle registrazioni audio. Schedario cartaceo dei volumi della biblioteca personale (si veda la pagina descrittiva). Descrizione di disegni, conservati tra i documenti di archivio, nel data base del Servizio Conservazione.
William John Scovil (1881 - Firenze 1974)
Contenuto del Fondo: piccolo carteggio composto da una trentina di documenti epistolari, tra missive indirizzate al barone Charles Alexander de Cosson e minute di quest’ultimo. I corrispondenti con i quali de Cosson è in contatto sono per lo più collezionisti o mercanti, antiquari o funzionari di musei; accanto alle lettere si conservano anche altri documenti di tipo miscellaneo (appunti, ricevute, expertise, ritagli di giornale) tutti più o meno gravitanti intorno alla materia di cui il barone era riconosciuto come un vero intenditore e cioè quella delle armi e delle armature antiche e degli oggetti di antiquariato in genere. Le carte d’archivio sono state trovate tra i libri della biblioteca Scovil (che conta circa 1300 opere, la maggior parte in lingua inglese). Come la provenienza dei libri era solo in minima parte riconducibile a William John Scovil così i documenti epistolari non sono associabili direttamente a lui ma, appunto, al nonno della moglie, il barone de Cosson.
Strumenti di ricerca: elenco che descrive i documenti epistolari del carteggio scaricabile in formato pdf; la biblioteca (si veda la pagina descrittiva), conservata a Palazzo Strozzi, schedata come Fondo speciale nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux.
Clara Sereni (Roma 1946)
Contenuto del Fondo: fanno parte della Serie della “corrispondenza” oltre 4000 fra lettere e biglietti inviati a Clara Sereni tra il 1987 e il 2006 da circa 700 corrispondenti, tra amici, letterati, politici, giornalisti, case editrici e istituzioni culturali, allegati ai carteggi ricevuti dalla scrittrice spesso sono conservate anche le minute di risposta della Sereni, oltre a materiale a stampa vario. Tra gli “scritti” (la seconda Serie del Fondo) sono conservati innanzitutto i manoscritti e i dattiloscritti relativi alla stesura dei libri di Clara Sereni, materiale che rende testimonianza delle diverse fasi di lavorazione del testo, dalle prime stesure alle bozze di stampa, si tratta di documentazione ordinata cronologicamente secondo la data di composizione o di edizione delle seguenti opere: Sigma Epsilon, Casalinghitudine, Manicomio primavera, Il gioco dei regni (denominato originariamente Miška, e poi Samarcanda), Eppure, Taccuino di un’ultimista, Passami il sale, Le merendanze, Il lupo mercante. Accanto alla produzione letteraria ce n’è una a carattere più intimo, che comprende 28 tra diari, quaderni e block-notes in cui l’autrice ha riportato con una certa costanza dal 1959 al 2007 pensieri, incontri e riflessioni quotidiane; particolarmente interessanti risultano i libretti, collocabili tra il 1962 e il 1965, in cui sono annotate intere pagine di citazioni, da autori classici o contemporanei, accanto a dediche e pensieri di amici. Conclude la Serie degli “scritti” una raccolta di riviste e ritagli di giornale (anche se non mancano pagine dattiloscritte) con articoli, racconti e interventi apparsi su quotidiani, riviste e miscellanee dove compaiono i pezzi giornalistici di Clara Sereni dal periodico scolastico ciclostilato “Ulisse. Giornale del Circolo culturale «Pilo Albertelli»” alle rubriche su “l’Unità” e “il Manifesto” e un apparato bibliografico con i libri pubblicati dalla scrittrice. La Serie della documentazione raccolta sull’opera di Clara Sereni (che ne testimonia l’accoglienza critica tra il 1974 e il 2008) comprende una rassegna stampa con saggi e recensioni , le tesi di laurea discusse sulla figura della scrittrice, monografie che in qualche modo riguardano il suo lavoro, una serie di cassette VHS con sue interviste e partecipazioni televisive. La Serie delle “Carte familiari” raccoglie carteggi, documenti d’archivio, manoscritti e pubblicazioni relativi a tre generazioni delle famiglie Sereni, Pontecorvo e Silberberg. Si ritrovano in particolare varie carte di appunti, lettere e traduzioni di Xenia Panphilova Silberberg, nonna di Clara; la numerosa corrispondenza della madre di Clara, Xenia Silberberg; note e lettere in fotocopia di Enzo ed Emilio Sereni (significativa soprattutto la documentazione relativa al padre di Clara), oltre alle pagine del “Giornale dei regni”, il gioco che i fratelli facevano da ragazzi e che ha suggerito il titolo al libro della scrittrice; diari e lettere di Ermelinda Pontecorvo, sorella di Alfonsa Sereni; documenti e pubblicazioni varie (dagli alberi cronologici delle famiglie in questione ai saggi sulla vicenda di Enzo Sereni, ad articoli di giornale relativi all’industria tessile dei Pontecorvo). Le vicende che hanno portato alla raccolta di tale documentazione proveniente anche dall’Archivio Ef’al a Revivim e dall’Archivio centrale di Stato di Roma raccolta da Clara Sereni durante ricerche svolte in Italia e in Israele, sono narrate dall’autrice stessa nella postfazione Dopo la storia: perché che accompagna il romanzo Il gioco dei regni. Una Serie di “documentazione varia” raccoglie materiale riferibile a iniziative professionali e alla storia personale di Clara Sereni: documenti relativi all’incarico di vice sindaco della Sereni, quelli riguardanti il viaggio compiuto negli Stati Uniti nel 1999, quelli attinenti al Club “Punto e a Capo” e, infine, quelli connessi all’ambito scolastico (pagelle, libretti universitari, quaderni). Completa il Fondo una raccolta di premi, attestati e riconoscimenti ricevuti dalla scrittrice.
Strumenti di ricerca: descrizione dell’intero Fondo ricercabile tra gli inventari on line.
Giorgio Settala (Giorgio Hirsch, Trieste 1895 - Firenze 1960)
Contenuto del Fondo: quadri ad olio e tempera, disegni; corrispondenza di Giorgio e della moglie Elena Cussini, articoli e saggi, recensioni all’attività artistica del pittore, fotografie di opere d’arte, fotografie e documenti personali, documenti attestanti donazioni di sue opere all’Istituto di storia dell’arte medievale e moderna dell’Università di Pisa, alle Gallerie di Parma, al Gabinetto disegni e stampe della Galleria degli Uffizi, e alla biblioteca Marucelliana di Firenze, al comune di Lastra a Signa.
Strumenti di ricerca: inventario disponibile in formato pdf e sotto forma di data base interrogabile on line (in questa piattaforma il livello di descrizione è più analitico); descrizioni del materiale iconografico nel data base del Servizio Conservazione (in sala consultazione disponibili anche schede particolareggiate delle opere di Giorgio Settala conservate nel Fondo).
Enzo Siciliano (Roma 1934 - 2006)
Contenuto del Fondo: il fondo è costituito innanzitutto dalla corrispondenza indirizzata a Enzo Siciliano (insieme a un gruppo di sue minute). Seguono poi esemplari manoscritti e dattiloscritti di copioni teatrali, di traduzioni, di testi narrativi e critici a firma di Siciliano, insieme a suoi quaderni di appunti e scritti vari, fogli e note sparse, documentazione relativa a autori vicini alle posizione del critico-scrittore (è il caso per esempio di Alberto Moravia) e altro materiale eterogeneo; tra le carte del fondo presenti anche un dattiloscritto e le bozze di stampa di Eros e Priapo: da furore a cenere di Carlo Emilio Gadda: Siciliano affiancò infatti lo scrittore milanese nel lavoro di redazione in vista dell’uscita dell’edizione Garzanti datata 1967. Altre tipologie documentarie chiamano in causa una rassegna stampa che comprende la raccolta degli articoli di Siciliano (ordinati cronologicamente dal 1970 al 2006) e alcuni album con la rassegna critica (si va dal 1966 al 1998) collezionata su di lui; ritagli di articoli e saggi sono conservati anche, in maniera miscellanea, tra le carte dei “manoscritti”. Tra il materiale iconografico si trova una piccola raccolta di disegni di amici artisti e alcuni manifesti teatrali. Si conservano inoltre alcune audiocassette relative a trasmissioni radio a cui Enzo Siciliano ha partecipato tra il 1980 e il 1991, la collezione della rivista “Nuovi Argomenti” (di cui si può trovare la raccolta dal 1966 alla fine degli anni ’90), onorificenze varie. Oltre a documenti che rappresentano atti e vicende personali il fondo fa riferimento anche a testimonianze della vita degli enti a cui Siciliano ha collaborato: come la rivista “Nuovi Argomenti”, il Gabinetto Vieusseux, la Rai-tv.
Strumenti di ricerca: disponibili in sala consultazione indice dei mittenti del carteggio (sono elencate le corrispondenze comprese dagli anni ’50 fino al 2000: restano quindi da ordinare i carteggi più recenti), elenco di consistenza per le altre tipologie di documenti, elenco sommario della rassegna stampa, schedario cartaceo per le carte Gadda.
Armando Spadini (Firenze 1883 - Roma 1925)
Contenuto del Fondo: la Serie della corrispondenza costituisce la parte più consistente del fondo, è composta dai carteggi indirizzati (da amici, collezionisti, conoscenti e familiari) ad Armando Spadini e a Pasqualina Cervone; del pittore e di sua moglie si conservano anche missive a loro firma (presenti in copia e in documento originale o anche sotto forma di minute e di appunti epistolari) indirizzate a vari destinatari; fanno parte di questa sezione anche alcuni carteggi scambiati tra altri corrispondenti (in copia e in originale) e un piccolo epistolario indirizzato a Pasqualina Spadini (nipote della coppia e figlia dello scultore Andrea Spadini) raccolto in gran parte nel 1983 in occasione della morte del padre e tra gli anni 1983/84 in vista dell’organizzazione di alcune mostre in memoria di Armando. La Serie intitolata ai manoscritti e alle carte varie contiene scritti e appunti di Spadini (si tratta di scarne note su argomenti sparsi), testi critici su di lui di amici e critici d’arte, insieme a materiale di natura eterogenea: come l’autografo del discorso commemorativo di Soffici tenuto a Poggio a Caiano nel 1925 (con copia del libretto che riporta il testo a stampa e fotografia della lapide del sepolcro con l’epigrafe dettata dallo stesso Soffici), una poesia di Papini, fotocopie di una monografia sul pittore toscano pubblicata da Soffici in francese nel 1925, manoscritti di Antonio Baldini preparati in vista della pubblicazione di articoli e saggi (in particolare per l’uscita di Carte e memorie del febbraio 1934), le fotografie della sala che gli fu dedicata nel 1924 alla Biennale di Venezia, materiale di Dante Spadini, fotocopie e un pieghevole relativi a cataloghi di mostre d’arte, documentazione personale con titoli e onorificenze, ritratti fotografici del pittore e dei suoi familiari, 1 dipinto ad olio (su carta) di Leonetta Cecchi Pieraccini, ecc.. Completano il fondo una raccolta di ritagli a stampa con una rassegna di articoli di critica sul pittore dagli inizi del Novecento fino agli anni ’80 del secolo scorso, e una piccola sezione libraria con saggi, monografie e cataloghi di mostre dedicate all’opera di Spadini (tra cui le Sedici tavole prefate da Ugo Ojetti nel 1920, un estratto dal fascicolo della “Nuova Antologia”, febbraio 1934, fasc. n° 1486 con le pagine di Carte e memorie dedicate da Baldini a Armando Spadini, la monografia di Borgese e Vergani del 1946, il catalogo della mostra allestita a Roma e Firenze tra il 1983 e il 1984 e il carteggio Papini-Spadini edito da Scheiwiller nel 1984).
Strumenti di ricerca: inventario dattiloscritto scaricabile dalla rete in formato pdf.
Italo Tavolato (Trieste 1889 - Roma 1963)
Contenuto del Fondo: testo manoscritto con il titolo autografo di Immoralismi, parzialmente edito in “Lacerba” (1913-1914) e altre carte manoscritte con testi (in particolare traduzioni) di Tavolato.
Strumenti di ricerca: la descrizione del fondo interrogabile nella banca data raggiungibile on line, stampa delle due schede estratte da questa piattaforma disponibile in sala consultazione.
“Teatro Città di Firenze” (Firenze, 1948 - 1949)
Contenuto del Fondo: documentazioni relative all’attività del Circolo teatrale, di cui Bonsanti fu vicepresidente: statuto, contratti, corrispondenza, inviti, fotografie, statuti, regolamenti ecc.
Strumenti di ricerca: schede cartacee.
“Teatro delle due città” (Firenze, 1953)
Contenuto del Fondo: carte amministrative e documentazioni diverse relative all’attività del Teatro ed alla sua gestione.
Strumenti di ricerca: schede cartacee.
Nino Tirinnanzi (Greve in Chianti 1923 - 2002)
Pittore, allievo di Ottone Rosai, con il quale frequentò ancora adolescente lo storico caffè fiorentino Le Giubbe Rosse, dove conobbe Montale, Betocchi, Landolfi, Capocchini, Martinelli e molti altri artisti e letterati. Collaborò con la sua opera grafica al mensile “Criterio”, diretto da C.L. Ragghianti, e partecipò a varie Biennali e Quadriennali, ed altre rassegne in Italia e all’estero, non aderendo mai a gruppi o movimenti. Ottenne numerosi premi e riconoscimenti: per due volte conseguì il Premio nazionale del Fiorino e il Premio Golfo de La Spezia.
Contenuto del Fondo: corrispondenza, minute, manoscritti, riproduzioni fotografiche.
Strumenti di ricerca: inventario della corrispondenza (le descrizioni dei carteggi in corso di inserimento tra gli inventari on line) ed elenco di consistenza dei manoscritti disponibili in sala di consultazione.
Mario Tobino (Viareggio 1910 - Agrigento 1991)
Per documenti e altre informazioni sulla figura di Mario Tobino si rimanda al sito della Fondazione Mario Tobino.
Contenuto del Fondo: carteggi indirizzati a Tobino da oltre 700 mittenti (in totale si contano circa 1900 pezzi); tra i corrispondenti si riconoscono i nomi di colleghi scrittori, critici e artisti, ma le associazioni potrebbero essere varie e intercambiabili: ci sono amici lucchesi e bolognesi o, molto importanti per la ricostruzione della formazione dei testi tobiniani, i carteggi scambiati con le case editrici con cui ha collaborato (Vallecchi, Einaudi, Mondadori, e poi Bompiani, le Edizioni della Meridiana, Tumminelli, Nuova Accademia editrice, Garzanti ecc.); a Tobino scrivono anche dalle redazioni di molti giornali e riviste dove ha fatto uscire i suoi testi e non mancano corrispondenze di carattere personale o familiare. In un corpus di natura principalmente letteraria si riconoscono però anche tracce epistolari di natura medico-scientifica, come le lettere ricevute dai vari ospedali psichiatrici dove Tobino ha prestato servizio. Al grosso delle corrispondenze destinate a Tobino si aggiunge una piccola raccolta di documenti epistolari a firma dello scrittore (saltuarie, ma interessanti, spie del pensiero dell’autore: alcune delle missive sono infatti destinate a case editrici o a critici letterari), che si conservano in forma di copia o minuta o anche in originale. Nella Serie dei “manoscritti” sono documentate varie stesure di quasi tutte le opere tobiniane (queste fonti vanno comunque integrate dalla serie di quaderni conservati nell’archivio privato della famiglia Tobino), che si presentano sotto diverse versioni e vari gradi di approfondimento (in forma di manoscritto e dattiloscritto, bozze di stampa, stralci apparsi sulla stampa periodica e secondo altri tipi di testimonianze); con alcune eccezioni (per esempio non si conservano testimoni dell’angelo del Liponard e quasi completamente assenti gli autografi relativi alle libere donne di Magliano) si può ricostruire la genesi di quasi tutta la produzione letteraria di Tobino: a cominciare da Il figlio del farmacista, per proseguire con Bandiera nera, Il deserto della Libia, Due italiani a Parigi, L’asso di picche, La brace dei Biassoli (accanto al romanzo è presente la sceneggiatura a firma di Tobino e di Giovanni Fago dell’adattamento televisivo andato in onda nel 1981), Passione per l’Italia, Il clandestino (molte le testimonianze preparatorie del maggiore dei romanzi dello scrittore, tra cui le bozze di The Underground, la traduzione americana del testo), L’Alberta di Montenero, Sulla spiaggia e di là dal molo, Una giornata con Dufenne, Per le antiche scale, Veleno e amore secondo, Biondo era e bello, Arno, La bella degli specchi, Il perduto amore, Gli ultimi giorni di Magliano, La ladra, Zita dei fiori, copioni della commedia La verità viene a galla (una versione teatrale è presente anche di un episodio del deserto della Libia), Tre amici, Il manicomio di Pechino, Una vacanza romana. Oltre a testimoni relativi a singole opere si trovano molti altri materiali più eterogenei, con testi di varia natura a firma di Tobino (articoli, racconti, testi inediti, abbozzi ecc., con qualche documento relativo anche a scritti di natura medico-scientifica) o di altri autori (per esempio la riduzione televisiva intitolata L’ammiraglio e girata nel 1965 del clandestino e la sceneggiatura di Per le antiche scale, film diretto da Mauro Bolognini negli anni ’70). La “rassegna stampa” comprende una raccolta dei ritagli di giornale e i fascicoli di riviste che contengono i testi (articoli, saggi, poesie, racconti ecc.) di Mario Tobino apparsi sulla stampa periodica (tra le testate più ricorrenti si segnala il “Corriere della Sera”, “la Fiera letteraria”, “Il Mondo”, “La Nazione”, “Risorgimento socialista”, “Il Selvaggio”, “Il Ventuno”): anche qui il genere dei contributi rientra quasi esclusivamente in quello letterario ma non mancano alcuni titoli con studi di natura psichiatrica; oltre ai pezzi a firma di Tobino si conserva una rassegna critica sullo scrittore con recensioni sulla sua opera e, infine, altro materiale eterogeneo. Completa il fondo una sezione di “carte varie” con contratti stipulati con case editrici, atti e certificati attestanti la situazione anagrafica di Tobino, il suo curriculum studentesco, l’esperienza professionale e la vita militare degli anni di guerra, un piccolo nucleo di fotografie con alcuni ritratti dello scrittore e dei familiari, documenti personali (tessere studentesche, documenti di identificazione ecc.), materiale vario (tra cui un regolamento del manicomio lucchese di Maggiano).
Strumenti di ricerca: le descrizioni della Serie della corrispondenza e di quella della rassegna degli scritti di Tobino apparsi sulla stampa periodica sono ricercabili tra gli inventari on line; inventario dattiloscritto, disponibile in sala consultazione, per gli autografi di poesie, romanzi, racconti, poesie e articoli; non sono inventariati dettagliatamente la letteratura critica sullo scrittore e le carte varie.
Orazio Toschi (Lugo, Ravenna 1887 - Firenze 1972)
Contenuto del Fondo: la prima Serie del fondo è costituita dalla corrispondenza indirizzata a Toschi (e da sue minute di documenti epistolari), nel suo insieme rappresenta una fonte importante per la ricostruzione della carriera del pittore e per recuperare informazioni che riguardano più da vicino la sua sfera personale. Altri carteggi (che costituiscono la seconda Serie del fondo) sono quelli scambiati tra altri corrispondenti. La Serie degli scritti e delle pubblicazioni di Orazio Toschi comprende i testi critici del pittore romagnolo, che si presentano sotto forma di manoscritti, dattiloscritti, ritagli di giornale o monografie; questo materiale, dai contenuti molto eterogenei, risulta essere utile soprattutto per mettere a fuoco le posizioni di Toschi riguardo la pittura contemporanea, sistematizzate dall’artista in Pittura lirica (Fermo, Properzi, 1921, 2ª ed. Faenza, F.lli Lega, 1932) e in La vera via della pittura (presentazione di Giovanni Papini, Milano, Nuova Accademia editrice, 1960); sono presenti in questa sezione anche copie delle edizioni dei libri didattici dedicati da Toschi all’insegnamento del disegno nelle scuole. Della Serie degli scritti dei e sui familiari di Toschi fanno parte documenti appartenuti ai parenti del pittore e gli articoli che parlano di loro: si tratta di manoscritti, dattiloscritti, ritagli di giornale ecc. da cui si ricavano notizie sulla famiglia Toschi. La rassegna della letteratura critica su Toschi, con ritagli di giornale, articoli, libri e monografie, cataloghi di mostre, dattiloscritti con testi sul pittore costituisce la Serie E. Documenti personali e carte varie (Serie F) comprendono certificati, contratti di lavoro, fatture e ricevute, fotografie (personali o scattate in occasione di vernissage), tessere, materiale bibliografico (riviste, manifesti, inviti a mostre ecc.), libri di firme raccolte durante il corso di esposizioni, carte, appunti e elenchi di varia natura, articoli di giornale su altri artisti o intellettuali, quaderni con un diario personale degli anni 1968-1969. In una piccola sezione bibliografica (Serie G) si trovano libri e monografie su argomenti vari, riviste e bollettini d’arte. L’ultima sezione del fondo (Serie H) è composta da tre diverse sottoserie: I) una fototeca che rappresenta la produzione iconografica dell’artista dal 1906 al 1972 (nella maggior parte dei casi si tratta di fotografie, stampe su carta e lastre al bromuro d’argento, ma sono presenti anche altre tipologie di materiale); II) stampe di riproduzioni di opere d’arte dei maestri del passato; III) disegni, bozze e schizzi realizzati da Orazio Toschi (il materiale è servito in parte per le tavole che illustrano i libri che Toschi ha pubblicato a scopi didattici, o, in alternativa, si tratta di disegni con soggetti e tecniche varie).
Strumenti di ricerca: la descrizione del fondo interrogabile in un inventario scaricabile dalla rete in formato pdf e raggiungibile nella banca dati che risiede in una piattaforma on line. Descrizione delle opere della collezione d’arte nel data base del Servizio Conservazione.
Federigo Tozzi (Siena 1883 - Roma 1920)
Contenuto del Fondo: manoscritti e dattiloscritti, bozze e materiale preparatorio dei principali romanzi, manoscritti e dattiloscritti delle novelle, scritti teatrali, materiale bibliografico raccolto dalla moglie Emma e dal figlio Glauco.
Strumenti di ricerca: disponibile in sala consultazione un inventario dattiloscritto (steso sulla falsariga dell’ordinamento operato dal figlio Glauco).
Ferruccio Ulivi (Borgo San Lorenzo 1912 - Roma 2002)
Contenuto del Fondo: la corrispondenza indirizzata a Ferruccio Ulivi (insieme alle poche minute di cui si conserva copia) può essere ricondotta a suddivisioni di comodo: una prima categoria, tra i vari toni che un epistolario può assumere, comprende carteggi di natura formale e strettamente legati alle figure istituzionali ricoperte da Ulivi nel corso della sua lunga attività; altra tipologia di carteggi riguarda scambi epistolari più confidenziali con aspiranti poeti o scrittori; infine, si incontrano carteggi più consistenti di natura anche privata con personalità del panorama letterario italiano. Parte della corrispondenza è conservata in una sezione distinta dell’archivio, ossia nei fascicoli tematici relativi alle opere di narrativa pubblicate da Ulivi. La Serie dei “fascicoli tematici” si articola appunto in fascicoli relativi alle varie pubblicazioni di Ulivi: è stato lo stesso scrittore a raccogliere “per materia” documenti epistolari ricevuti in occasione dell’uscita delle sue opere o del riconoscimento di un premio letterario assegnato a un suo libro; in omaggio al principio del “rispetto del fondo” si è mantenuto tale ordinamento, incrementando ulteriormente la consistenza dei 16 dossier in cui si conservano materiali riguardanti altrettanti titoli uliviani con recensioni, presentazioni, materiale preparatorio e, in alcuni casi, bozze di stampa. Gli “altri scritti di Ferruccio Ulivi” comprendono materiale a stampa (articoli, estratti, recensioni, racconti, interviste, necrologi), bozze di stampa e manoscritti: documenti di natura eterogenea che riguardano l’attività dello scrittore al di là delle opere di narrativa edite e già descritte nella seconda Serie. La raccolta delle “recensioni agli altri scritti di Ferruccio Ulivi” si compone di articoli riguardanti i saggi, le antologie e le presentazioni pubblicate da Ulivi e che hanno avuto risonanza nel panorama culturale italiano. I materiali sulle conferenze tenute da Ulivi costituiscono una ulteriore sezione del fondo: si tratta di documentazione di varia tipologia (principalmente inviti a stampa ma anche opuscoli, ritagli di giornale, dattiloscritti, fotografie e locandine) riguardanti gli interventi orali di Ulivi quale relatore di conferenze, convegni, pubbliche letture, lezioni, presentazioni di volumi e di mostre effettuate nel corso della lunga carriera di studioso e critico letterario e artistico. La Serie delle fotografie comprende ritratti fotografici di Ferruccio Ulivi, ripreso in compagnia di altri intellettuali o immortalato in occasione di eventi di vario genere; non è stato possibile identificare con esattezza le circostanze che stanno dietro questi scatti, in caso contrario (cioè di sicura attribuzione di un soggetto o di una “cornice”) le fotografie sono state descritte in altre sezioni del fondo insieme a documentazione simile per oggetto o argomento. Completa il fondo la biblioteca personale di Ulivi, composta da circa 650 volumi tra titoli di Ulivi stesso e di altri autori: essenzialmente si tratta di opere di narrativa, molte delle quali recano una dedica autografa allo scrittore toscano.
Strumenti di ricerca: la descrizione del fondo interrogabile in un inventario scaricabile dalla rete in formato pdf e raggiungibile nella banca dati che risiede in una piattaforma on line; la sezione bibliografica schedata nel catalogo on line della biblioteca del Gabinetto Vieusseux.
Giuseppe Ungaretti (Alessandria d’Egitto 1888 - Milano 1970)
Contenuto del Fondo: manoscritti e dattiloscritti dell’opera poetica, dell’attività critica e di traduttore di Ungaretti. Scritti critici e recensioni su di lui, corrispondenza personale e di lavoro.
Strumenti di ricerca: descrizione della serie della corrispondenza ricercabile tra gli inventari on line; inventario di consistenza per le altre serie del Fondo.
Gianni Vagnetti (Firenze 1897 - 1956)
Contenuto del Fondo: scelta di corrispondenze personali indirizzate al pittore da colleghi artisti, a cui si aggiungono carteggi (indirizzati a Vagnetti e a sua moglie) di natura in gran parte amministrativa (provenienti da gallerie, enti, premi, istituti o raccolti su un soggetto monografico come l’allestimento di scenografie ecc.), si conservano inoltre anche alcune minute di lettere di Gianni e Gioia Vagnetti. Una serie di manoscritti e dattiloscritti documentano i saggi di critica d’arte dello stesso Vagnetti (con anche un suo esempio di prova narrativa) e testi critici su di lui. Una rassegna stampa raccoglie la letteratura critica sull’opera del pittore (insieme a suoi interventi apparsi in varie testate) con contributi estratti da periodici o da cataloghi di mostre, dal 1929 fino ai ritagli con articoli di giornale relativi alle mostre e alle monografie uscite tra gli anni ’70 e ’90. Una serie di fotografie, a colori e in bianco nero, illustrano dipinti, disegni, affreschi, bozzetti, scenografie: nel complesso costituiscono una ricca fototeca che copre (seppure in modo disordinato) la produzione artistica di Vagnetti dal 1922 al 1956; si conservano anche diapositive e schede delle opere integrate da fotografie; le illustrazioni sono tratte anche da cartoline e da ritagli di giornale; oltre a questo genere di immagini/documento, si conserva un album con fotografie personali di Vagnetti e dei suoi familiari, fotografie di gruppo scattate insieme a colleghi in occasione di incontri pubblici, alcuni ritratti di amici artisti. Una piccola scelta di documenti personali presenta note biografiche, documentazione sulle sue attività professionali (di insegnante e di artista), sui titoli ricevuti, insieme a curricula e a materiale eterogeneo. Una sezione di materiale bibliografico contiene cataloghi di mostre personali e collettive, monografie, periodici e libri d’arte che dal 1922 al 2003 testimoniano la fortuna critica di Vagnetti; tra il materiale sciolto molti inviti e pieghevoli di mostre. Una collezione iconografica ospita circa 90 disegni (secondo varie tecniche: acquerello, matita, penna, carboncino ecc.) e un paio di dipinti a olio di Vagnetti; a cui si aggiunge una piccola raccolta di disegni di Ulisse Cambi.
Strumenti di ricerca: un elenco di consistenza del fondo disponibile in sala consultazione, un indice analitico delle carte che fanno parte del lascito della Regione Toscana (2011) scaricabile in formato pdf. Descrizione delle opere della collezione d’arte nel data base del Servizio Conservazione.
Enrico Vallecchi (Firenze 1902 - 1990)
Contenuto del Fondo: corrispondenza di autori vari alla Casa editrice Vallecchi, i carteggi sono indirizzati quasi esclusivamente a Enrico Vallecchi e, in minima percentuale, a Attilio Vallecchi; insieme a questa documentazione Enrico Vallecchi ha donato anche quella parte del carteggio di Giuseppe Prezzolini che aveva acquistato ad un’asta agli inizi degli anni Sessanta, si tratta delle corrispondenze indirizzate a Prezzolini rimaste nelle mani di Dolores Faconti, la prima moglie dello scrittore: questo materiale rimane dunque aggregato al fondo Vallecchi. Successivamente il fondo è stato incrementato con due piccole donazioni (con carte relative sia ai Vallecchi che a Prezzolini) da parte di Olga Ragusa e di James Beck. Nell’ottobre 2010 il fondo è stato integrato dalla ulteriore donazione di un archivio fotografico (creato da Alessia Lenzi, con la collaborazione del fotografo Adriano Bartolozzi) che documenta la raccolta di disegni servita da apparato iconografico per le edizioni Vallecchi.
Strumenti di ricerca: per la corrispondenza Vallecchi sono stati allestiti uno schedario cartaceo, disponibile per le ricerche in sala consultazione, e un indice dei mittenti scaricabile dalla rete in formato pdf; il carteggio Prezzolini è stato descritto in un inventario a stampa (Fondo Vallecchi. Carteggio Prezzolini, a cura di Guglielmo Bartoletti, Firenze, Tip. Mori, 1991) e elencato sinteticamente in un indice dattiloscritto dei mittenti scaricabile da internet. Descrizione di disegni e schizzi di mano di alcuni mittenti, conservati tra la corrispondenza Vallecchi, nel data base del Servizio Conservazione.
Atto Vannucci (Tobbiana, Pistoia 1810 - Firenze 1883)
Contenuto del Fondo: carteggio indirizzato da Atto Vannucci a Carlo Martelli e ad altri corrispondenti, alcune minute di Martelli a Vannucci.
Strumenti di ricerca: inventario a stampa, a cura di C. Del Vivo (Firenze, Giunta Regionale Toscana - La Nuova Italia, 1986).
Sandro Volta (Lucca 1900 - Fregene 1986)
Contenuto del Fondo: piccola raccolta di carteggi indirizzati a Sandro Volta (i corrispondenti sono 23, poco più di 50 i documenti epistolari, datati tra il 1925 e il 1976); documenti privati e personali (tra cui una genealogia della famiglia Volta), certificati, tessere associative, una rassegna stampa con i necrologi usciti nel 1986 in memoria del giornalista (insieme ad altro materiale bibliografico); tra le fotografie le stampe (a cui si aggiungono un paio di ritagli di giornale illustrati) sono poco più di una trentina e sono relative a immagini “reduci” da lontani viaggi (Buenos Aires, Tokyo) o “bottino” del corrispondente di guerra (in Spagna, Francia, URSS, Turchia), ma anche a scatti ripresi in situazioni più domestiche o familiari, come le fotografie degli ospiti della villa lucchese dei Broglio a San Michele a Moriano, o le “istantanee” scattate all’interno di redazioni di giornali o quelle con i ritratti di amici e colleghi che lo riprendono accanto a Giovanni Battista Angioletti, Antonio Baldini, Amerigo Bartoli, Enrico Falqui, Leo Longanesi, Giorgio Morandi, Enrico Pea, Ardengo Soffici, Mario Tobino, per finire alle immagini di Volta bambino e giovinetto.
Strumenti di ricerca: descrizione nel Fondo ricercabile tra gli inventari on line.
Piccole raccolte di documenti:
- “L’Antico Fattore”: elenchi di firme che letterati e artisti che hanno lasciato in occasione dell’assegnazione del premio bandito dall’omonimo locale fiorentino.
- Alberto Arbasino: appunti scritti da Harold Acton alla fine degli anni Sessanta per Alberto Arbasino: la breve nota in cui il collezionista-dandy ricorda il gruppo cosmopolita degli anglo-fiorentini è entrata a far parte, tradotta in italiano, delle Due orfanelle: Venezia e Firenze, testo pubblicato dallo scrittore lombardo nel 1968.
- Gino Capponi: piccola raccolta di 5 lettere di Gino Capponi, i destinatari sono Giuseppe Tassinari, Ippolito Rosellini e M. Cellini, mentre in un paio di casi i corrispondenti restano sconosciuti.
- Bartolo Cattafi: manoscritti della raccolta di poesie postume Occhio e oggetto precisi (Milano, Scheiwiller, 1999).
- Corsini (famiglia, sec. XIX): album di fotografie, album di firme, carte varie.
- Diego Garoglio: 2 poesie intitolate Nirvana e Risalendo la Faella e una cartolina di Garoglio indirizzata a Odoardo Campa.
- Istituto SS. Annunziata (Collegio femminile, sec. XX): volume con attestati di merito.
- “Il Lauro”: corrispondenza e materiale vario dell’associazione culturale che ebbe fra i suoi esponenti Alessandro Bonsanti e Arturo Loria.
- Monaldo Leopardi: sei documenti relativi a un benefizio ecclesiastico in favore di Pier Francesco Leopardi e una lettera autografa di Monaldo.
- Alberto Moravia: trascrizione (in versione dattiloscritta e manoscritta, con numerose varianti e correzioni rispetto al testo dato alle stampe) dell’intervista concessa da Alberto Moravia a Alain Elkann: rappresenta la stesura preliminare di Vita di Moravia (1ª ed. Bompiani, 1990), l’autobiografia scritta a quattro mano dello scrittore romano.
- “La Regione”: quattro fascicoli con documenti, menabò, preventivi, progetti redazionali della rivista dell’Unione regionale delle province toscane, fondata e inizialmente diretta da Alessandro Bonsanti (uscita, con varia periodicità, dal 1954 al 1975, sospesa dal 1958 al 1962).
- Ridolfi Del Panta: collezione di raccolte, alcune rare e preziose, di periodici di epoca risorgimentale, appartenuti alla famiglia Ridolfi.
- G. Targioni Tozzetti: quaderno di memorie annotate dallo studente G. Garbocci.
- “Teatro Città di Firenze”: documentazioni relative all’attività del Circolo teatrale (Firenze, 1948 - 1949), di cui Bonsanti fu vicepresidente.
- “Teatro delle due città”: carte amministrative e documentazioni diverse relative all’attività del Teatro (Firenze, 1953) ed alla sua gestione.
Strumenti di ricerca: per questi piccoli fondi sono stati allestiti strumenti di ricerca di vario tipo (schede cartacei, elenchi di consistenza ecc.).
Collezioni storico-artistiche:
Raccolta di dipinti, disegni, grafica, di: Adriana Pincherle, Pier Paolo Pasolini, G. Settala, F. Franchetti, Q. Martini, R. Lucchese, E.G. Craig, L. Guarnieri, G. Morrocchi, L. Cecchi Pieraccini, M. Francesconi, R. Birolli ed altri artisti.
Scenografie e bozzetti di scena nei Fondi Savinio e Craig.
Raccolte di disegni architettonici nei Fondo Poggi e Giovannozzi.
Raccolta di oggetti personali nei Fondi: Orvieto, Viviani della Robbia, Savinio, De Filippo, Dallapiccola, Rosai, Poggi.
Arredi e mobili originali nei Fondi Orvieto, Savinio, Bucciolini, Dallapiccola, Poggi.
Inventari a stampa:
Le carte Vannucci, a cura di C. Del Vivo, Firenze, 1986.
Fondo Montanelli, a cura di C. Del Vivo, Firenze, 1988.
Fondo Letteratura, a cura di A. Albertini, Firenze, 1989.
Fondo Vallecchi. Carteggio Prezzolini, a cura di G. Bartoletti, Firenze, 1991.
Fondo Orvieto, Serie I. Lettere A-B, a cura di C. Del Vivo, Firenze, 1994.
Fondo Dallapiccola, a cura di M. De Santis, Firenze, 1995.
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